GTC 2025: così nVidia sfida il futuro, tra chip AI e robotica

Il colosso dell’IT mondiale nVidia ha appena concluso il GTC 2025, la GPU Technology Conference, una fiera che ha visto 25.000 partecipanti affollarsi a San Jose in California per scoprire di persona le novità in materia di hardware e software e assistere al keynote del CEO Jensen Huang per capire le direzioni essenziali.

Sebbene GPU sia l’acronimo di Graphical Processing Unit, di grafica si parla poco o niente da quando l’AI è divenuta centrale nel dibattito IT e le GPU ormai sono acquisite largamente dai big per applicazioni di intelligenza artificiale generativa piuttosto che per fare il rendering di scene 3D.

Vediamo quali sono stati gli annunci e quali direzioni lasciano intravedere nell’immediato futuro.

Indice degli argomenti

Gli annunci Gtc 2025 Nvidia

Gli annunci principali sono stati:

Nuove architetture GPU: Sono state annunciate le architetture Blackwell Ultra, previste per la seconda metà del 2025, e Vera Rubin, attesa per la fine del 2026. Queste architetture sono disegnate esplicitamente avendo in mente i carichi computazionali di AI

NVIDIA Dynamo: Un software migliora il processo di inferenza nei modelli avanzati, assegnando dinamicamente le risorse GPU alle diverse fasi dell’inferenza e gestendo i dati in modo efficiente tra i diversi tipi di memoria. Si tratta di un software centrale per chi realizza le cosiddette AI Factories

Robotica avanzata: Nel campo della robotica, NVIDIA ha introdotto Isaac GR00T N1, un modello open-source progettato per assistere nello sviluppo di robot umanoidi. Inoltre, è stato presentato “Blue”, un robot sviluppato in collaborazione con Disney Research e Google DeepMind, che incorpora le ultime tecnologie robotiche e un nuovo motore fisico chiamato Newton.

Collaborazioni strategiche: NVIDIA ha annunciato una collaborazione con General Motors per integrare sistemi AI personalizzati nei veicoli a guida autonoma, sottolineando l’impegno dell’azienda nel settore automobilistico e la sua visione di un futuro in cui l’AI svolge un ruolo centrale nella mobilità.

Questi annunci vanno letti in continuità con alcuni annunci recenti, in particolare quelli delle nuove versioni della GPU per dispoitivi IoT, il Jetson Nano, e soprattutto il nuovo DIGITS, un sistema a relativamente basso costo (3000$) capace però di eseguire tutto il software rilevante per l’AI ed eseguire modelli fino a 200 miliardi di parametri.

Il software nVidia

nVidia ha dimostrato di riuscire a creare un connubio tra hardware e software che spesso i produttori di chip non riescono a supportare. Il dominio di nVidia è molto legato alla diffusione del codice scritto con la libreria CUDA lanciata nella seconda metà degli anni duemila, e che ha consentito ad un’ampia platea di sviluppatori di usare in modo efficace le funzioni di algebra lineare utili non solo per la grafica 3D ma anche in molti altri ambiti applicativi.

Nessun competitor, inclusi AMD e Intel, è poi riuscito a convincere gli sviluppatori a riscrivere i propri software in modo che vi fosse una sostanziale concorrenza sui chip. Non è un caso che i big stiano lavorando a chip propri per superare questa situazione e ridurre i costi di esercizio con acceleratori sempre più specializzati per le funzioni AI a cui nVidia ribatte con le nuove architetture.

Software come Dynamo vanno quindi seguiti con attenzione poiché potrebbero avviare un nuovo percorso in cui gli sviluppatori avvalendosi delle sue funzioni ottengano benefici continuando a consolidare l’ecosistema di software che necessiti dell’hardware nVidia per la sua esecuzione.

Verso una AI più distribuita

In dieci anni il costo di una GPU per un server è lievitato di circa sette volte, rendendo l’accesso a questi componenti sempre più difficile e concentrando le risorse di calcolo direttamente collegate all’AI nelle mani di sempre meno attori. Basti pensare che un server con GPU ne ospita spesso tra 8 e 16 portando il costo complessivo a centinaia di migliaia di euro per nodo. Anche il design dei server è cambiato, per assicurare che le varie GPU abbiano sufficiente capacità di comunicazione nVidia ha progettato un’interconnessione specifica chiamata nVlink che ha di fatto ingessato il design delle schede madri dei server fino al punto da avere un design sostanzialmente analogo con poche possibilità di personalizzazione con un prezzo sostanzialmente fisso e con una ridotta competizione.

Gli annunci di Jetson Nano e di DIGITS, sebbene antecedenti a GTC 25, vanno quindi letti in un contesto in cui nVidia si rende conto che rischia di perdere gli sviluppatori. Ormai è divenuto quasi impossibile sviluppare e testare grandi modelli di AI come gli LLM con centinaia di miliardi di parametri senza disporre di server molto costosi.

