Revisione fasce di complessità delle scuole. Che fine ha fatto il confronto?
Il 29 maggio scorso, dopo aver precedentemente espresso la volontà di mantenere per il prossimo a.s. gli indici di complessità delle istituzioni scolastiche, il ministero ha inaspettatamente avviato il confronto per la loro revisione, presentando un documento – proposto da ANP ed esplicitamente fatto proprio dall’amministrazione – che introduce ulteriori indicatori e parametri non previsti dai CCNL di riferimento, tra cui l’entità dei finanziamenti per funzionamento e FMOF, l’attribuzione dell’incarico di scuola capofila per la formazione e di scuola capofila per gli ITS, l’indicatore ESCS sullo status economico-sociale dell’utenza, modifica significativamente i rapporti numerici tra gli indicatori e aumenta il punteggio complessivo dagli attuali 134 a 171 punti, stravolgendo totalmente l’attuale graduazione delle scuole, che già subirà gli effetti del dimensionamento.
Sono trascorsi 20 giorni da quell’incontro e il tavolo di confronto non è stato più riconvocato, in aperta violazione della tempistica prevista dal CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca.
Quali i motivi? Ulteriori ripensamenti a seguito della verifica degli effetti che la revisione potrebbe comportare oppure intenzione di adottare il decreto facendo inutilmente decorrere i 15 giorni previsti per il confronto?
Ci chiediamo cosa ne sia dell’impegno del ministro a far sì che ogni dirigente conosca esattamente la fascia di complessità delle scuole e la retribuzione di parte variabile ad essa collegata entro i termini per le operazioni di mobilità fissati quest’anno al 25 giugno.
Ci chiediamo cosa ne sia dell’impegno del ministro ad evitare per il futuro incertezze retributive e lo spettro