Hikikomori: colpa dei videogiochi? Sono l’effetto non la causa
In Italia sarebbero circa 60mila i ragazzi hikikomori che decidono di ritirarsi dalla vita sociale spinti dalla paura ad affrontare il mondo, per cui appare importante trasmettere loro un messaggio chiaro: chiudersi in casa, evitare la scuola o gli impegni, sottrarsi alle relazioni non è una vera soluzione: è solo una tregua momentanea al dolore.
Vita.it riporta una inchiesta su questo fenomeno che appare sempre più in espansione, tanto che è uscito una piccola guida per i genitori al fine di offrire loro informazioni e strumenti utili per comprendere e affrontare il problema.
Ed essa è collegata all’Associazione A.M.A., un’organizzazione di volontariato nata a Trento che dal 1995 si occupa di promuovere il benessere delle persone attraverso l’attivazione di gruppi di auto mutuo aiuto e altre iniziative di mutualità.
E proprio grazie a questa associazione e agli incontri con famiglie immerse in tali problematiche, è sembrato che il fenomeno sia in aumento, tanto che “nell’ultimo anno e mezzo oltre 50