ISTRUZIONE – Pensioni, rivalutazione 2024. La manovra e la tabella dell’aumento. Pacifico (Anief): “il lavoro a scuola va considerato usurante, sì al riscatto gratuito della formazione universitaria”

Da gennaio 2024 cambieranno le regole sulla rivalutazione pensioni grazie a nuovo sistema di calcolo a sei fasce, rivisto con la Legge di Bilancio, in via di definizione, rispetto a quello già attuato nel 2023. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha commentato affermando che “a questo punto, però, chiediamo di non indugiare più: il lavoro a scuola va considerato usurante e la formazione universitaria, come altri tipi di contributi accumulati negli anni, devono essere riscattati gratuitamente.

Come pure occorre introdurre agevolazioni fiscali e investimenti appropriati per le pensioni complementari, per rivalutare quello che ad oggi rimane un contributo figurativo da parte dello Stato”. Pacifico ricorda che “che chi governa la scuola deve ricordare che il personale che vi lavora è il più vecchio al mondo, con una percentuale altissima di malattie invalidanti dopo i 60 anni e una percentuale di dipendenti infinitesimale sotto i 30 anni”.

Il governo Meloni con la nuova manovra di Bilancio mette mano alla tabella della rivalutazione 2024 delle pensioni, quel meccanismo di aumento degli assegni detto anche “indicizzazione” o “perequazione” che consente l’adeguamento all’inflazione dal 1° gennaio di ogni anno. La logica alla base del sistema è semplice: più corrono i prezzi, più i cedolini salgono. Ma non per tutti allo stesso modo. I maggiori incrementi saranno per i trattamenti più bassi e per le minime, mentre per quelli più alti sarà confermata la stretta con una diminuzione del “bonus” al crescere dell’importo lordo dell’assegno.

Con l’indicizzazione all’inflazione 2022, un assegno che prima dell’inizio di quest’anno era di mille euro mensili è prima salito di 73 euro per effetto della rivalutazione iniziale del 7,3% e ora con il conguaglio dello 0,8% (circa 8 euro) dovrebbe arrivare a quota 1.081 euro.

Complessivamente il ritocco dovrebbe quindi essere di 81 euro. Con il conguaglio dovrebbero anche arrivare gli arretrati (8 euro al mese per le mensilità precedenti a partire da gennaio 2023).

Per effetto della stretta introdotta con la Legge di bilancio approvata a fine 2022, la rivalutazione piena al 100% (e annesso conguaglio) è garantita solo per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (2.101,52 euro lordi mensili).

Per il 2024 questo meccanismo sarà rivisto. Secondo quanto emerge, la rivalutazione per la fascia tra 4 e 5 volte il minimo dovrebbe lievitare dall’85 al 90%.

Gli aumenti, in forza della rivalutazione pensioni stabiliti dalla Legge di Bilancio 2024, seguiranno queste percentuali: 100% rispetto alla rivalutazione ISTAT per chi percepisce una pensione fino a 4 volte il trattamento minimo INPS, ossia fino a 2.254,96 euro. Tra queste ovviamente vi sono anche le pensioni minime. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento pari a quella che sarà la percentuale di aumento da definire in base ai dati ISTAT; 85% (inizialmente si prevedeva il rialzo al 90%, poi annullato) rispetto alla rivalutazione ISTAT per chi percepisce una pensione pari o inferiore a 5 volte il minimo, ossia da 2.254,97 euro e fino a 2818,7 euro al mese. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento dell’85% rispetto a quella che sarà la percentuale di aumento da definire in base ai dati ISTAT; 53% rispetto alla rivalutazione ISTAT per chi percepisce una pensione pari o inferiore a 6 volte il minimo, ovvero tra 2.818,8 e 3.382,44 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento del 53% rispetto a quella che sarà la percentuale di aumento da definire in base ai dati ISTAT; 47% rispetto alla rivalutazione ISTAT per chi percepisce una pensione da 6 a 8 volte il minimo, ovvero tra i 3.382,45 euro e 4.509,92 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento del 47% rispetto a quella che sarà la percentuale di aumento da definire in base ai dati ISTAT; 37% rispetto alla rivalutazione ISTAT per chi percepisce una pensione da 8 a 10 volte il minimo, ovvero tra 4.509,9 e 5.637,4 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento del 37% rispetto a quella che sarà la percentuale di aumento da definire in base ai dati ISTAT; 22% (invece del 32% valido nel 2023) rispetto alla rivalutazione ISTAT per chi percepisce una pensione superiore a 10 volte il minimo, ovvero oltre a 5.637,4 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento del 22% rispetto a quella che sarà la percentuale di aumento da definire in base ai dati ISTAT.

Il Governo ha previsto anche una supervalutazione ed incrementi per i pensionati di età superiore ai 75 anni. Si tratta di incrementi pari al:1,5% per i pensionati sotto i 75 anni ;6,4% per quelli sopra i 75 anni.

