“L’uomo è l’unico essere senziente”. Perché l’ennesima trovata del ministro Lollobrigida è una fake news

Il cognato d’Italia non sembra conoscere le basi della moderna neurobiologia, ed è anche lecito. La cosa grave però è che ignora le normative di cui dovrebbe essere esperto. Qualche riflessione per ragionare con la testa, invece che con la pancia

Ci risiamo. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ci delizia nuovamente con un’altra delle sue trovate, sempre costruita in modo tale da non farci capire se ignori anche le acquisizioni più semplici del pensiero moderno o se invece, al contrario, le conosca fin troppo bene e voglia picconarle, per compiacere i suoi amici-elettori, o coloro che ritiene tali. Il ministro ha dichiarato: “L’uomo è l’unico essere senziente, non ce ne sono altri. Animali e piante sono importanti ma l’uomo è una cosa diversa”. Al di là di quale fra le ipotesi ventilate in apertura sia vera, una sparata ignorante come questa può comunque costituire un momento di riflessione, per chi abbia voglia di usare la testa e non la pancia cui si appella il cognato d’Italia.

Cominciamo dalla prima parte, quella che attribuisce all’uomo il primato di essere l’unico senziente fra i viventi. Decenni di acquisizioni in molti settori diversi delle scienze biologiche hanno già mostrato come animali di molti tipi anche molto diversi da noi, come i vertebrati ma anche molluschi quali i polpi, e per certi versi anche alcuni insetti, sono “senzienti” in ogni significato che si voglia attribuire a questa parola. Significato che va oltre, naturalmente, la mera capacità di intercettare e reagire a stimoli ambientali mediante opportuni sensori – capacità questa presente persino nei virus – e comprende invece la capacità di percepire stimoli, integrarli ed elaborare una risposta complessa a livello centrale, attraverso un sistema nervoso più o meno evoluto, che a tutti gli effetti è indistinguibile dalle sensazioni evocate da stimoli fisici nell’uomo – dolore, piacevolezza, paura, repulsione e così via.
 

Ora, che il ministro non conosca nemmeno le più basilari acquisizioni della moderna neurobiologia e delle scienze della cognizione, potrebbe persino passare; ma egli ignora persino i regolamenti e le normative di cui dovrebbe essere esperto, che oltretutto sono di rango europeo. L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue stipula infatti che: “l’Unione e gli Stati Membri devono, poiché gli animali sono esseri senzienti, porre attenzione totale alle necessità degli animali”. Non a caso, la nuova riformulazione dell’articolo 9 della nostra costituzione contiene tra l’altro il seguente passaggio: “La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Tutela, ovviamente, che è appositamente distinta da quella di oggetti non senzienti, disciplinate altrimenti dal legislatore, e che è stata elevata a misura di civiltà di rango costituzionale.
 

Purtroppo, mentre tutti gli animali sono riconosciuti come esseri senzienti, almeno una fra di loro, vacuamente definito “sapiens”, non è sempre riconoscibilmente associato al raziocinio; e sebbene chiaramente senziente, è lecito dubitare del fatto che non debba chiamarsi “insipiens”.

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“L’uomo è l’unico essere senziente”. Perché l’ennesima trovata del ministro Lollobrigida è una fake news

Il cognato d’Italia non sembra conoscere le basi della moderna neurobiologia, ed è anche lecito. La cosa grave però è che ignora le normative di cui dovrebbe essere esperto. Qualche riflessione per ragionare con la testa, invece che con la pancia

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Ci risiamo. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ci delizia nuovamente con un’altra delle sue trovate, sempre costruita in modo tale da non farci capire se ignori anche le acquisizioni più semplici del pensiero moderno o se invece, al contrario, le conosca fin troppo bene e voglia picconarle, per compiacere i suoi amici-elettori, o coloro che ritiene tali. Il ministro ha dichiarato: “L’uomo è l’unico essere senziente, non ce ne sono altri. Animali e piante sono importanti ma l’uomo è una cosa diversa”. Al di là di quale fra le ipotesi ventilate in apertura sia vera, una sparata ignorante come questa può comunque costituire un momento di riflessione, per chi abbia voglia di usare la testa e non la pancia cui si appella il cognato d’Italia.

