P. Regina, Morte di un cardinale
Paolo Regina, il “giallo” d’autore
di Antonio Stanca
La casa editrice SEM/Feltrinelli ha riedito Morte di un cardinale, romanzo giallo dello scrittore Paolo Regina. Era comparso la prima volta nel 2020 ed era il secondo del Regina.
Nato a Milano nel 1959, l’autore è di origini pugliesi ed è vissuto per un certo tempo a Bisceglie. Si è laureato in Giurisprudenza a Ferrara. Negli anni ’80 ha prestato servizio presso la Guardia di Finanza di Napoli. Quindi, stabilitosi a Ferrara, è stato docente di Discipline Economiche presso la Facoltà di Lettere. Dopo alcune pubblicazioni relative al Marketing e al Diritto, nel 2018 ha cominciato a dedicarsi alla narrativa di genere giallo.Si applica anche nella musica. C’è da rimanere ammirati se si tiene conto che ha imparato a leggere e scrivere seguendo, negli anni ’60, la serie di trasmissioni televisive intitolata Non è mai troppo tardi del maestro Alberto Manzi. Soprattutto come scrittore di romanzi gialli merita ammirazione dal momento che ampia è, ogni volta, la rappresentazione che contengono, non è limitata al caso da risolvere ma estesa a tanti altri aspettie livelli della vita, non riguarda solo chi, indagati o indagatori, è direttamente interessato ma anche chi rimane lontano dalla vicenda, sta all’esterno. C’è molta vita, tanta vita nei romanzi di Regina. È un movimento senza soste quello che li contraddistingue. Un movimento che non diventa mai incontrollato perché sempre può essere riportato ad un tema che tutto raggiunge, tutto coglie, ad un’azione di collegamento sempre presente, sempre compiuta dal personaggio principale, dal capitano Gaetano De Nittis che non resiste al pensiero di sapere, scoprire quanto si cela dietro un misfatto.
In questo romanzo il misfatto è la morte del cardinale di Ferrara Augusto Previati, trovato ucciso nei dintorni dell’oasi Isola Bianca sulla riva del Po. È successo di notte, è stato ucciso con un colpo di pistola sparatogli in fronte. Il clamore che seguirà sarà interminabile, la notizia giungerà a grande distanza insieme all’altra dell’arresto del giornalista della Gazzetta Ferrarese sospettato dell’omicidio poiché presso l’Isola Bianca era stato visto quella notte. Scatteranno indagini a tutti i livelli, vi prenderanno parte Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza. A questa appartiene il capitano De Nittis che, convinto dell’innocenza dell’amico giornalista e intenzionato a liberarlo dai sospetti che si sono addensati su di lui, conduce un’indagine personale circa il caso, un’indagine non riconosciuta, non prevista che si rivelerà quanto mai intricata, carica di sorprese ma che riuscirà meglio e prima dell’altra che stanno compiendo le forze di polizia, i carabinieri. I luoghi, i tempi, i personaggi dell’indagine di De Nittis saranno molti, saranno gli elementi tra i quali lui si muoverà in continuazione, le tante parti dell’opera che collegherà. Tra gli uffici di polizia, le numerose sedi religiose della città, le sue strade, le sue piazze, le sue case, i suoi locali, il suo centro, la sua periferia sarà sempre visto. Non ci sarà posto dove non giungerà De Nittis solitamente con la sua bicicletta. Niente di quanto sospettato sarà tralasciato, molto, tutto si saprà della vita, della società, della storia della città. Passato e presente, usi e costumi, lecito e illecito della Ferrara politica, religiosa, di quella più segreta, più corrotta, scorreranno nella scrittura del Regina, attireranno il lettore. Per essere un romanzo giallo molto ricco si rivelerà nei contenuti, molto scorrevole nella forma espressiva. Per essersi fatto da solo molto abile si rivelerà Regina. Capace sarà di cogliere i pensieri, i sentimenti più riposti. Non c’è niente di poco importante nell’opera, tutto è chiamato a contribuire al suo svolgimento, tutto ha una funzione, tutto rientra nella rappresentazione. È il proposito dello scrittore, è il suo merito maggiore!
Versione per la stampa
