Bonus contributi in busta paga: a chi spetta e come funziona

In continuità con quanto stabilito dal Governo Draghi, il Governo Meloni ha deciso di prorogare per tutto quest’anno il bonus contributi. Uno sgravio destinato ad alcuni contribuenti, al fine di ridurre il cuneo fiscale. Grazie a questo meccanismo, quindi, chi percepisce stipendi più bassi potrà versare meno tasse.

Bonus contributi: come funziona

Il bonus contributi è uno sgravio fiscale per alcuni contribuenti che permette a chi percepisce meno a fine mese di versare anche meno tasse, senza che però venga intaccata la quota di contributi versata per la pensione. Nel concreto, lo sgravio fiscale pari al 2% è previsto per chi riceve meno di 2.692 euro, vale a dire 35 mila euro all’anno, ed aumenta al 3% al di sotto dei 1.923 euro mensili, ovvero 25 mila euro annui.

Si ricorda invece che in condizioni normali, cioè per coloro che superano i 2.692 euro, la quota tassata in busta paga è pari al 9,19% per i lavoratori dipendenti in ambito privato e all’8,80% per quelli nel settore pubblico. A prendere in carico la quota restante sono i datori di lavoro che dovranno versare rispettivamente il 23,81% per il settore privato e il 24,20% per quello pubblico.

Di quanto aumenta lo stipendio

Nel caso delle retribuzioni comprese tra 1.923 e 2.692 euro, con una riduzione del 2%, il risparmio massimo è di 53,84 euro al mese, vale a dire quindi 699,92 euro l’anno. Per gli stipendi inferiori a 1.923 euro lo sgravio sale al 3%, pertanto il risparmio massimo è di 57,69 euro, cioè 749,97 euro complessivi annui. Per verificare che l’azienda abbia rispettato la norma basta controllare la parte finale del cedolino dove sono indicate tutte le voci che trasformano il lordo in netto. 

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Si ricorda invece che in condizioni normali, cioè per coloro che superano i 2.692 euro, la quota tassata in busta paga è pari al 9,19% per i lavoratori dipendenti in ambito privato e all’8,80% per quelli nel settore pubblico. A prendere in carico la quota restante sono i datori di lavoro che dovranno versare rispettivamente il 23,81% per il settore privato e il 24,20% per quello pubblico.

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