Secondo il ministro Francesco Lollobrigida, «l’uomo è l’unico essere senziente» sulla Terra, gli altri animali no, perché «è l’unico che è in grado di avere dati scientifici che può trasformare in azioni che permettono all’ecosistema di riequilibrarsi» . pic.twitter.com/7Wum1qmFer— carlo canepa (@carlo_canepa) April 26, 2024

Cominciamo dalla prima parte, quella che attribuisce all’uomo il primato di essere l’unico senziente fra i viventi. Decenni di acquisizioni in molti settori diversi delle scienze biologiche hanno già mostrato come animali di molti tipi anche molto diversi da noi, come i vertebrati ma anche molluschi quali i polpi, e per certi versi anche alcuni insetti, sono “senzienti” in ogni significato che si voglia attribuire a questa parola. Significato che va oltre, naturalmente, la mera capacità di intercettare e reagire a stimoli ambientali mediante opportuni sensori – capacità questa presente persino nei virus – e comprende invece la capacità di percepire stimoli, integrarli ed elaborare una risposta complessa a livello centrale, attraverso un sistema nervoso più o meno evoluto, che a tutti gli effetti è indistinguibile dalle sensazioni evocate da stimoli fisici nell’uomo – dolore, piacevolezza, paura, repulsione e così via. 

Ora, che il ministro non conosca nemmeno le più basilari acquisizioni della moderna neurobiologia e delle scienze della cognizione, potrebbe persino passare; ma egli ignora persino i regolamenti e le normative di cui dovrebbe essere esperto, che oltretutto sono di rango europeo. L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Ue stipula infatti che: “l’Unione e gli Stati Membri devono, poiché gli animali sono esseri senzienti, porre attenzione totale alle necessità degli animali”. Non a caso, la nuova riformulazione dell’articolo 9 della nostra costituzione contiene tra l’altro il seguente passaggio: “La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Tutela, ovviamente, che è appositamente distinta da quella di oggetti non senzienti, disciplinate altrimenti dal legislatore, e che è stata elevata a misura di civiltà di rango costituzionale. 

Purtroppo, mentre tutti gli animali sono riconosciuti come esseri senzienti, almeno una fra di loro, vacuamente definito “sapiens”, non è sempre riconoscibilmente associato al raziocinio; e sebbene chiaramente senziente, è lecito dubitare del fatto che non debba chiamarsi “insipiens”.

La respirazione delle piante: un tema di scienze per la Scuola Primaria

La respirazione delle piante è un argomento affascinante e importante per i bambini della scuola primaria, poiché consente loro di comprendere come funzionano questi esseri viventi e quale ruolo svolgono nel nostro ecosistema.
In questo articolo, approfondiremo dettagliatamente il processo della respirazione delle piante, illustrando le varie fasi e le differenze rispetto alla respirazione degli animali. Inoltre, esamineremo l’importanza di questo processo nella vita delle piante e nel mantenimento del nostro pianeta. Infine, concluderemo con alcuni suggerimenti utili per approfondire ulteriormente il tema e realizzare attività didattiche stimolanti.
Cos’è la respirazione delle piante?
La respirazione delle piante è un processo biologico attraverso il quale le piante producono energia per sostenere le loro funzioni vitali. Durante questo processo, le piante utilizzano ossigeno e nutrienti per produrre energia sotto forma di ATP (adenosina trifosfato), rilasciando anidride carbonica e acqua come prodotti di scarto.
Fasi della respirazione delle piante
La respirazione delle piante avviene principalmente in due fasi: glicolisi e ciclo di Krebs. La glicolisi è la fase iniziale, durante la quale il glucosio viene trasformato in una molecola di piruvato, producendo energia e molecole di NADH. Il ciclo di Krebs, invece, è la fase finale del processo, in cui il piruvato viene ulteriormente trasformato, generando energia, anidride carbonica e acqua.
Differenze tra la respirazione delle piante e quella degli animali
Sebbene la respirazione delle piante e degli animali sia simile in termini di processo biochimico, ci sono alcune differenze chiave. Innanzitutto, le piante sono capaci di fotosintesi, un processo attraverso il quale producono glucosio e ossigeno utilizzando luce solare, anidride carbonica e acqua. Gli animali, invece, devono ottenere il glucosio attraverso l’alimentazione. Inoltre, le piante sono in grado di respirare sia attraverso le foglie che attraverso le radici, mentre gli animali utilizzano organi specifici come polmoni o branchie per la respirazione.
L’importanza della respirazione delle piante per l’ecosistema
La respirazione delle piante svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio del nostro ecosistema. Grazie alla fotosintesi, le piante producono ossigeno, che è essenziale per la vita di tutti gli organismi aerobici, inclusi gli esseri umani. Inoltre, la respirazione delle piante contribuisce a regolare la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico.
Creazione di un portfolio sul tema della respirazione delle piante
Incoraggiare i bambini a creare un portfolio sul tema della respirazione delle piante, in cui possono raccogliere tutti i loro disegni, schemi, esperimenti e riflessioni sul tema. Questo portfolio può essere un ottimo modo per valutare il loro apprendimento e per permettere loro di condividere le loro scoperte con i compagni di classe e le famiglie.
La respirazione delle piante nelle diverse stagioni
Approfondire la conoscenza dei bambini sulla respirazione delle piante, discutendo di come questo processo possa variare nelle diverse stagioni dell’anno. Ad esempio, durante la primavera e l’estate, quando la luce solare è più intensa e le giornate sono più lunghe, la fotosintesi e la respirazione delle piante sono più attive. Al contrario, durante l’autunno e l’inverno, la luce solare è più debole e le giornate sono più brevi, il che porta a una riduzione dell’attività fotosintetica e respiratoria delle piante.
Adattamenti delle piante all’ambiente
Infine, esplorare con i bambini come le piante si siano adattate a vivere in diversi ambienti attraverso variazioni nel loro processo di respirazione. Ad esempio, alcune piante che vivono in ambienti aridi e desertici, come i cactus, hanno sviluppato un processo di respirazione chiamato fotosintesi CAM, che consente loro di conservare l’acqua e di sopravvivere in condizioni estreme. Allo stesso modo, le piante che vivono in ambienti acquatici, come le ninfee, hanno sviluppato adattamenti specifici che permettono loro di assorbire ossigeno dall’acqua attraverso le radici.
Attività didattiche sul tema della respirazione delle piante
Per rendere l’apprendimento della respirazione delle piante più coinvolgente e interattivo per i bambini della scuola primaria, è possibile organizzare diverse attività didattiche che stimolino la loro curiosità e la loro comprensione del tema. Ecco alcuni esempi di attività:

