Il Bruco Mangianoia e il fiocco di neve

Testo di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

C’era una volta un fiocco di neve. Rimaneva guardingo al riparo nella sua nuvoletta, mentre i suoi fratelli si lanciavano nel cielo del Nord, vorticando fino a raggiungere il suolo.
“Pistaaa! Mi butto”, urlava il fiocco accanto a lui, pronto a lanciarsi in una nuova avventura.
“Arrivooo!” gli faceva eco un altro.
“Ehi tu, perché non vieni con noi?” chiedevano i suoi amici prima di lanciarsi.

Ma il fiocco non aveva nessuna intenzione di muoversi.
“Io resto qui, sto così bene nella …..

Continua la lettura su: https://portalebambini.it/storie-bruco-mangianoia-fiocco-neve/ Autore del post: Portalebambini Fonte: https://portalebambini.it/

Articoli Correlati

La matematica del fiocco di neve

Ciao a tutte e tutti! Siamo felicissime di presentarvi il nuovo capitolo della serie Matematica negli Albi, il nostro progetto dedicato a portare la matematica dentro le storie che amiamo di più. In questo nuovo format, io e Anna Murlo di Mamma Leggi ancora scegliamo un Albo Iconico e da esso creiamo cinque attività, una per ciascuna classe dalla prima alla quinta.

Questa volta il protagonista è Storia di Goccia e Fiocco, editrice Il Castoro, un albo straordinario che racconta il viaggio di Fiocco, un fiocco di neve che scende dal cielo alla ricerca del suo luogo perfetto, e di Goccia, una goccia d’inchiostro desiderosa di entrare nel disegno di un illustratore. Il libro, con i suoi fogli intagliati bianchi e neri, ci offre uno spettacolo poetico e geometrico: il bianco e il nero, la neve e l’inchiostro, si incontrano e si fondono in un piccolo miracolo visivo.

Ci piace molto questo nuovo format perché è flessibile, inclusivo e adatto sia a classi con livelli diversi sia a pluriclassi; con la sua magia, permette di proporre attività interdisciplinari che spaziano tra scienze, matematica, tecnologia e arte. Dalla scoperta delle simmetrie e dei frattali dei fiocchi di neve, fino all’osservazione dei punti di vista e dei contrasti di colore, ogni attività nasce dall’albo e permette ai bambini di imparare divertendosi e osservando il mondo con occhi nuovi.

Ogni classe troverà un percorso su misura: dalla prima alla quinta, dal gioco con pattern e sequenze, alla simmetria, fino ai frattali e alle trasformazioni geometriche. In questo modo, la matematica non è solo teoria, ma poesia, meraviglia e creatività che scende come un fiocco di neve in classe.

Questo è il nostro invito: immergetevi con i bambini nella storia di Goccia e Fiocco e lasciatevi sorprendere da quanta matematica si nasconde nella magia di un albo.

Se non riuscite a reperire l’albo qui trovate una efficacissima videolettura:

[embedded content]

ECCO LE ATTIVITA’ CHE ABBIAMO PENSATO CLASSE PER CLASSE:

CLASSE PRIMA: “Ritmi e successioni con goccia e fiocco“

Fiocco e Goccia si incontrano…e da questo incontro nasce un piccolo ritmo.

Così ci divertiamo con i bambini a inventare regole semplici per alternare gocce e fiocchi, creando successioni sempre nuove e piene di magia.

Oplus_131072

CLASSE SECONDA: “Scopriamo la SIMMETRIA del fiocco di neve“

Per la classe seconda ci divertiamo a scoprire le simmetrie dei fiocchi di neve: grazie alle schede del sito Nature Inspired Learning i bambini completano la parte mancante e imparano, giocando, come funziona la simmetria in natura. Si possono scaricare gratuitamente qui:

CLASSE TERZA: Schede “Il segreto dei fiocchi di neve, scienza, simmetria e magia”

Per la classe terza ho creato delle schede speciali, Il segreto dei fiocchi di neve: un piccolo viaggio tra scienza, simmetria e magia. Le ho usate con i miei bambini e sono state davvero molto apprezzate. Le potete scaricare gratuitamente in calce a questo articolo.

