Riforma dell’esame di maturità: verso una valutazione più personale e concreta

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Allora non servono tante alchimie sulla formazione delle commissioni: ai loro docenti il compito di riassumere il percorso e di rassicurarli per il futuro, e forse nessuno più si rifiuterebbe di sostenere il colloquio, anzi sarebbe questo l’elemento dirimente capace di fare sintesi sui risultati. A cosa servono i commissari esterni? A tenere il punto sul valore legale del titolo, assieme a tutti gli strumenti burocratici per regolare la valutazione, la correzione degli elaborati, ecc. Ed anche sulle prove scritte si potrebbe discutere, quando nel corso dei cinque anni i docenti hanno avuto modo di considerarle, oltre a superare l’uso esclusivo del linguaggio verbale, a fronte di tante altre fonti alternative.

Il colloquio non è solo pluridisciplinare, ma vede proprio il dispiegarsi della personalità, condotto anche con altri strumenti tecnologici e linguistici, che sanno gestire un sapere complesso ed hanno necessità

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