Psi, niente Invalsi per accedere all’università

Da tempo la somministrazione delle prove Invalsi nelle scuole del primo e secondo ciclo destano perplessità. Sia perché spesso vengono tacciate di essere prove finalizzate ad omologare ciò che non è omologabile, sia perché troppo spesso vengono utilizzate per mettere indebitamente a confronto l’operato dei singoli docenti invece che per indicare ai singoli Istituti un valido percorso di miglioramento.

La proposta di utilizzare quindi i risultati del test Invalsi sulle competenze di italiano, matematica, inglese in uscita dalla scuola superiore per l’accesso all’università, sembra alquanto inopportuno.

Così come sembra inopportuno avere facoltà universitarie che impongono una selezione in entrata che nega a priori ai nostri giovani la facoltà di tentare un percorso di studi legato alle proprie aspirazioni.

Più che usare le prove Invalsi per selezionare i futuri studenti universitari, sarebbe il caso di ripensare il senso e l’uso che di tali prove si fa nelle scuole.

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