Ciao Luigi

Ciao Luigi, padre dell’Autonomia Scolastica Italiana

di Bruno Lorenzo Castrovinci

L’autonomia scolastica, a volte percepita quasi come un’entità mitologica, è stata effettivamente introdotta nel sistema scolastico italiano con la legge n. 59 del 15 marzo 1997, un’innovazione firmata Luigi Berlinguer. Nonostante siano trascorsi 25 anni, questa riforma epocale non è stata pienamente attuata, se non in rare eccezioni. Ora, con i nuovi finanziamenti del PNRR che rinnovano gli ambienti di apprendimento, si presenta una nuova opportunità per realizzare la visione di Berlinguer: una scuola inclusiva, universale, autonoma, che si adatti ai contesti di riferimento e valorizzi gli alunni a prescindere dai cambiamenti sociali, dai valori in evoluzione e dai costrutti della società.

Luigi Berlinguer è stato una figura eminente nella storia contemporanea italiana, esercitando un’influenza profonda sul sistema educativo nazionale. Il suo impegno nell’istruzione e nella politica ha aperto la strada a significative trasformazioni: l’introduzione dell’autonomia scolastica ha cambiato radicalmente il modo in cui l’istruzione veniva erogata e gestita in Italia, influenzando anche il dibattito educativo globale.

Precedentemente alla riforma, il sistema educativo italiano era soffocato da un centralismo rigido. Ogni dettaglio era regolamentato dal governo centrale, ignorando le esigenze locali e lasciando scarsa libertà alle scuole di innovare e di adattarsi alle richieste di un mondo in continua evoluzione. Le direttive standardizzate limitavano le scuole, particolarmente in termini di innovazione metodologica e curriculare.

Con l’assunzione del ruolo di Ministro dell’Istruzione negli anni ’90, Berlinguer si trovò davanti a un sistema educativo desueto e pronto per una modernizzazione radicale. La riforma dell’autonomia scolastica che propose aveva come fine ultimo il trasferimento del potere decisionale dalle mani dello stato a quelle delle singole istituzioni educative. Di conseguenza, le figure del vecchio preside si trasformarono nei nuovi Dirigenti Scolastici, dotati nei limiti delle competenze degli Organi Collegiali, di ampi poteri gestionali e didattici.

La riforma toccò vari aspetti fondamentali: la governance scolastica, la gestione finanziaria, la selezione del personale, la scelta e l’elaborazione dei programmi di studio. Il Piano dell’Offerta Formativa (POF) divenne il documento in cui le scuole delineavano la propria identità didattica e curriculare.

Per implementare tale cambiamento, Berlinguer instaurò un dialogo aperto con tutti gli stakeholder del sistema educativo, cercando di equilibrare l’autonomia con la necessità di mantenere standard nazionali e garantire l’equità. Nonostante le resistenze e le critiche, perseguì la sua visione di un sistema educativo flessibile e adatto alle esigenze del nuovo millennio.

La formazione degli insegnanti divenne un pilastro della riforma, con la necessità di preparare un corpo docente capace di essere protagonista del cambiamento. La riforma, però, incontrò ostacoli: la personalizzazione dei curricoli rimase spesso un miraggio, e la scelta dei libri di testo finì per dettare i programmi, riducendo in parte l’ambizione dell’autonomia.

Salvatore Giuliano, con il suo Book in Progress, tentò di riportare al centro l’autonomia didattica, ma nonostante alcuni successi, in molte scuole italiane la riforma non riuscì a scardinare le vecchie routine.

Berlinguer, anche come europarlamentare, promosse un’istruzione aperta e inclusiva, anticipando concetti come l’Universal Learning, e sostenendo programmi di mobilità internazionale come Erasmus e Comenius.

L’eredità di Berlinguer oggi persiste in tutte le scuole italiane, e in particolare in quelle più innovative, alcune delle quali si sono addirittura unite in movimenti come quello delle Avanguardie Educative, sperimentando nuovi modi di insegnare in un’era segnata dall’intelligenza artificiale e dal Metaverso. La sua visione richiede un impegno costante per assicurare che l’autonomia scolastica non rimanga un vantaggio esclusivo di pochi, ma diventi un beneficio per tutti.

Luigi Berlinguer ci lascia con il suo sogno di una scuola diversa, un sogno che ance se lentamente sta trasformando il panorama educativo italiano, portando la sua rivoluzione oltre i confini nazionali.

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