Il matematico dei Pensieri Discreti
Gian-Carlo Rota, il matematico e filosofo di successo che amò la storia, il latino e i versi di Orazio e di Ovidio, l’Italia, il made in Italy e il profumo che poteva respirare nelle librerie italiane. Trent’anni dai suoi Pensieri Discreti.
Gian Carlo Rota (1932-1999)
Gian-Carlo Rota (Vigevano, 27 aprile 1932 – Cambridge, 18 aprile 1999) è stato un matematico di eccezionale levatura. Un personaggio di primo piano della scienza della seconda metà del XX secolo.
“Pensieri Discreti”, edito da Garzanti nel 1993, è considerato per molti aspetti il suo romanzo autobiografico anche se non è un romanzo e non è stato scritto per esserlo. È una raccolta di più scritti curata da Fabrizio Palombi[1] allievo e amico di Gian-Carlo Rota.
Una raccolta di saggi, discorsi, recensioni, interviste che per quanto indipendenti tra loro hanno un legame così stretto da trascendere la discretizzazione e dare al lettore la percezione di essere condotto, com’è detto nel sottotitolo, lungo: Il percorso umano e intellettuale di un matematico tra ricerca scientifica e speculazione filosofica. Pagina dopo pagina, infatti, il lettore apprende dei suoi studi e dei successivi impegni professionali e di ricerca; degli argomenti che ha affrontato e che gli sono stati più congeniali; delle idee che ha maturato a contatto con i problemi e gli uomini che se ne occupavano e con i quali ha avuto frequentazione; delle sue amicizie e delle sue passioni: non solo la matematica, ma anche la storia, i versi dei grandi autori latini, la filosofia.
Uno dei