Il mediterraneo corsaro, fra 500 e 800: nuovo libro della storica Giovanna Fiume
“Mediterraneo corsaro. Storie di schiavi, pirati e rinnegati in età moderna”, è il nuovo libro di Giovanna Fiume, già ordinaria di Storia moderna all’Università di Palermo, edito da Carocci. Ed è saggio importante per capire, fra l’altro, il motivo per cui la Sicilia, per esempio, come faceva rilevare Leonardo Sciascia, non è riuscita a diventare potenza marinara, anzi, la maggior parte delle sue coste vennero disertate per costruire all’interno, mentre alle vie di collegamento rivierasche venero preferite quelle più distanti del mare. Civiltà “terragna” dunque, dal mare il pericolo era rappresentato dai famigerati turchi, in una sommaria definizione in cui si intrecciavano tutte le civiltà islamiche bagnate dallo stesso mare, e su cui una vasta letteratura indaga, mentre più che “nostrum” era pure africano, ma anche europeo, levantino, slavo, asiatico. Un “lago”, in qualche modo, frequentato da pirati, ma anche da avventurieri e ricche consorterie, tutti in cerca di bottini