Insicurezza, isolamento e fragilità adolescenziale: una riflessione a partire da uno studio inglese
In un mondo in cui la cronaca quotidiana riporta episodi drammatici di violenza di genere, femminicidi e suicidi adolescenziali, il malessere delle giovani generazioni assume i tratti di una vera emergenza educativa e sociale. È sempre più evidente come il mondo giovanile porti i segni profondi e duraturi di un trauma collettivo, quello dell’isolamento forzato imposto dalla pandemia, che ha interrotto relazioni, abitudini e routine formative, ma anche – e soprattutto – di un cambiamento radicale nei modelli relazionali.
Viviamo in una società liquida, dove le relazioni si sfaldano, i legami si fanno evanescenti e i confini dell’intimità sono spesso ridotti alla sottile pellicola di uno schermo. Lo smartphone, che apre a un’infinità di connessioni virtuali, produce al contempo un deserto emotivo fatto di solitudine, di mancanza di contatto umano autentico e di dialoghi senza profondità. È una condizione silenziosa ma pervasiva che mina, giorno