Nessuno vuole la scuola in quattro anni
Collettiva.it
Stefano Iucci
Come volevasi dimostrare. La riforma della filiera tecnologico-professionale, con la sperimentazione quadriennale per istituti tecnici e professionali, si sta rivelando un flop. Le scuole dicono quasi tutte no a una riforma che mette la scuola al servizio delle esigenze formative delle imprese che finiscono – addirittura – per invadere il compito per eccellenza della comunità educante: quello della programmazione didattica.
Non sono sensazioni, ma numeri rilevati da un’indagine sul territorio nazionale condotta dalla Flc Cgil e in base ai quali risulta che l’istruzione in quattro anni è stata accolta da appena il 5,7% delle scuole. Nelle regioni sinora monitorate – Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Friuli, Toscana, Umbria, Sicilia e Sardegna – su 981 istituti, solo 56 hanno aderito alla proposta Valditara.
Il quale ministro ha invece annunciato 100 sperimentazioni, che sarebbero comunque un risultato di scarsissimo rilievo, visto che il titolare del dicastero, commenta Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale della Flc Cgil, “ha utilizzato ogni tipo di sollecitazione per portare le scuole a deliberare un prodotto poco attrattivo, la quadriennalità, e ha fallito nel suo intento”.
Insomma, le pressioni sulle scuole – con i collegi dei docenti convocati in tutta fretta durante le vacanze natalizie – non sono bastate. Interessante anche sottolineare il fatto che nel 2021 il tentativo fatto dal ministro Bianchi per lanciare percorsi quadriennali era arrivato a 243 adesioni, certamente poche rispetto alle 1.000 che era l’obiettivo dell’allora ministro, ma oltre il doppio di quelle attuali.
“Tutto l’impianto della filiera tecnologico-professionale si basa