Analisi della Legge di Bilancio 2026 e delle sue ricadute sui settori della conoscenza

La Legge di Bilancio 2026 si presenta, ancora una volta, come una manovra che non investe nell’istruzione, nell’università e nella ricerca pubbliche.

Le misure previste sono del tutto insufficienti: non viene stanziato neppure un euro per garantire il pieno recupero salariale del personale per il triennio contrattuale 2022-2024; non si interviene sull’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione; non è previsto alcun piano strutturale di stabilizzazione per contrastare la precarietà che continua a colpire in modo sistematico l’intero comparto.

Nel frattempo, si confermano e si ampliano i finanziamenti alle scuole paritarie, mentre alla scuola statale vengono imposti tagli e vincoli che ne limitano il funzionamento: una scelta che accentua le disuguaglianze, invece di ridurle.

L’analisi puntuale che segue, articolo per articolo, mette in evidenza le ricadute concrete di questa manovra sul sistema dell’istruzione, dell’università e della ricerca pubbliche.

DISEGNO DI LEGGE BILANCIO 2026 LE PRINCIPALI MISURE PER IL COMPARTO “ISTRUZIONE E RICERCA”
Contenuti e valutazioni della FLC CGIL
INDICE

Retribuzioni 
Ape sociale 
Pensioni 
TFS/TFR
Lavoratrici madri 
Congedi
Attività di cura e di assistenza 
Trattamento accessorio
Indennità per oneri specifici (IOS) nella ricerca 
Misure in materia di istruzione
Organici 
Taglio della spesa pubblica

Disposizioni sulla tassazione dei rinnovi contrattuali, dei premi di produttività e del trattamento accessorio (art.4)

Gli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti dei settori privati nell’anno 2026, in attuazione dei rinnovi contrattuali sottoscritti nel 2025 e nel 2026, saranno assoggettati ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 5%. Questa disposizione si applica ai titolari di reddito di lavoro

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