SBC: nella scuola dell’autoritarismo bisogna sapersi difendere e denunciare

Che i docenti mettano penna su carta e denuncino i DS e il loro “imperialismo” che sconfina negli abissi visto il clima che si è creato nelle scuole tra omertà e delazione, io credo che sia molto difficile, farlo in modo collettivo poi è un errore visto il clima di delazione oggi presente.

La lamentela eretta a sistema sui social come spesso vi ho detto è inutile.

Resta la strada dei sindacati anche tramite la RSU ma sappiamo come la RSU sia non solo poco coinvolta e impegnata quanto sia addirittura legata alla mappa di potere del dirigente scolastico.

Allora, per superare la sensazione del muro di gomma dell’importanza, nella situazione data io credo siano possibili le seguenti azioni.

La denuncia innanzi tutto va fatta al direttore scolastico regionale che se lo ritiene manda gli ispettori che purtroppo spesso, come sapete, assolvono o insabbiano, tranne se il caso sia stato portato prioritariamente all’attenzione della Stampa locale o nazionale. La verità è che cane non morde cane.

Io sono per segnalare sempre e spiace dirlo anche anonimamente con prudenza e astuzia ,e bisogna coinvolgere i mezzi di informazione.

Le denunce devono essere circostanziate e documentate anche con materiale visivo e sonoro, documenti, foto, filmati.

Bisogna inoltre ricorrere a studi legali, cercando di autotassarsi all’inizio di ogni anno per essere tutelati legalmente.

Ormai le scuole sono delle giungle e bisogna attrezzarsi contro serpenti e animali feroci.

Nella scuola dopo l’autonomia e dopo l’affermarsi della dirigenza scolastica soprattutto a partire dal 2015 c’è molto malessere e una scuola in cui predomina un sentimento di malessere, di sopraffazione, di clientela, di omertà, di delazione, di accaparramento, di autoritarismo, di vessazioni è destinata a una crisi costante, i risultati Invalsi e ISTAT sono lì a dimostrarlo.

Libero Tassella SBC

Ecco tutti i testi per prepararsi al concorso straordinario 2022 della scuola

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La Mia Isola: una mappa per conoscersi

Questo laboratorio di arte e immagine è stato ideato per aiutare gli studenti delle classi prime a riflettere sulla propria identità, sui gusti e sulle emozioni, trasformando questi elementi astratti in un paesaggio visibile e concreto: la propria “isola interiore”. È un’attività perfetta per l’inizio dell’anno scolastico o per i percorsi di orientamento legati all’identità. Gli obiettivi dell’attività toccano vari temi didattici:

Sviluppare l’auto-analisi e la consapevolezza emotiva.

Comprendere e applicare i principi base della cartografia (leggibilità, nomenclatura, uso del colore).

Sperimentare la tecnica mista (matite colorate e acquerello “bagnato su bagnato”).

Utilizzare la forma come elemento espressivo (la lettera iniziale del nome).

Materiali Necessari:

Fogli da disegno A4 o A3

Matite colorate

Matite, gomma

Acquerelli, pennelli, acqua

Pennarello nero a punta fine

Abbiamo cominciato con un momento di riflessione. Sul retro del foglio, abbiamo scritto tutte le cose che ci piacciono e che sono importanti per noi: le passioni, gli amici, i sogni, il cibo preferito, interessi a scuola e fuori, attività con amici/familiari, fonti di benessere, sogni, emozioni (tristezza, rabbia, gioia). Questa lista, che abbiamo creato rispondendo a domande personali, è diventata il cuore della nostra isola. Poi siamo passati alla fase creativa, abbinando a queste parole dei luoghi geografici o elementi paesaggistici. Abbiamo cercato di trasformare ogni passione in un pezzo di mappa o TOPONIMO (come una montagna, una valle, una baia, un palazzo) abbinando a ciascun interesse un luogo (naturale o artificiale) e dandogli un nome creativo. Così, per esempio, è nata “La valle delle biciclette”, “La montagna delle note” o “La città della ginnastica” sulla nostra isola.

Per il contorno e la forma dell’isola, abbiamo scelto di usare l’iniziale del nostro nome (ad esempio, la lettera “C” o “M”) e l’abbiamo disegnata a matita sul foglio. All’interno di questa sagoma unica, abbiamo tracciato gli elementi naturali e artificiali che ci rappresentano , facendo attenzione a non calcare troppo la matita per poter cancellare facilmente.

Per la colorazione, abbiamo usato due tecniche diverse. Le terre emerse e gli elementi (montagne, palazzi, ecc.) li abbiamo colorati con le matite colorate, utilizzando i colori classici delle mappe fisiche (verde, marrone, giallo). Per il mare, invece, abbiamo applicato gli acquerelli con la tecnica “bagnato su bagnato”: abbiamo steso prima l’acqua pulita sul mare e subito dopo il colore blu o azzurro, per ottenere sfumature morbide.

Quando il disegno era completamente asciutto, siamo passati alla finitura. Abbiamo ripassato tutti i contorni e i dettagli con un pennarello nero a punta fine per rendere i profili più netti. Infine, abbiamo aggiunto i nomi che avevamo inventato per ogni singolo luogo e area della nostra isola personale.

Ecco la carrellata delle nostre Isole Personali, tutte insieme per formare un arcipelago di personalità tutte uniche e diverse!

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