Graduatorie ATA assistente tecnico e diploma ad indirizzo biotecnologico-sanitario: ordinanza

Graduatorie di prima fascia assistenti tecnici, l’avvocato Salvatore Braghini rende nota l’ordinanza emessa dal Tribunale di Avezzano che ha accolto il ricorso presentato da una lavoratrice alla quale è stato riconosciuto il proprio diploma biotecnologico-sanitario come valido per la graduatoria di prima fascia degli assistenti tecnici nei laboratori di chimica. In precedenza, l’USP de L’Aquila aveva cancellato la ricorrente dalla graduatoria permanente ATA.

Graduatorie I fascia personale Ata, ordinanza del Tribunale di Avezzano

La protagonista della vicenda, infatti, come riferisce l’avvocato Salvatore Braghini, era riuscita ad entrare, grazie a diverse supplenze, nella graduatoria di I Fascia degli assistenti tecnici nei laboratori di chimica, grazie al diploma biotecnologico-sanitario, conseguito nell’a.s. 1996-97 presso un Istituto Tecnico Industriale, seguendo un Corso sperimentale introdotto negli anni ’90. Nella graduatoria, essendo l’unica, avrebbe ottenuto l’immissione in ruolo già dal corrente anno scolastico, ma l’Ufficio Scolastico Provinciale de L’Aquila, benché le avesse convalidato per ben due volte la sua posizione, la cancellava dalla graduatoria permanente ATA. Ciò in quanto il suo titolo era da considerarsi inidoneo per l’accesso alla predetta graduatoria, trattandosi di “maturità scientifica”, come peraltro riportato sulla pergamena. Inutile un reclamo formalizzato all’Ufficio Scolastico competente dalla donna, peraltro laureatasi, rivendicando la natura “tecnica” del Corso di studi.

La stessa si rivolgeva, quindi, all’avvocato Salvatore Braghini, che contestava il depennamento dell’assistente dalla graduatoria e ne chiedeva il reinserimento con il riconoscimento giuridico di tutto il servizio svolto, sul presupposto che si trattasse di un diploma sperimentale di ordine tecnico, ad indirizzo biotecnologico-sanitario, inquadrabile come maturità scientifica soltanto da un punto di vista formale. Peraltro, osservava il legale, negli anni ’90 vi era stato un proliferare di sperimentazioni e la creazione di una serie di Indirizzi con l’obiettivo di diminuire la divaricazione tra percorsi liceali e tecnici, innestando nei licei delle discipline laboratoriali professionalizzanti. Le troppe e incoerenti sperimentazioni furono abolite con la riforma Gelmini nel 2010, con il lascito però di quinquenni ibridi “liceali-tecnici” di cui non era più chiaro il collocamento, se in ambito tecnico ovvero liceale. Stessa sorte era toccata alla sperimentazione del liceo biotecnologico-sanitario seguita dalla ricorrente, iniziata e cessata nell’arco di pochi anni.

Su tali presupposti, il Giudice del lavoro di Avezzano, dr. Antonio Stanislao Fiduccia, ha quindi accolto il ricorso ricostruendo dettagliatamente la vicenda ed accertando che il Corso sperimentale in questione, con una significativa presenza di laboratori di chimica e biochimica, era caratterizzato da “una spiccata vocazione al settore chimico-biologico-laboratoriale”, tanto che – si legge nell’ordinanza – “è poi confluito nell’Istituto Tecnico Tecnologico, indirizzo di chimica, materiali e biotecnologia, articolazione di biotecnologie sanitarie e, dunque, oggi appartiene a tutti gli effetti all’ordinamento tecnico, e non a quello scientifico, con il quale non presenta alcuna analogia”.

L’avvocato Salvatore Braghini – nell’esprimere la sua soddisfazione per l’esito della vertenza – evidenzia come ‘la vicenda abbia messo a dura prova una lavoratrice e madre di famiglia, che nel giro di pochi giorni, ha visto travolgere sforzi e sacrifici di anni, ma ora l’odissea è terminata e presto sarà immessa in ruolo’.

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