Come recuperare vecchie fotografie per una ricerca scolastica con l’intelligenza artificiale
Quante volte, per una ricerca di storia locale o un lavoro di classe, spunta una vecchia fotografia sbiadita, piena di macchioline o pieghe?
La buona notizia è che oggi è possibile recuperare vecchie fotografie per una ricerca scolastica in modo semplice e rispettoso delle fonti, anche grazie all’intelligenza artificiale. In questo articolo vedremo come effettuare in una manciata di minuti alcune di operazioni di fotoritocco che poco tempo fa avrebbero richiesto ore di lavoro.
1) Prima di tutto: recuperare e mettere al sicuro la fotografia
Per una ricerca scolastica le fonti più comuni sono gli album di famiglia oppure gli archivi di qualche ente (Comune, parrocchia, associazioni locali ecc.).
Quando si trova una fotografia interessante la prima cosa da fare è acquisirla in digitale, ricordandosi poi di non lavorare sull’unico file salvato. Per sicurezza è meglio creare fin da subito una struttura a più cartelle, come questa:
01_originali;02_lavorazione;03_versione_finale;04_fonti_e_note.
2) Digitalizzare bene (con scanner o smartphone)
I risultati migliori si ottengono, ovviamente, con uno scanner. Ricordiamo che la densità di informazione grafica si misura in dpi, ovvero punti per pollice. La densità minima per un buon risultato è di 300 dpi, ma molto è meglio usare almeno 600 dpi se la foto è piccola e anche 2400 dpi per le pellicole.
Le immagini vanno salvate preferibilmente in formati con compressione senza perdita di dati (es. PNG oppure TIFF).

Se si usa lo smartphone, la fotografia va appoggiata su un piano, posizionando il telefono orizzontalmente e cercando di avere una buona luce naturale laterale (che evita riflessi).
3) Riparare l’immagine con l’intelligenza artificiale
Una volta digitalizzata la fotografia, il file relativo può essere caricato in una piattaforma di intelligenza artificiale in grado di elaborare immagini, ad esempio ChatGPT. È importante fornire al sistema istruzioni precise, come nel caso del prompt seguente.
1° Prompt (ChatGPT)
“Migliora questa vecchia fotografia in bianco e nero. Rimuovi puntini, polvere e disturbo mantenendo lo stile originale. Non aggiungere elementi nuovi.”

Una volta eliminati i difetti, possiamo intervenire sulla luminosità e sul contrasto.
2° Prompt (ChatGPT)
“Aumenta leggermente il contrasto e la chiarezza dell’immagine. Rendi più leggibili i contorni dell’edificio senza alterare la foto.”

In alternativa a questo secondo prompt con ChatGPT, è possibile anche utilizzare un programma come Photoshop e i relativi strumenti di regolazione, mostrati sotto.


Elaborazione grafica con OpenArt
Al posto di ChatGPT, possiamo usare una piattaforma espressamente creata per la manipolazione grafica, come OpenArt.

Anche in questo caso utilizziamo un prompt, ma in inglese:
“Restore this old black and white photograph.
Remove dust, scratches and noise.
Keep the original style and do not add new elements.”
Ci sembra di vedere qualche elemento aggiunto (nonostante le nostre istruzioni). Chiaramente andrebbe provato qualche altro modo per eliminare i difetti della fotografia, senza alterazioni non richieste.

Conclusioni
L’intelligenza artificiale è molto utile soprattutto per: graffi, pieghe, “macchie” diffuse, fotografie molto sfuocate, ricostruzione di piccoli dettagli. L’IA, però, può anche “inventare” dettagli.
È fondamentale creare prompt non ambigui e comunque verificare sempre il risultato prodotto con l’immagine di partenza.
L’articolo Come recuperare vecchie fotografie per una ricerca scolastica con l’intelligenza artificiale proviene da Missione Insegnante.
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