Special Olympics

Special Olympics, una storia lunga oltre 50 anni
SuperAbile INAIL del 24/07/2023

ROMA. “Tutto è iniziato nel 1950 e nei primi anni ’60, quando Eunice Kennedy Shriver ha osservato come le persone con disabilità intellettive venivano considerate ingiustamente. Aveva anche notato che molti bambini con disabilità intellettive non avevano nemmeno un posto in cui giocare. Ha deciso di agire”, a raccontarlo è Special Olympics sul proprio sito internet in un articolo in cui celebra i suoi oltre 50 anni di storia.

“Ben presto la sua visione ha cominciato a prendere forma, aprì un campo estivo per i giovani con disabilità intellettive, lo fece nel suo cortile di casa. L’obiettivo era quello di capire ciò che questi bambini erano in grado di fare attraverso lo sport – senza soffermarsi su ciò che invece non riuscivano a fare. Si accorse immediatamente che i ragazzi erano molto più capaci nelle attività fisiche di quanto molti esperti ritenessero. In tutto il 1960, Eunice Kennedy Shriver ha proseguito il suo lavoro pionieristico – sia come la forza trainante dietro la Casa Bianca del Presidente John F. Kennedy e sia come Direttore della Fondazione Joseph P. Kennedy Jr. La sua straordinaria intuizione si è trasformata nel Movimento Special Olympics”.

“Nei primi anni Special Olympics fu finanziato dalla Fondazione Kennedy e da vari enti. Attualmente la Fondazione Kennedy non sostiene più economicamente Special Olympics ma continua a condividerne i principi e ad estenderli in tutto il mondo. Nel dicembre 1971 la Commissione Olimpica degli Stati Uniti conferisce l’approvazione ufficiale a Special Olympics di usare il nome ‘Olympics’, l’unica organizzazione ad essere autorizzata ad utilizzare questo nome.

In un protocollo d’intesa firmato il 15 febbraio 1988 la Commissione Olimpica Internazionale ratifica una convenzione nella quale riconosce ufficialmente Special Olympics ed accetta di collaborare con esso come rappresentante degli interessi degli Atleti con disabilità intellettiva.

Il riconoscimento del CIO comporta che le gare, gli allenamenti si conducano secondo i più alti ideali del movimento olimpico internazionale, e di proteggere e di vigilare sull’uso del termine “olimpico” preservandolo da abusi. Special Olympics è attualmente presente in 200 paesi”.

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