Riforma fiscale, via libera dal Governo: quali sono i punti principali

Il Consiglio dei ministri ha finalmente dato il via libera al disegno di legge delega per la Riforma fiscale. Tra le principali novità ci sono innanzitutto la riduzione delle aliquote Irpef da quattro a tre scaglioni e la riduzione dell’attuale aliquota Ires per chi assume e investe.

Riforma fiscale: via libera dal Governo al disegno di legge delega

Dopo la presentazione della bozza, il Governo ha approvato il disegno di legge delega per la Riforma fiscale. “L’approvazione della Delega sulla Riforma fiscale è una vera e propria svolta per l’Italia. È una riforma epocale, strutturale e organica” ha commentato sui social la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Con il nuovo Fisco delineiamo una nuova idea di Italia, vicino alle esigenze dei contribuenti e attrattivo per le aziende” ha aggiunto subito dopo.

L’obiettivo, secondo quanto reso noto all’interno del comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri, sarebbe dunque quello di “semplificare e ridurre la pressione fiscale, favorire investimenti e assunzioni e instaurare un rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria nella logica di un dialogo mirato tra le parti secondo le esigenze di cittadini e imprese”. Ma quali sono nel concreto i punti principali della Riforma?

I cambiamenti della Riforma

Al centro della Riforma fiscale vi è innanzitutto la riduzione delle aliquote Irpef da 4 a 3 scaglioni. L’idea è sostanzialmente quella di mantenere invariate la soglia minima e quella massima, riducendo però gli scaglioni al fine di ridurre la tassazione che grava sulle classi media e medio-bassa. Le 3 aliquote Irpef dovrebbero di fatto entrare in vigore dal 1° gennaio 2024, ma al momento sarebbero ancora al vaglio due ipotesi di intervento: 23%, 27% e 43% oppure 23%, 33%, 43%.

Fra gli altri punti è prevista una riduzione dell’attuale aliquota Ires per chi investe o assume e una graduale eliminazione dell’Irap. Inoltre, ci sarà un rafforzamento della lotta all’evasione fiscale e la revisione delle sanzioni penali tributarie, con particolare riferimento all’ipotesi di “sopraggiunta impossibilità di far fronte al pagamento”. Si ricorda, infine, che le nuove norme dovranno risultare operative entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge delega.

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