Si tratta, come accennato, di importi netti. Ovviamente, bisognerà attendere la vera percentuale ISTAT e le tabelle ufficiali dell’INPS per avere contezza degli aumenti reali.

Continua la lettura su: https://anief.org/stampa/news/47649-istruzione-pensioni%2C-rivalutazione-2024-la-manovra-e-la-tabella-dell%E2%80%99aumento-pacifico-anief-%E2%80%9Cil-lavoro-a-scuola-va-considerato-usurante%2C-s%C3%AC-al-riscatto-gratuito-della-formazione-universitaria%E2%80%9D Autore del post: Anief Fonte: https://anief.org/

Articoli Correlati

PREVIDENZA – Quota 41 o 64 in arrivo? Anief: l’importante è introdurre un pre-pensionamento di 4 anni senza penalizzazioni, nella Scuola è necessario

“Sono due gli interventi che il Governo sta attuando sulle pensioni con la Legge di Bilancio per evitare il ritorno alla Fornero: Quota 41 e Quota 64 anni. L’importante è che l’Italia intraprenda quello che si fa negli altri Paesi economicamente sviluppati: mandare i cittadini lavoratori in pensione a 63 anni con il massimo dei contributi”. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, che chiede quindi un pre-pensionamento di almeno quattro anni rispetto alla legge che tornerebbe in vigore dal 1° gennaio prossimo.

 
Intervistato dall’agenzia Teleborsa, il sindacalista autonomo ha detto che se lo Stato ha giustamente deciso che “si deve accedere al lavoro con dei titoli di studio di formazione superiore, allora è giunto il momento di riconoscere gratuitamente il riscatto degli anni di studio”, come ha più volte detto anche il presidente Inps Pasquale Tridico. Secondo Pacifico, si tratterebbe di “due operazioni importanti per svecchiare non solo la Pubblica Amministrazione e tutto il mondo del lavoro, non solo per aprire le porte ai giovani e ringiovanire il personale della scuola, dato che abbiamo la classe docente più vecchia del mondo, ma questa operazione servirebbe a garantire una parità di trattamento tra i lavoratori dei paesi economicamente più sviluppati”.
Secondo il leader dell’Anief, infine, c’è un ultimo punto fondamentale: “le donne che lavorano devono avere qualcosa di riconosciuto, un qualche contributo importante, in particolar modo se hanno dovuto affrontare anche la maternità: se il Governo italiano ha introdotto, giustamente, un Ministero della Natalità, allora bisogna anche intervenire concretamente per garantire il diritto delle donne ad essere pienamente madri e lavoratrici” adeguatamente tutelate delle leggi.
 
Il giovane sindacato chiede, in particolare, che docenti e personale Ata vengano equiparati, a livello di previdenza, ai lavoratori delle forze armate, permettendo così loro di lasciare in ogni caso il lavoro a 62 anni e senza tagli all’assegno di quiescenza. “Non è una concessione – conclude Pacifico – considerando l’alto numero di casi di insegnanti sottoposti a  burnout  e a patologie invalidanti dovute allo stress da lavoro prolungato e senza nemmeno il dovuto riconoscimento del rischio biologico, molto presente tra coloro che operano nei nostri istituti scolastici”.
 
Anief ricorda che, in convenzione con Cedan, anche quest’anno è stato avviato il servizio di consulenza per chi è interessato al pensionamento: è possibile contattare via web la sede sindacale più vicina.
 
 
 
PER APPROFONDIMENTI:
 
SALARIO MINIMO – L’Inps è dice sì: tutelerebbe stipendi e pensioni, ma non alternativa al cuneo fiscale. Anief: per i dipendenti pubblici significa allineare i compensi all’inflazione e uscire prima senza riduzioni
 
Riforma Pnrr reclutamento e formazione, è giunto il tempo delle decisioni: Anief chiede forti cambiamenti del D.L. 36 imposto dal Governo
 
Emergenza stipendi, a fine carriera ai docenti italiani va la metà dei colleghi tedeschi: Anief chiede di dare subito 3mila euro di arretrati e 100 già stanziati, più almeno 250 euro col nuovo contratto
 
Rinnovo contratto, il 28 giugno convocati i sindacati: per Anief servono risposte immediate
 
Rinnovato nella notte il Ccnl Sanità, Anief: va trovato subito l’accordo pure per i lavoratori di Scuola, Università e Ricerca per i quali sono previsti aumenti e arretrati leggermente più alti
 
Bianchi accoglie la linea dell’Anief: sì al contratto “ponte” da firmare entro l’estate
 
Rinnovo del contratto, Pacifico (Anief): per chiudere subito servono nuove risorse dalla prossima Legge di Bilancio
 
SCUOLA – Contratto, Pacifico (Anief) spiega perché conviene firmare un contratto “ponte”: i lavoratori non possono attendere un anno e mezzo
 
