Uccide il padre per difendere la madre, Crepet: “Genitori che ascoltano Mozart non vengono uccisi. Approcci educativi falliti”
Ha scioccato tutti la notizia relativa ad un diciannovenne che ha ucciso il padre violento per difendere la propria madre, in Trentino. A dire la sua, come fa sovente, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, ai microfoni de Il Corriere della Sera.
“Siamo davanti alle nuove ‘invasioni barbariche’ in cui la nostra cultura evidentemente è rientrata per una ragione abbastanza semplice: quando non hai futuro hai solo presente, e il presente può essere drammatico. È il futuro che ti salva, non è certo il presente. Però noi da decenni abbiamo osannato il qui ed ora. E oggi siamo finiti così”, queste le sue parole amare.
“Non abbiamo insegnato niente”
“Non abbiamo insegnato niente. È evidente. Se i giovani si comportano come i loro trisavoli, per cui le dispute vanno lavate nel sangue, e si ragiona come nel ‘600, ci sarà un motivo, no? Vuol dire che abbiamo fallito. Abbiamo fallito qualsiasi approccio