Ecco quindi che lo sviluppo di piattaforme più piccole e accessibili serve al colosso di San Jose per assicurare che il proprio software a supporto dell’AI (e che richiede l’hardware nVidia) possa essere installato nel contesto di robotica ed automazione, e che gli sviluppatori possano avere accesso a dispositivi a costi relativamente contenuti per poter fare ricerca e sviluppare nuovi modelli che possano essere eseguiti nel cloud.

È in questo contesto che va letto il crollo del titolo a seguito del rilascio a fine anno di DeepSeek R1 da parte della startup cinese: dal 2022 gli Stati Uniti hanno un embargo sui chip di ultima generazione per l’AI verso la Cina, e il fatto che i cinesi abbiano sviluppato un modello così capace senza, almeno sulla carta, poter disporre degli ultimi acceleratori pone non poche questioni e dubbi sull’effettivo contributo che i nuovi chip portino allo sviluppo.

Ma forse è in questo contesto che va letto la mossa in direzione della robotica: aprire nuove linee di sviluppo chip che riportino nVidia anche su un mercato più distribuito in cui non siano solo pochi attori a beneficiare dei chip, come testimonia l’accordo con General Motors.

Conclusioni

Oltre a continuare a supportare modelli di AI generativa giganti con il proprio hardware, nVidia sta cominciando a differenziare i propri sviluppi rivolgendo la propria attenzione anche a mercati come la robotica dove l’AI sta cominciando a far intravedere un futuro con robot umanoidi a costi accessibili che solo pochi anni fa sarebbero stati impensabili.

Continua la lettura su: https://www.agendadigitale.eu/industry-4-0/gtc-2025-cosi-nvidia-sfida-il-futuro-tra-chip-ai-e-robotica/ Autore del post: Agenda Digitale Fonte: https://www.agendadigitale.eu

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Banconote per gioco, con le architetture del nostro territorio

Ho ideato questa interessante attività in collaborazione con la Comunità di Valle Rotaliana-Koningsberg, (che è la zona dove sta la nostra scuola) che ci ha chiesto di creare delle banconote per un gioco da tavolo ispirato al nostro territorio.

Per la realizzazione delle banconote ci siamo ispirati ai tagli degli EURO, che raffigurano delle architetture ispirate alle varie epoche della storia. Abbiamo visto che ogni banconota ha: 

DIMENSIONI SPECIFICHE riferite al TAGLIO 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500COLORE CARATTERISTICOSTILE ARCHITETTONICO riferito a un PERIODO STORICO, dal più antico (5 euro) al più moderno (500 euro) ARCHITETTURE sul fronte e PONTI sul retrostemmi, decorazioni, mappa e bandiera EUROPEA

Abbiamo mantenuto i colori e le epoche storiche secondo lo schema degli EURO che vediamo qui sotto, tralasciando i tagli da 200 e da 500.

Il lavoro si è svolto in quattro fasi:

raccolta di immagini fotografiche delle architetture del nostro territorio: i ragazzi hanno fotografato case, palazzi, chiese, ponti, monumenti del loro paese.ricerca storica sulle architetture fotografate e suddivisione delle immagini per periodi storici dal più antico al più moderno.disegno monocromo, a seconda del taglio e del periodo storico, realizzato con le matite colorate su carta da lucido, con la fotografia come modello.elaborazione grafica digitale delle immagini per la creazione delle nostre banconote, utilizzando lo strumento Google Disegni condiviso nella GSuite scolastica.

Dopo aver fotografato i luoghi di interesse del paese i ragazzi hanno fatto una ricerca storica su ogni monumento, palazzo, chiesa o ponte e hanno suddiviso le architetture per periodo storico in modo da disegnare ogni periodo con un colore specifico:

5 euro  GRIGIO/VIOLA 1000-140010 euro ROSSO/ROSA 1500-160020 euro BLU/AZZURRO 1700-180050 euro ARANCIONE/GIALLO primi 1900100 euro VERDE CHIARO E SCURO 1950-2000 

alcune foto dei luoghi di interesse dei nostri dintorni scattate dai ragazzi

I disegni sono stati realizzati con le matite colorate su carta da lucido, copiando le forme e i chiaroscuri dalle fotografie.

I disegni sono stati fotografati e “ritagliati” digitalmente per essere utilizzati nell’elaborazione grafica delle banconote al computer in Google disegni

Sotto alcuni esempi e diverse versioni delle banconote elaborate digitalmente dai ragazzi. La nostra moneta è stata battezzata EUROT dalla fusione di EURO e ROTALIANA, il nome della piana che accoglie il nostro paese e quelli limitrofi.

questa la linea di banconote scelta per il gioco da tavolo

Emergenza Coronavirus COVID-19: notizie e provvedimenti

Ordinanza del 2 giugno 2021 Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. 

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