CLASSE QUARTA: “Alla scoperta della simmetria rotazionale del fiocco di neve”

Per la classe quarta lavoriamo sulla simmetria rotazionale: i bambini costruiscono fiocchi di neve creando un motivo e ripetendolo sei volte attorno al centro. Un laboratorio bellissimo tra geometria, precisione e meraviglia.

La simmetria nei fiocchi di neve non è solo assiale: esiste anche la simmetria rotazionale, o radiale, poco studiata a scuola ma molto presente in natura, che i bambini della quarta possono osservare creando motivi ripetuti attorno a un centro.

Trovate il laboratorio in questo video:

[embedded content]

CLASSE QUINTA: Attività sui frattali (Fiocco di neve di Koch)

Helge von Koch era un matematico svedese che ha inventato la famosa curva frattale, da cui nasce il fiocco di neve di Koch.

Per disegnarlo, si parte da un triangolo equilatero: su ogni lato si costruisce al centro un piccolo triangolo equilatero verso l’esterno e poi si ripete la stessa regola su tutti i nuovi segmenti.

Credits: https://today.uconn.edu/

Ecco altri materiali utili:

[embedded content]

[embedded content]

LE SCHEDE SCARICABILI

Artisti a Capo Nord

“Sono qui a capo Nord, all’estremo limite del Finnmark, e posso anche ben dire all’estremo limite di tutto il mondo dal momento che non c’è altro luogo più a nord di questo che sia abitato da uomini. La mia sete di sapere è ora appagata e ora voglio tornare in Danimarca e, se Dio vuole, al mio Paese”.
Così scrive il prete e scienziato italiano Francesco Negri nel 1664 nel suo Viaggio settentrionale, un resoconto sotto forma epistolare delle osservazioni compiute lungo il suo itinerario in Scandinavia.

Considerato il primo turista mai giunto a Nordkapp, Negri intraprese il viaggio in solitaria per puro desiderio di conoscenza ma, grazie alle sue osservazioni, diede il via al mito dei popoli nordici in un’epoca in cui il centro della cultura europea era considerato il Mediterraneo e l’esotismo era diretto solo verso l’estremo Oriente e il Nuovo Mondo.
Ma dove si trova esattamente questo luogo?Denominato Nordkapp (cioè Capo Nord in norvegese) dal navigatore inglese Richard Chancellor nel 1553, è la punta estrema del continente europeo. Le sue coordinate sono 71° 10′ 21″ di latitudine Nord, ben al di sopra del Circolo Polare Artico che si trova invece a 66° 33′ 49″.

In realtà Nordkapp non fa parte della terraferma perché si trova sull’isola di Magerøy. E non è neanche il punto più settentrionale dell’isola poiché la penisola di Knivskjelodden, un po’ più a ovest, arriva a  71° 11′ 08″. Ma è là che nel tempo si è consolidato l’immaginario collettivo, su quel lembo sperduto di roccia proteso sul Mar glaciale artico.

Nel 1798 un altro italiano arriva a Capo Nord, stavolta via terra: è lo studioso Giuseppe Acerbi che lo raggiunge attraverso la Finlandia assieme all’ufficiale svedese Anders Fredrik Skjöldebrand. Tornato in patria pubblica in inglese Travels through Sweden, Finland and Lapland, to the North Cape in the years 1798 and 1799. Il suo compagno di viaggio, invece, scrive Voyage pittoresque au Cap du Nord, avec gravures, un testo con 80 illustrazioni tra le quali un suggestivo sole di mezzanotte, lo spettacolo più sorprendente che offre Capo Nord.

