Il primo passaggio consiste nell’attivare Canva AI e selezionare Progetta. Qui il docente dichiara l’intenzione didattica: non sta chiedendo una singola slide, ma la progettazione di un contenuto strutturato.
Subito dopo si sceglie Presentazione come formato. Questa scelta è tutt’altro che neutra: indica che l’obiettivo è costruire un percorso pensato per l’esposizione, per la spiegazione in aula o a distanza, con una logica sequenziale e visiva.
In questo momento l’AI non produce nulla. Sta semplicemente raccogliendo il contesto.
Pubblico, stile e lunghezza: la vera progettazione didattica
È nella fase successiva che avviene la parte più interessante dal punto di vista didattico. Canva chiede al docente di specificare:
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il pubblico: informale, professionale o didattico;
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lo stile: minimalista, giocoso, elegante, naturale, ecc.;
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la lunghezza: breve, equilibrata, esauriente.
Queste non sono impostazioni estetiche. Sono scelte didattiche a tutti gli effetti. Quando un insegnante definisce il pubblico, sta già adattando il contenuto. Quando sceglie lo stile, sta decidendo il linguaggio della spiegazione. Quando indica la lunghezza, sta ragionando sui tempi, sull’attenzione, sull’essenzialità.
In questa fase Canva AI funziona come una griglia di progettazione guidata: costringe a esplicitare decisioni che spesso restano implicite.
Solo dopo aver spuntato tutte queste opzioni il docente clicca su Genera. È qui, e solo qui, che l’Intelligenza Artificiale entra in azione.
L’output che viene prodotto è dapprima uno schema dei contenuti, sul quale potete interventie, apportando le modifiche necessarie, poi si trasforma in una serie di propooste in cui vengono scelti layout differenti e un diverso ricorso al supporto testuale (piu’ didascalico o più esauriente). Si tratta di scegliere la versione che più si avvicina all’idea che si ha in mente e poi lavorare sull’editor di Canva per adattarla completamente alle propie necessità, intrgrando tutto ciò che si ritiene necessario.
Usare Canva AI in questo modo cambia il rapporto con la progettazione. L’AI non accelera solo la produzione dei materiali, ma rende visibile il processo didattico: obbliga a fermarsi, a scegliere, a pensare prima di generare.
In questo senso, Canva non “fa lezione”. Aiuta a progettarla meglio, rendendo esplicite decisioni che sono profondamente pedagogiche. La competenza resta del docente; l’AI diventa un alleato che organizza, suggerisce e restituisce una forma coerente alle intenzioni educative.
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