1923-2023 I cento anni della Riforma Gentile (IV)
1923-2023 A cent’anni dalla riforma Gentile (IV)
di Gabriele Boselli
Parte quarta: La Cattedra del Maestro secondo Gentile e Lombardo Radice
Puntate precedenti in Educazione&Scuola, Febbraio 2023, n. 1146, XXVIII Anno, Aprile 2023, n. 1148, XXVIII Anno, Giugno 2023, n. 1150, XXVIII Anno)
Metà dell’anno del centenario della più importante riforma nella scuola italiana è trascorsa ma -forse per mancanza di coraggio- non v’è traccia di commemorazioni ufficiali da parte del MIM, erede di quel ministero retto un secolo fa da Giovanni Gentile. In questa quarta puntata tratto di due cardinali concetti ispiratori: l’idea di cattedra e quella di Maestro, declinazioni di quella geniale e oggi strumentalmente disprezzata visione del mondo di cui quell’atto puro di intelligenza fu svolgimento.
Riforma che procede da un’Idea
A differenza di tutte quelle successive, piuttosto povere di pensiero, la riforma del 1923 passò attraverso una serie di atti legislativi diversi ma uniti da un nucleo ideale di fondo, sinteticamente descritto nelle precedenti puntate di questo studio. Anche per questo molto di quell’impianto di fondo della riforma Gentile permane nello spirito delle scuole mentre di quelle successive di Bottai (1938), Washburne (1947), Ermini (1954), Berlinguer (2000) e altre successive di ancor minore rilevanza non resta se non una serie di atti meramente amministrativi e pertanto sostanzialmente ignorati. Ignorati poichè proporre alla parte trainante della scuola, ovvero a persone che hanno fatto della conoscenza il fine principale del loro esistere un’attività che non deriva da una visione d’insieme è percepito come mortificante. Come i programmi oggi in vigore, vuoti di pensiero, lontani dalle frontiere della scienza, farciti di obiettivi ma privi di fini.
Il Maestro
Se, come già argomentato, la filosofia è il cardine su cui gira l’impianto teorico della riforma del 1923, il maestro -nelle sue declinazioni di insegnante di scuola materna, elementare o superiore, come di direttore didattico o preside, ispettore o ministro- è nella sua persona la figura centrale. Tutte le persone presenti nella scuola, indipendentemente dalle specificità della funzione, sono essenzialmente figure magistrali. Buone o cattive, colte o incolte, calme o agitate, appassionate o emotivamente aliene, tutte in-segnano, lasciano comunque un segno. La scuola -per Gentile e Lombardo Radice- è il Maestro. Questi interpreta in prima persona la Scienza nel suo volgersi alle menti in formazione e contribuisce a riconfigurarla. Il Maestro e’ il sapere ed è il programma. Gentile rifuggirebbe da ogni tentativo di imporre la programmazione, come modestamente e con assai inferiori risultati abbiamo cercato sempre di fare a partire dalla sperimentazione sammaurese di Postprogrammazione.
Il Maestro è persona che ha una solida cultura generale; è una persona che tenta di conoscere il Tutto e di prender responsabilmente parte alla storia e all’epoca; è aperto all’altro nella varietà dei suoi volti.
Il Maestro detiene autonomia intellettuale, morale ed estetica (qui evidente Kant, Gentile è anche co-autore della più diffusa traduzione della Critica della ragion pura). E’ un soggetto culturale e pedagogico a pieno titolo. Discorre e detta, detta non leggendo ma creando all’istante il suo dettato. Crea offerta di situazioni di apprendimento delle discipline, secondo un indirizzo che in pedagogia risale a Rousseau; con il suo esempio sa essere autore di un persuasivo invitorivolto a ciascuno a trovare una via personale alla conoscenza.
Il suo trasmettere una disciplina non è operazione programmabile, neutra, asettica, burocratica come quelle esaltate nelle valutazioni INVALSI; attraversando il campo specifico di conoscenza egli lo “contamina” della sua soggettualità e la sua soggettualità ne è profondamente “contaminata”. Reca in dono agli alunni una disciplina personalmente frequentata, ripensata, interpretata, reinventata.
Ex cathedra
L’espressione ex-cathedra ha assunto negli anni un significato negativo, come di un insegnamento legnoso, criticamente infondato, rigido. disattento ai volti di chi ascolta, tipico di un soggetto presente sulla cattedra fisica ma lontano dall’inter-azione. C’è cattedra e cattedra. Certo, se chi è stato selezionato con le lotterie dei test è un egocentrico ignorante, c’è solo da sperare che i suoi alunni se ne sappiano difendere.
Per coloro che sono degni di una cattedra, insegnare è in ogni ordine e grado di scuola espressione dell’ “esser-presso” (presso i libri, i laboratori, i colleghi, gli allievi) e prevede una moderata ma solida stima di sé, l’accogliersi, l’approvarsi, il riconoscersi come soggetto, come co-autore di storie, aperto all’altro. L’auto-stima maturata durante studi severi è precondizione del poter dare credito ai propri alunni. Dalla sua cattedra il Maestro sa instaurare con l’altro una relazione costitutiva dell’esistenza e della conoscenza, articolata in un tessuto intellettualmente complesso e pedagogicamente orientato. Invita i ragazzi a estendere ma anche a focalizzare disciplinarmente il loro orizzonte degli eventi di cultura.
L’insegnante è protagonista di un cammino continuo, sia sul piano umano che culturale, Il suo percorso è in gran parte frutto di autocoscienza, ma anche di impegno costante nella ricerca; è un percorso di dialogo, di dialettica.
Maestro è chi ha davvero qualcosa da dire e da dare.
(La prossima puntata sui tratti essenziali della Riforma del 1923)
G. Gentile Sommario di pedagogia come scienza filosofica, 1912, ried. presso Le lettere, 2003
G. Gentile Teoria generale della spirito come atto puro, 1916, ora in Opere filosofiche , Garzanti, 1991
S. Natoli Giovanni Gentile filosofo europeo, Torino, Bollati Boringhieri, 1988
A.Erbetta L’eredità inquieta di Giovanni Gentile Milano, Marzorati, 1988
G.Boselli Riflessioni gentiliane. Per una teoria dell’atto in educazione, in AAVV Pedagogia al passato prossimo Firenze, La Nuova Italia, 1991
A. Melucci Innovare in politica e in pedagogia in A.Erbetta (a cura di) Senso della politica e fatica di pensare, CLUEB, 2002
G.Boselli-N.Serio (a cura di) Fondazioni culturali delle riforme scolastiche, Armando, 2005
R.Corvi Frontiere aperte. Verso un’epistemologia transdisciplinare, Scholè,2023
N.Maxwell Does Philosophy Matter? The Urgent Need for a Philosophical Revolution in pubblicazione su Qeios.
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