Service Learning: utilizzarlo per aiutare i tuoi studenti a ritrovare la motivazione

Pubblicato da Simone Consegnati

Troppo spesso lamentiamo di studenti poco motivati e impegnati. Interrogarsi è normale: come fare ad accendere in loro la miccia della motivazione, quella voglia di impegnarsi e dare il massimo? La risposta potrebbe essere una: attraverso il Service Learning. Che cos’è il Service Learning? Il Service Learning, o apprendimento servizio, è un approccio pedagogico nato […]

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Il Service Learning

Il Service Learning: Un Approccio Pedagogico Innovativo per l’Apprendimento e la Comunità

di Bruno Lorenzo Castrovinci

Servire e aiutare l’altro, specialmente i più fragili, gli emarginati, i dimenticati, non è solo un gesto di compassione o solidarietà, ma diventa una vera e propria missione di vita, un atto di profonda umanità che arricchisce chi dona e chi riceve. Per uno studente, non è soltanto un’esperienza formativa, ma un viaggio interiore che porta alla scoperta del senso più autentico della vita: il legame con l’altro. È in questo contesto che il Service Learning si inserisce come approccio educativo capace di trasformare l’azione quotidiana in una pratica significativa, dove apprendimento e servizio alla comunità si fondono in un unico percorso.

In un mondo che si muove sempre più velocemente, dove l’individualismo sfrenato si è radicato come un cancro invisibile nelle pieghe della nostra società liquida, l’isolamento e la solitudine sembrano inevitabili. Il Service Learning diventa allora non solo una metodologia didattica, ma una risposta etica e sociale alla frammentazione del nostro tessuto sociale. Attraverso progetti di impegno civico e comunitario, lo studente non solo acquisisce competenze accademiche, ma sviluppa le soft skills necessarie per diventare un cittadino responsabile e consapevole.

Nel gesto di tendere una mano, di ascoltare una voce dimenticata, di farsi strumento di comunità, lo studente compie un atto rivoluzionario: impara a coltivare l’empatia, a costruire ponti invece di innalzare muri, a sviluppare quelle competenze trasversali che lo preparano ad affrontare un mondo complesso e interconnesso. Il Service Learning gli insegna a riscoprire il valore del lavoro collettivo, dell’azione condivisa per il bene comune, offrendo soluzioni concrete ai bisogni del territorio. Così, ogni piccolo gesto di aiuto diventa non solo un atto pedagogico, ma una poesia vivente che celebra l’essenza dell’essere umano, ricucendo quel tessuto sociale che ci tiene uniti e che, troppo spesso, lasciamo lacerare dall’indifferenza.

In questo contesto, il Service Learning non è semplicemente un’attività complementare alla didattica tradizionale, ma un potente strumento di trasformazione sociale e personale, che prepara i giovani non solo ad affrontare il futuro lavorativo, ma a costruire un futuro più giusto e solidale.

Il Service Learning è un approccio educativo che unisce l’apprendimento teorico con l’applicazione pratica attraverso attività di servizio alla comunità. Si differenzia dal semplice volontariato perché non si limita a fornire un aiuto, ma integra l’esperienza di servizio con gli obiettivi di apprendimento curriculari. In questo modo, gli studenti non solo apprendono attraverso l’esperienza, ma riflettono attivamente su di essa, sviluppando competenze cognitive, sociali e civiche. Il Service Learning è quindi un potente strumento di formazione che mette in pratica il concetto di “imparare facendo” e promuove il coinvolgimento attivo e responsabile degli studenti nella società.

La Storia del Service Learning

L’origine del Service Learning risale agli Stati Uniti degli anni ’60, durante il movimento per i diritti civili e la lotta per una maggiore giustizia sociale. Si sviluppò inizialmente nelle università, come una risposta alla necessità di connettere l’educazione accademica con l’impegno civico, per formare cittadini più consapevoli e attivi. Ben presto, questa pratica si diffuse anche nelle scuole di grado inferiore, promuovendo una formazione integrata e trasversale che potesse essere applicata direttamente nel contesto comunitario.

