Rosebud AI: creare giochi didattici (anche in 3D) partendo da un prompt

Ormai l’intelligenza artificiale entra in classe non solo come strumento di supporto allo studio, ma come motore creativo per la progettazione di esperienze didattiche. In questo scenario si colloca Rosebud AI, una piattaforma che permette di creare videogiochi interattivi, anche tridimensionali, semplicemente descrivendoli con un prompt testuale.


Non si tratta di un ambiente per programmatori esperti: Rosebud nasce per trasformare idee, narrazioni e obiettivi educativi in mondi di gioco esplorabili, abbassando drasticamente la soglia tecnica di accesso allo sviluppo di giochi.

Rosebud AI consente di generare giochi partendo da una descrizione scritta: ambienti, personaggi, regole, obiettivi e interazioni vengono costruiti dall’AI in modo automatico. Il punto di forza, dal punto di vista didattico, è la possibilità di creare giochi narrativi, simulazioni e percorsi a missioni, perfetti per la didattica attiva e la gamification.

La piattaforma supporta anche ambienti 3D, elemento particolarmente potente per:

  • apprendimento immersivo,

  • storytelling educativo,

  • simulazioni di contesti storici, geografici o scientifici,

  • giochi di esplorazione e problem solving.

Dalla parola al gioco: l’esempio della “caccia al tesoro”

Un aspetto affascinante di Rosebud è che non richiede di “pensare da sviluppatore”, ma da insegnante-progettista. Prendiamo, ad esempio, un prompt di caccia al tesoro didattica come questo:

“Progetta una caccia al tesoro digitale per alunni di classe quinta primaria.

Argomento: frazioni.

Il gioco deve avere 5 livelli.

Per passare ogni livello, lo studente deve risolvere un problema matematico.

Inserisci consegne narrative coinvolgenti e indica la soluzione corretta di ogni sfida.”

Inserito in Rosebud AI, questo prompt può trasformarsi in:

  • un ambiente esplorabile (un’isola, un castello, una città fantastica),

  • livelli rappresentati come stanze o aree da sbloccare,

  • personaggi guida che forniscono indizi,

  • oggetti interattivi legati alle sfide matematiche,

  • meccaniche di avanzamento basate sulla risoluzione corretta dei problemi.

Il docente non deve occuparsi di modellazione 3D o di codice: il lavoro principale resta didattico e progettuale, non tecnico.

 

In ambito scolastico Rosebud può essere utilizzato in diversi modi.

Come strumento per il docente, permette di:

  • creare giochi personalizzati per una specifica classe,

  • progettare attività di recupero o potenziamento,

  • costruire percorsi interdisciplinari sotto forma di missioni.

Con gli studenti, soprattutto dalla primaria superiore in poi, può diventare:

  • un laboratorio di scrittura creativa applicata (scrivere prompt efficaci),

  • un’attività di educazione digitale e computazionale,

  • uno spazio per lavorare su collaborazione, problem solving e pensiero critico.

Il valore aggiunto non è solo “giocare”, ma riflettere su come una regola, una scelta narrativa o una sfida influenzino l’esperienza di apprendimento.

 

Come molte piattaforme basate su AI generativa, anche Rosebud prevede una versione gratuita con alcune restrizioni. In genere, i limiti riguardano:

  • numero di giochi o progetti creabili,

  • complessità degli ambienti 3D,

  • possibilità di esportazione o condivisione avanzata,

  • accesso a funzionalità più evolute di personalizzazione.

Per un uso didattico sperimentale o per progetti pilota, la versione gratuita è comunque sufficiente per comprendere il potenziale dello strumento. Per un utilizzo continuativo o su larga scala, soprattutto in contesti formativi strutturati, è necessario valutare i piani a pagamento.

 

Rosebud AI non è semplicemente “un sito per fare giochi”, ma un esempio concreto di come l’AI possa trasformare la progettazione didattica in progettazione di esperienze. Il docente resta autore e regista del percorso educativo, mentre la tecnologia si occupa della messa in scena.

In fondo, è una piccola rivoluzione silenziosa: non chiediamo più agli studenti solo di rispondere alle domande, ma di entrare nei mondi della conoscenza, esplorarli e risolvere problemi dall’interno. Ed è lì che l’apprendimento diventa davvero significativo.

Volete vedere cosa mi ha generato per la caccia al tesoro? Cliccate qui

Rosebud AI

https://www.robertosconocchini.it/index.php?option=com_bca-rss-syndicator&feed_id=1

http://www.robertosconocchini.it/index.php/intelligenza-artificiale/9423-rosebud-ai-creare-giochi-didattici-anche-in-3d-partendo-da-un-prompt.html

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