Esperimenti con piante: I bambini possono osservare il processo di fotosintesi e respirazione delle piante realizzando esperimenti semplici, come quello del bicchiere d’acqua e della pianta. In questo esperimento, si mette una pianta in un bicchiere d’acqua e si copre con un sacchetto di plastica trasparente. I bambini possono osservare come si formano goccioline d’acqua all’interno del sacchetto, dimostrando la produzione di ossigeno e acqua durante la fotosintesi.

Disegni e schemi: Chiedere ai bambini di creare disegni o schemi che illustrino il processo della respirazione delle piante, evidenziando le fasi principali e i prodotti del processo. Questo aiuterà i bambini a visualizzare e memorizzare meglio le informazioni.

Gioco di ruolo: Organizzare un gioco di ruolo in cui i bambini rappresentano le diverse parti di una pianta (foglie, radici, stelo) e i vari elementi coinvolti nel processo di respirazione (ossigeno, anidride carbonica, energia). In questo modo, i bambini possono imparare il processo in modo divertente e interattivo.

Discussione e riflessione: Stimolare i bambini a riflettere sull’importanza della respirazione delle piante per la vita sulla Terra, chiedendo loro di pensare a come il nostro pianeta sarebbe diverso senza piante e come possiamo proteggere e conservare le piante per il futuro.

Suggerimenti utili per approfondire ulteriormente il tema:

Visitare un giardino botanico o un’area naturale con diverse specie di piante per osservare direttamente le piante nel loro ambiente naturale e discutere delle loro caratteristiche.

Visionare video o documentari sulle piante e sulla respirazione delle piante per ampliare le conoscenze sul tema e stimolare ulteriori discussioni in classe.
Invitare un esperto di botanica o un giardiniere a parlare ai bambini della respirazione delle piante e del loro lavoro con le piante, offrendo un’opportunità per fare domande e apprendere da una fonte esperta.
Organizzare un progetto di piantumazione di alberi o un’attività di giardinaggio nella scuola, coinvolgendo i bambini nella cura delle piante e nella comprensione del loro ruolo nell’ecosistema.

Per concludere, la respirazione delle piante è un tema affascinante e rilevante per i bambini della scuola primaria, che offre numerosi spunti per attività didattiche coinvolgenti e stimolanti. Approfondendo questo tema, i bambini non solo acquisiranno una maggiore comprensione del funzionamento delle piante e del loro ruolo nell’ecosistema, ma saranno anche motivati a proteggere e conservare queste risorse preziose per il nostro pianeta. Speriamo che le informazioni e le idee presentate in questo articolo possano essere utili per l’insegnamento e l’apprendimento della respirazione delle piante nella scuola primaria.

Potete scaricare e stampare gratuitamente le Schede Didattiche su “La respirazione delle piante per la Scuola Primaria”, basta cliccare sul pulsante ‘Download‘:

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