E forse è proprio quel sole basso sull’orizzonte, perfettamente allineato a nord, nel pieno delle notti estive, il vero motivo del fascino di Nordkapp. Si tratta di un fenomeno che può essere osservato anche in altri luoghi al di sopra del circolo polare artico tra giugno e luglio e che ha il suo apice il giorno del solstizio d’estate, ma a Capo Nord assume un’aura quasi epica: sfiora il mare e poi risale, percorrendo un giro completo lungo l’orizzonte. Insomma, invece di tramontare verso il basso continua a spostarsi sempre verso destra.

Il motivo di questo curioso moto (apparente) sta nell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto ai raggi del sole nel periodo del solstizio d’estate. In quei giorni, come si può osservare nello schema qui sotto, la parte al di sopra del circolo polare artico resta tutta nella metà della terra illuminata dal sole, anche se questa ruota sempre attorno al proprio asse.Dunque non c’è alternanza tra buio e luce, ma un periodo perennemente luminoso, una lunga notte bianca in cui il sole non scende mai sotto l’orizzonte. A Capo nord questo arco di tempo corrisponde ai giorni compresi tra l’11 maggio e il 31 luglio.

Questo spettacolo ha attirato, nel corso dell’Ottocento, viaggiatori e artisti in numero sempre crescente.

Generalmente ne hanno tratteggiato l’imponente promontorio di granito, alto 307 metri, per accompagnare un resoconto di viaggio. Ne è un esempio la litografia a colori di Leon Jean Baptiste Sabatier in Atlas Historique et Pittoresque per Voyages de la Commission Scientifique du Nord.

In altri casi la scena è meno pittorica e la sua illustrazione è evidentemente legata a finalità di studio scientifico come queste tre vedute del promontorio realizzate per Voyages de la commission scientifique du Nord, en Scandinavie, en Laponie, au Spitzberg et aux Feroë pendant les années 1838, 1839 et 1840 sur la corvette La Recherche.

In verità non era  il sole di mezzanotte o il fascino di questa penisola rocciosa a muovere le grandi spedizioni, bensì il tentativo di trovare il ‘passaggio a nord-est‘ (cioè la rotta dal Mare del Nord al Pacifico) doppiando proprio Capo Nord. L’impresa riuscirà solo nel 1879 allo svedese Adolf Erik Nordenskiöld con la nave baleniera Vega.

Per trovare il primo grande artista a Capo Nord occorre aspettare il norvegese Peder Balke (1804-1887), un pittore romantico allievo di Johan Christian Dahl. Balke visitò Norkapp solo una volta, nel 1832, ma quel viaggio lo segnò per sempre, tanto che quel promontorio piatto a strapiombo sul mare tornò innumerevoli volte nei suoi dipinti.
Le prime opere sono ancora piuttosto naturalistiche, luminose e ricche di dettagli. In questa del 1845 la rocca appare chiara sotto il tipico cielo estivo, pieno di uccelli e dall’orizzonte arrossato. Un’immagine che evoca le parole annotate in viaggio: “La bellezza della natura assume il ruolo principale“. Ma le ampie onde scure sono già quelle del suo tenebroso stile più maturo.

Pochi anni dopo Balke dipinge almeno tre opere molto simili e piuttosto insolite: mentre tutti cercavano di catturare il sole di mezzanotte, l’artista raffigura Capo Nord al chiaro di luna in una condizione di luce straordinariamente drammatica, ma con il mare calmo e qualche barchetta sparsa.

Le differenze sono minime. Giusto la forma delle nuvole e il trattamento dell’acqua. Quando uno di questi dipinti fu esposto a Oslo nell’autunno del 1848, un critico scrisse che “cattura il nostro interesse, sia per la natura del soggetto stesso che per la singolarità della percezione del momento scelto“.
Intorno al 1850 Balke torna sullo stesso tema con un piccolo olio denso e veloce. Il promontorio è diventato un rettangolo scuro sullo sfondo attraversato da una fenditura.

Dieci anni dopo riprende la stessa veduta con qualche variazione. Il formato rimane piuttosto piccolo. Ormai dipinge solo per se stesso, alla ricerca di un linguaggio sempre più onirico e rapido.

