Concorsi a cattedra PNRR, restano non abilitanti e non consentono agli idonei di entrare in ruolo con lo scorrimento delle graduatorie

Dura lex, sed lex, questo esclamavano i saggi latini per sottolineare l’importanza morale del rispetto della legge. È proprio una legge del nostro ordinamento giuridico a imporre l’assunzione in ruolo dei docenti tramite concorso a cattedra solamente nel caso in cui il concorrente risultasse vincitore del bando di concorso. Una legge voluta dall’Europa e inserita nel comma 11, art.47 del decreto legge 36 del 30 aprile 2022. I bandi di concorso a cattedra PNRR 2023 e PNRR 2024, nei decreti ministeriali che li regolamentano, rispettano la suddetta norma e assegnano i posti disponibili per il concorso a coloro che vengono graduati come vincitori, senza tenere conto degli idonei che superano le prove scritta e orale e senza graduarli. Si tratta di concorsi che, almeno in fase transitoria, non danno il titolo di abilitazione, ma l’abilitazione potrà essere acquisita, a spese del vincitore, durante lo svolgimento dell’anno di prova.

Emendamenti bocciati

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