In Europa, il Service Learning ha iniziato a prendere piede negli ultimi decenni, con l’obiettivo di modernizzare i modelli educativi e offrire agli studenti esperienze formative che li coinvolgessero anche a livello emotivo e sociale. La crescente attenzione verso la cittadinanza attiva e lo sviluppo delle competenze trasversali ha contribuito a una diffusione sempre più capillare di questo approccio in molti paesi, compresa l’Italia.

Come si Realizza il Service Learning

La realizzazione di un progetto di Service Learning richiede una stretta collaborazione tra la scuola e la comunità, affinché l’apprendimento si sviluppi attraverso un’esperienza concreta. I passi principali per implementare un progetto di Service Learning includono:

Identificazione di un bisogno comunitario: Gli studenti, insieme agli insegnanti, individuano una questione o un problema rilevante per la comunità che necessita di attenzione e intervento.

Progettazione dell’intervento: In questa fase, vengono definiti gli obiettivi di apprendimento e le modalità operative dell’intervento.

Esecuzione del servizio: Gli studenti si impegnano nell’attività di servizio, mettendo in pratica quanto appreso in aula e sviluppando nuove competenze.

Riflessione: Dopo il servizio, si incoraggiano gli studenti a riflettere sull’esperienza vissuta, analizzando ciò che hanno imparato e come il loro intervento ha influenzato la comunità.

Valutazione: L’intero processo viene valutato non solo in termini di apprendimento scolastico, ma anche di impatto sulla comunità e sullo sviluppo personale degli studenti.

Progetti Significativi di Service Learning

Nel panorama internazionale, molti progetti di Service Learning si sono distinti per il loro impatto. Un esempio emblematico è il progetto “City as a Campus” negli Stati Uniti, in cui le scuole collaborano con le risorse della città per affrontare problemi sociali come l’ambiente e la povertà, promuovendo la partecipazione attiva degli studenti in azioni concrete.

In Italia, il progetto “Un nonno in classe” dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Ettore Majorana” di Milazzo è un esempio significativo di intergenerazionalità e Service Learning. Questo progetto, che si inserisce nell’ambito del Service Learning, promuove la collaborazione tra studenti e anziani, rafforzando i legami tra le generazioni. Attraverso incontri regolari con i nonni, gli studenti apprendono da loro le esperienze di vita, mentre gli anziani possono sentirsi utili e valorizzati, trasmettendo la propria saggezza e conoscenza. Questo progetto non solo sviluppa competenze sociali, ma rafforza la comunicazione intergenerazionale e la coesione sociale, creando un dialogo arricchente per entrambe le parti coinvolte.

Implicazioni per le Neuroscienze

Il Service Learning ha implicazioni significative per le neuroscienze educative. La ricerca ha dimostrato che l’apprendimento esperienziale attiva una serie di meccanismi neurali che facilitano la memorizzazione a lungo termine, la comprensione concettuale e lo sviluppo delle competenze emotive. Attraverso il coinvolgimento diretto e la riflessione, il cervello degli studenti si trova a elaborare informazioni in modo più integrato e profondo. L’attività di servizio e il confronto con situazioni reali attivano la corteccia prefrontale, responsabile del pensiero critico e della risoluzione dei problemi, e potenziano l’empatia, fondamentale per la costruzione di relazioni sociali e affettive.

Correlazioni Pedagogiche

Dal punto di vista pedagogico, il Service Learning si collega strettamente ai principi del costruttivismo e dell’educazione trasformativa. Secondo queste teorie, l’apprendimento avviene attraverso l’esperienza diretta e la costruzione attiva del significato. In questo senso, il Service Learning rappresenta una forma di apprendimento trasformativo, poiché coinvolge gli studenti in attività che cambiano il loro modo di vedere il mondo, rendendoli più consapevoli e responsabili.

Inoltre, si collega alla pedagogia di Paulo Freire, che promuove un’educazione problematica, in cui gli studenti non sono semplici destinatari di conoscenze, ma agenti attivi di cambiamento sociale. Il Service Learning è, quindi, una forma di educazione democratica, in cui gli studenti imparano a diventare cittadini attivi, riflettendo e agendo per il bene comune.