Tutto si fa più leggero nel 1870. Balke ha maturato uno stile ancora più essenziale, arrivando a costruire le forme con poche larghe pennellate. Capo Nord è diventato una presenza rarefatta. Tutto svapora sotto un luminoso cielo estivo.

La differenza con le incisioni e le litografie a colori coeve, realizzate da altri artisti a corredo di racconti di viaggio, non poteva essere maggiore. Quanto più Balke è evocativo, quanto più queste sono descrittive.

Al termine del suo percorso, tra gli anni ’70 e ’80, Balke arriverà alla totale monocromia. La superficie è spazzata dal pennello con gesti decisi. Tutto si decide in pochi tratti. Ma il mare non è più calmo. Tornano le grandi onde che fanno colare a picco le navi, torna lo spirito romantico su cui si era formato.

Solo lo svedese Anders Zorn (1860-1920) riuscirà a dare a Capo Nord, nel 1890, una nuova interpretazione. Con la sua pennellata impressionista ha scelto di concentrarsi nel punto in cui la roccia incontra il mare, lasciando intravedere l’orizzonte arrossato dal sole di mezzanotte sotto un bel cielo azzurro. Il paesaggio sublime è ormai un ricordo lontano.

Nel frattempo il promontorio ricevette i primi ospiti illustri. Nel 1873 fu visitato dal re Oskar II di Svezia. A ricordo di quell’evento venne posto sulla punta un piccolo obelisco di pietra, visibile in questa incisione dell’anno seguente.

Poi, nel 1907, arriverà il re di Thailandia Chulalongkorn. Ma da quel momento Nordkapp non fu più soggetto di dipinti. Era iniziata l’epoca delle fotografie, come questa del 1901.

La strada E69, che oggi arriva fin quasi alla punta, verrà pianificata nel 1934 per favorire il turismo e aperta nel 1956. Dal 1999 il passaggio sull’isola, che in precedenza avveniva via traghetto, avviene attraverso un tunnel sottomarino (piuttosto inquietante, a dire il vero) che arriva a circa 200 metri di profondità sotto il livello del mare.
Nel frattempo la spianata di Capo Nord ha visto nascere nuove strutture. L’obelisco è stato spostato verso l’interno mentre al suo posto svetta un grande globo terrestre composto solo di meridiani e paralleli, eretto nel 1978.

Ecco come mi è apparso qualche giorno fa, quando ho visitato per la seconda volta Capo Nord.

Ho scattato questa foto verso mezzanotte e mezza, quando la massa di turisti accorsi con gli autobus per vedere il sole di mezzanotte (che però era parzialmente coperto) si era già dissolta.La vista del promontorio, verso le 21:30, era invece questa.

Il centro visitatori, chiamato Nordkapphallen, è alle nostre spalle. Al suo interno si trovano bar, ristorante, cinema, cappelle, sale espositive, negozi e tanto altro. La struttura originale è del 1959 mentre l’ampliamento risale al 1988.

Al suo interno, da appassionata di finestre, non potevo fare a meno di inquadrare il globo dalla grande vetrata dell’edificio circolare…

Verso le due di notte ho salutato Nordkapp con questa immagine negli occhi: la silhouette del grande globo sopra una striscia di cielo aranciato tra due fasce di un azzurro metallo.

E anch’io, come il buon Francesco Negri, ho sentito appagata la mia voglia di vedere e di scoprire. Pronta per il lungo viaggio che mi avrebbe riportata a casa, in Sicilia.
***
Per informazioni tecniche su come visitare Capo nord rimando alle pagine del sito VisitNorway.

Vuoi rimanere aggiornato sulle nuove tecnologie per la Didattica e ricevere suggerimenti per attività da fare in classe?

Sei un docente?

soloscuola.it la prima piattaforma
No Profit gestita dai

Volontari Per la Didattica
per il mondo della Scuola. 

 

Tutti i servizi sono gratuiti. 

Associazione di Volontariato Koinokalo Aps

Ente del Terzo Settore iscritta dal 2014
Tutte le attività sono finanziate con il 5X1000