Rinnovo del contratto, è l’ora della verità: martedì nuovo incontro all’Aran. Anief spinge per il contratto “ponte” da firmare entro agosto: docenti e Ata fanno i salti mortali per arrivare a fine mese
 
Stipendi fermi al 2018, nuovo incontro Aran-Sindacati: Anief ha confermato la volontà di chiudere al più presto con un contratto “ponte” 
 
Il nuovo contratto dovrà contenere nuovi profili e livelli professionali, lo chiede l’Anief: risalgono a 50 anni fa, se si vogliono valorizzare i dipendenti vanno attualizzati
 
Inflazione all’8%, per l’Istat mai così alta da 36 anni: Anief chiede di accelerare sul rinnovo del contratto della scuola, docenti e Ata figurano tra i più impoveriti
 
STIPENDI – Dopo l’estate l’inflazione si abbatterà sulle famiglie, la previsione di Padoan. Anief torna a chiedere di firmare subito il rinnovo del contratto di Istruzione e Ricerca: aumenti e arretrati
 
Prove Invalsi, metà degli studenti italiani impreparati: per Anief è inevitabile se non si interviene su didattica, numero di alunni per classe, tempo scuola e carriere-incentivi per il personale
 
Bianchi scopre le carte sul Pnrr: porterà aiuti a studenti della secondaria, a giovani senza diploma e a chi vive in territori difficili. Pacifico (Anief): interventi condivisibili, ma non prioritari
 
In arrivo 60 mila assunzioni di docenti, Pacifico (Anief): serviranno a poco, quasi tutti i precari rimarranno al palo
 
PENSIONI – Marcello Pacifico (Confedir): non si può tornare alla Legge Fornero, va approvata subito “Quota 41”, con riscatto gratuito degli anni di formazione e anticipo di un anno per le madri
 
Precari a tempo indeterminato, la riforma del Pnrr va contro i dettami dell’UE: Anief si rivolge al Comitato europeo dei diritti sociali
 
RAPPORTO INPS – In pensione con 750 euro dopo 30 anni di regolare lavoro, per Anief siamo alla follia
 
PENSIONI – Il presidente Inps rilancia il riscatto gratuito della laurea, Anief: “mano santa” per agevolare il turn over in contesti lavoratovi bloccati come la scuola, oltre che per abbattere disoccupazione e Neet
 
LAVORO – Dal 1° gennaio torna la Legge Fornero “pura”, in pensione a 67 anni o con 43 anni di contributi: appello Anief al Governo che verrà perché si impegni ad evitare questa catastrofe
 
PENSIONI – I partiti fanno a gara per promettere deroghe alle Legge Fornero, Anief chiede per la Scuola il ritorno a Quota 96 con riscatto gratuito della laurea
 
PENSIONI – Dal 1° gennaio torna la Legge Fornero, via dal lavoro a 67 anni o con 42 anni di contributi. Anief chiede l’anticipo per tutti i lavoratori della scuola con riscatto gratuito della laurea
 
Dal 1° gennaio in pensione a 67 anni, per i docenti serve un anticipo: in 150mila rischiano patologie da burnout. Anief: senza correttivi l’Italia verso il record degli insegnanti più vecchi e malati
 
Pensioni, docenti e Ata hanno solo 10 giorni per chiedere di lasciare prima, poi da gennaio torna la Legge Fornero con uscita a 67 anni: appello Anief a nuovo Governo e premier in pectore Giorgia Meloni
 
Arriva ‘Opzione Uomo’ che anticipa la pensione ma taglia l’assegno anche di 600 euro, Anief chiede che la penalità non si applichi ai lavoratori della scuola
 
Docenti e Ata, ultimo giorno per presentare domanda di pensione: da domani si torna alla Legge Fornero. Appello Anief al Governo che si sta formando
 
PENSIONI – Ritorno alla Fornero impossibile per docenti e Ata: serve una “finestra” per rispondere al burnout che imperversa tra chi lavora a scuola
 
PENSIONI – Legge Fornero, Salvini vuole evitarla con ‘Quota 102’ finanziata coi soldi del reddito di cittadinanza. Anief rilancia ‘Quota 100’ con assegno pieno e riconoscimento gratuito degli anni universitari
 
Per la ministra Calderone l’alternanza scuola-lavoro oggi comporta troppi rischi. Anief plaude: lo diciamo dal 2015

Vuoi rimanere aggiornato sulle nuove tecnologie per la Didattica e ricevere suggerimenti per attività da fare in classe?

Sei un docente?

soloscuola.it la prima piattaforma
No Profit gestita dai

Volontari Per la Didattica
per il mondo della Scuola. 

 

Tutti i servizi sono gratuiti. 

Associazione di Volontariato Koinokalo Aps

Ente del Terzo Settore iscritta dal 2014
Tutte le attività sono finanziate con il 5X1000