Proposta di Riforma Normativa per Peer Learning tra Docenti in Quiescenza e Nuove Generazioni

Alla luce dei numerosi benefici del Service Learning e delle esperienze intergenerazionali come il progetto “Un nonno in classe”, sarebbe auspicabile proporre una riforma normativa che consenta ai docenti e ai dirigenti scolastici in quiescenza di continuare a contribuire attivamente al sistema educativo. Questi professionisti, con la loro esperienza, potrebbero partecipare a progetti di peer learning, offrendo supporto e guida alle nuove generazioni di insegnanti.

L’idea sarebbe quella di creare una struttura normativa che permetta a insegnanti in pensione di essere coinvolti come mentori, facilitatori o supervisori in progetti educativi, soprattutto nell’ambito del Service Learning e della formazione dei nuovi docenti. Questo arricchirebbe il sistema educativo di competenze preziose, garantendo un trasferimento fluido di conoscenze e un continuo miglioramento della qualità dell’insegnamento.

Conclusioni

Il Service Learning rappresenta una delle forme più efficaci di apprendimento contemporaneo, in quanto integra la teoria con la pratica e favorisce lo sviluppo di competenze sociali e civiche. Progetti come “Un nonno in classe” dimostrano l’importanza di coinvolgere le diverse generazioni in un dialogo attivo, arricchendo sia i giovani che gli anziani. Infine, una riforma normativa che permetta ai docenti in pensione di contribuire attivamente all’educazione delle nuove generazioni potrebbe rappresentare un passo significativo verso un sistema scolastico più inclusivo e innovativo.

 Intergenerazionalità e Service Learning sono il cuore pulsante di una scuola che insegna non solo a capire il mondo, ma a viverlo nell’amore per l’altro, nel donarsi senza riserve. Solo così possiamo spezzare quelle catene invisibili che ci imprigionano nell’egoismo, l’anticamera di una solitudine profonda e dolorosa. È attraverso l’incontro, lo sguardo condiviso, l’abbraccio silenzioso che ci riscopriamo vivi. Perché la vera felicità non si trova accumulando per noi stessi, ma donando il meglio di ciò che siamo, per accendere la luce negli occhi di chi con noi condivide questo bellissimo cammino che è la vita.

Perché creare e far crescere la tua e-learning community

Una e-learning community è un luogo privilegiato per unire la formazione aziendale online a principi di cooperazione, condivisione e collaborazione. A tutto vantaggio della produttività e del benessere organizzativo.
Il modello di apprendimento comunemente diffuso è un tipo di apprendimento sociale e interessa le persone fin dai primi anni di età. I bimbi vengono inseriti in una classe e, come gruppo, iniziano a imparare.
Esistono, certo, anche tipi di apprendimento individuale, leggere un libro, guardare un documentario o un tutorial, una lezione privata, ma in linea generale l’apprendimento è spesso legato a una comunità.
Per i sociologi Jean Lave ed Etienne Wenger, l’apprendimento è un atto di partecipazione sociale. Fin dal 1991 hanno diffuso il concetto di comunità di pratica, in cui i partecipanti possono co-creare un “repertorio condiviso di risorse: esperienze, storie, strumenti, modi per affrontare problemi ricorrenti”.
Questa idea di un insieme condiviso di risorse e storie è il punto in cui nasce la e-learning community, una comunità di apprendimento sociale online che può essere un fantastico modo di costruire una visione aziendale condivisa per collaboratori che operino da più sedi, in Italia o nel mondo.
Il punto di partenza per la creazione di una learning community è naturalmente l’identificazione di un luogo virtuale come una piattaforma e-learning che possa offrire la possibilità di un apprendimento sincrono o asincrono unito a tutte le caratteristiche che caratterizzano una “scuola”: possibilità di riunirsi in gruppi per collaborare, archivio documentale per i contenuti formativi multimediali, possibilità di contattare in modo rapido tutor e docenti, chat, forum, e spazio riservato a condivisioni di nuove prassi e buone pratiche, in audio o video, quello che in Teleskill chiamiamo Wiki- Experience.
Si tratta dell’opportunità, per chi deve apprendere, di poter accedere a sessioni dal vivo guidate da istruttori e risorse di apprendimento, con un focus significativo sull’apprendimento sociale. In altre parole, interagire con i propri colleghi attraverso dibattiti e discussioni online.
Come tutte le comunità, anche quella di una e-learning community richiede alcune accortezze per farla crescere e sviluppare armonicamente. Vediamo insieme quali.
Individuare il facilitatore della e-learning community

