Giornata della memoria e dell’impegno
Una decisione fortemente contestata da Flc Cgil e studenti, secondo i quali si tratterebbe di un ulteriore tassello che vede il modello di scuola voluto da Valditara sempre più orientato verso una valutazione non formativa – cioè finalizzata al miglioramento del percorso scolastico – ma selettiva, performativa e dunque finalizzata a cristallizzare le differenze piuttosto che a superarle.
Ma andiamo con ordine. Per Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale della Flc Cgil, va innanzitutto smontata una “bufala”. Non è vero, cioè, che “ce lo chiede l’Europa”: “Questo comma introduce una disposizione che in realtà non rientra tra gli obiettivi del Pnrr”.
E qui il discorso si allarga a un tema più generale, quello della valutazione. “Il curriculum può essere utile per raccontare l’esperienza complessiva dello studente – commenta Pistorino –, ma se viene utilizzato ai fini valutativi nel colloquio finale, come è scritto nell’ordinanza sull’esame di Stato, allora diventa un marchio potenzialmente discriminatorio. Nel curriculum, infatti, rientrano anche le