Ambienti educativi tra scuola e territorio. Pubblicato il nuovo Quaderno della ricerca di Loescher


Ambienti educativi tra scuola e territorio. Prospettive interdisciplinari su curricoli, spazi e alleanze” è il nuovo Quaderno della Ricerca Loescher (n. 90), di recente pubblicazione, a cura delle ricercatrici Stefania Chipa e Giuseppina Rita Jose Mangione (INDIRE) insieme a Cristina Renzoni (POLIMI) e Ianira Vassallo (POLITO).

Il volume propone uno sguardo radicalmente innovativo sulla relazione tra scuola e territorio, superando una visione riduzionista del contesto educativo ancora diffusa nella letteratura sulle policy scolastiche e nelle narrazioni istituzionali.
Troppo spesso, infatti, il “contesto” viene evocato in modo stereotipato per spiegare performance, identità o criticità delle scuole, senza che ciò produca un reale avanzamento interpretativo. Questo Quaderno ribalta tale prospettiva, adottando un punto di vista eco-territoriale che riconosce il territorio non come semplice contenitore della scuola, ma come dimensione costitutiva dei processi educativi, cognitivi e sociali.
Il volume raccoglie sguardi plurali e intrecci interdisciplinari che attraversano diversi campi epistemologici:

  • dagli studi urbanistici alla progettazione architettonica,
  • dalle politiche sociali alla pedagogia,
  • dalle geografie educative all’analisi delle reti territoriali.

I contributi indagano la relazione fra scuola e territorio attraverso quattro lenti interpretative:

  • Alleanze
  • Comunità educanti
  • Geografie
  • Spazi educativi

Ognuna di queste dimensioni è approfondita anche in un glossario concettuale, che integra:

  • una lettura storico-educativa e sociale,
  • una riflessione etimologica,
  • una breve bibliografia tematica,

Obiettivo è quello di offrire strumenti di orientamento teorico rispetto alla prospettiva adottata dalle autrici e dagli autori. Un elemento centrale del volume è il superamento della metafora della scuola come “scatola” inserita in altre scatole (quartiere, città, territorio). Il contesto viene invece interpretato come rete di relazioni materiali e simboliche tra attori umani e non umani:
spazi, edifici, strade, corpi, bambini, adulti, dispositivi, infrastrutture, pratiche quotidiane.
In questa prospettiva, la scuola diventa essa stessa una relazione vivente, fragile e dinamica, in cui la cura delle relazioni emerge come dimensione decisiva, soprattutto nei contesti delle piccole scuole e delle aree interne.

Il Quaderno sviluppa due traiettorie teoriche particolarmente innovative.

  1. La scuola come learning hub

Riprendendo gli scenari OCSE sul futuro dell’istruzione, la scuola viene ripensata come nodo di una rete di apprendimento che attraversa tempi, spazi e attori diversi:

  • dentro e fuori l’edificio scolastico,
  • coinvolgendo soggetti pubblici e privati,
  • integrando service learning, attivismo pedagogico e territorializzazione dei curricoli.

In questa visione, il mondo non è esterno alla scuola, ma ne diventa il centro: si sconfina, si ritorna, si rinegoziano continuamente le frontiere dell’istituzione educativa. Le piccole scuole emergono qui come spazi ideali di sperimentazione di questa forma di scuola.

  1. La scuola come bene comune

La seconda pista riguarda la scuola come istituzione del “comune”, in dialogo con la letteratura sugli educational commons.

La scuola viene interpretata come:

  • risorsa condivisa del territorio,
  • infrastruttura relazionale,
  • bene da tutelare come l’acqua, l’aria, il paesaggio.

Questa prospettiva mette in luce:

  • il legame tra scuola, comunità e territorio,
  • il ruolo delle scuole nella abitabilità dei territori nel tempo,
  • l’impatto delle chiusure o razionalizzazioni scolastiche sulle dinamiche demografiche delle aree interne.

Ne deriva una critica alle forme di governance che rischiano di snaturare il carattere “comune” dell’istituzione scolastica, catturandola entro logiche esclusivamente pubbliche o privatistiche.

Il volume si chiude con una postfazione di Paolo Landri, Direttore f.f. dell’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo (CNR-IRISS) che valorizza l’adozione della prospettiva eco-territoriale e mostra come il volume contribuisca a superare una visione riduzionista del contesto educativo, restituendo al territorio il suo statuto epistemologico pieno.

Nella sua lettura critica, la scuola emerge come:

  • relazione socio-materiale,
  • nodo cognitivo distribuito,
  • infrastruttura del comune.

Particolarmente rilevante è il modo in cui la postfazione intreccia: la scuola come learning hub, la scuola come bene comune, le nuove forme di governance partecipata. Sottolinea inoltre come le piccole scuole possano essere assunte non come eccezioni marginali, ma come nuovo standard empirico e onto-epistemologico per ripensare l’educazione nei territori fragili.

 

 

l libro è in vendita negli store online (IbsFeltrinelliAmazon) e ordinabile in tutte le librerie.
Il pdf completo è in vendita sul sito di Loescher editore e fruibile su MyLim.

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