Tra i docenti è importante scegliere con accuratezza la figura del facilitatore.
Essere il facilitatore di una comunità online significa favorire le relazioni tra le persone. Non si tratta solo del tradizionale trasferimento di conoscenze o dell’insegnamento.
Tanto per fare qualche esempio, un buon facilitatore creerà un piano di contenuti didattici da pubblicare, che potrebbe includere commenti su ulteriori letture dopo una sessione webinar o porre una domanda per generare dibattito. Potrebbe avviare un sondaggio, richieste di riflessione o tenere una webinar di domande e risposte per conoscere in modo sempre più preciso le esigenze dei singoli e del gruppo.
Incentivare il social learning per il successo della comunità

Anche se la formazione aziendale avviene in una piattaforma e-learning, la comunità deve essere libera di comunicare con altre comunità. Non è un sistema chiuso, ma anzi può essere il modo migliore per attrarre sempre più membri nella nostra e-learning community. Il social learning è quindi un ulteriore strumento per interessare e coinvolgere i discenti al progetto formativo.
Favorire le comunità di pratica

Una learning community richiede una o più comunità di pratica, un luogo virtuale dove poter imparare in modo collaborativo, settorialmente su un argomento specifico. Un’altra caratteristica della comunità di pratica è la volontà di apprendere volontariamente, senza l’input del docente. La comunità di pratica sviluppa una conoscenza di tipo verticale su un dato tema ed è lo spazio in cui i principi di cooperazione e collaborazione diventano più rilevanti. La leadership è diffusa e l’aiuto dei colleghi è di stimolo e di supporto. Un luogo in cui esprimersi per far crescere una cultura collaborativa e condivisa e per apprendere in modo più autonomo rispetto all’apprendimento tradizionale.
Promuovere condivisione e fiducia

In una learning community si cresce tutti insieme. Quando si analizza collettivamente un metodo o una procedura che non ha funzionato non è tanto importante individuare il responsabile e attribuire una colpa, quanto piuttosto capire, collettivamente, cosa si può fare meglio, e quindi imparare dall’errore.Questo processo di fiducia si instaura più facilmente lavorando nelle comunità di pratica, soprattutto se si incoraggia la discussione, il confronto, la collaborazione e la condivisione.
Aiutare chi deve apprendere a “fare rete”

In una e-learning community i nuovi entrati devono poter comunicare facilmente con i senior e con i manager. Si impara l’uno dagli altri perché la comunità è anche un luogo di reverse mentoring, in cui ci si scambiano conoscenze e competenze.
Insieme a una serie di webinar si possono anche promuovere e incoraggiare i video e i podcast con dirigenti aziendali senior, in modo che diversi leader possano condividere le proprie esperienze e momenti di apprendimento.
I giovani potrebbero usare Wiki-Experience per condividere o proporre sistemi che velocizzino le procedure grazie alle nuove applicazioni digitali.
Monitorare la e-learning community

Una piattaforma e-learning specifica per la formazione come Teleskill Web Academy offre una reportistica molto accurata di ogni utente. Questo aiuta a conoscere i bisogni del singolo e del gruppo e ad offrire a tutti ciò di cui hanno bisogno: può essere un incontro personale con un docente, un webinar di approfondimento o altro ancora. Chat e forum sono uno strumento prezioso per conoscere il sentimento della comunità e anche in questo caso offrire risorse e contenuti sempre più professionalizzanti.

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