Invalsi 2024, uso e abuso dei dati: torniamo ad assumerci la responsabilità di una lettura critica
Di Cristiano Corsini
Anche quest’anno, l’appuntamento con la pubblicazione dei dati ricavati dalle rilevazioni INVALSI non regala grandi sorprese rispetto alle precedenti indagini. A livello macroscopico, infatti, a parte lievi scostamenti, si confermano tendenze già riscontrate nel corso degli anni: in generale la scuola primaria evidenzia, rispetto alla secondaria di I e di II grado, un rendimento migliore e iniquità più contenute, con la forbice a svantaggio del mezzogiorno che si amplia col procedere dei gradi scolastici. Aguzzando la vista è tuttavia possibile notare, a livello di dettaglio, conferme e variazioni rispetto alle precedenti edizioni. La classe finale della scuola primaria continua a evidenziare le quote più elevate di studentesse e studenti in grado di raggiungere almeno il livello base nelle prove di Italiano (75%), Matematica (68%) e Inglese (95% Reading, 86% Listening) e mostra un miglioramento generalizzato rispetto allo scorso anno.
Inoltre, la “dispersione