Altro che “Rascal, il mio amico orsetto”, ora i procioni stanno devastando il Giappone

Chi è nato tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta probabilmente se lo ricorda: Rascal, il procione dagli occhi teneri protagonista del cartone animato “Rascal, il mio amico orsetto”. Andava in onda quasi quarant’anni fa in Italia con la sigla cantata da Cristina D’Avena e in tutto il mondo, specialmente il Giappone dove la serie animata “Rascal the raccoon” è nata nel 1977, ha letteralmente spopolato.

Il cartone animato giapponese “Rascal, il mio amico orsetto” 
La storia di quel tenero procione adottato dal ragazzino protagonista Sterling è diventata ai tempi talmente famosa che in Giappone, dove i procioni sono considerati una specie invasiva e con pochi predatori in grado di tenerli sotto controllo, tutti volevano un piccolo Rascal. Un caso simile, per dire, a quanto accaduto con un altro cartone animato: con l’arrivo nelle sale di

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Di redazione

Gli amministratori di Africo, Careri, Platì, e San Luca, quattro comuni della provincia di Reggio Calabria, hanno scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Nella loro lettera, sottolineano la necessità di “Salvare i nostri ragazzi, implementando la qualità educativa e didattica delle nostre scuole”.

Le ferite sociali e i problemi di queste regioni, evidenziati dai sindaci Domenico Modaffari, Bruno Bartolo, Rosario Sergi e Giuseppe Pipicella, sono radicati nella latitanza dello Stato, in una politica di assistenzialismo, clientelismo e lassismo, riscontrabili in molte aree del Mezzogiorno. Questi problemi sono acuiti da un’antica tradizione di relazioni violente e criminali organizzate nelle ‘ndrine.
Per contrastare questi problemi, gli amministratori locali hanno avviato un percorso comune di antimafia, con progetti educativi mirati a offrire ai giovani un’alternativa alla vita di strada. L’obiettivo è far comprendere ai ragazzi che si può cambiare, costruendo un futuro di ricchezza economica e culturale grazie alle proprie competenze. Il loro desiderio è che i “teneri agnelli che oggi frequentano i banchi scolastici non diventino i lupi di domani”. L’antidoto? Una scuola moderna e ben attrezzata.
Un altro pilastro delle loro proposte riguarda l’offerta di opportunità lavorative per combattere la disoccupazione. Il loro obiettivo è liberare i giovani dalla sudditanza al boss locale e dalla tentazione del crimine. Chiedono un incontro con il Ministro per discutere questi problemi prima dell’inizio del prossimo anno scolastico. Desiderano discutere di povertà scolastica, con l’obiettivo di colmare il gap educativo dei giovani, come dimostrato dai risultati delle prove Invalsi.
I sindaci sottolineano che le scuole delle loro città hanno bisogno di miglioramenti strutturali, con strutture spesso assenti o fatiscenti. Chiedono di utilizzare una piccola frazione dei fondi destinati alla riparazione dei danni dell’alluvione della Romagna per combattere le ‘ndrine nel loro territorio. Infine, chiedono l’istituzione di un dirigente scolastico a tempo pieno, una figura che ritengono essenziale per garantire un’istruzione di qualità. Solo così, sostengono, si può combattere la povertà educativa che attualmente affligge i giovani di questi territori Aspromontani.

Pubblicato in Politica scolastica

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