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Colombe da colorare
La colomba da colorare è, insieme ai conigli da colorare, un classico animaletto pasquale. Grazie alla forma estremamente semplice, si adatta bene ad un’ampia gamma di lavoretti di Pasqua e di tecniche artistiche. Su Portale Bambini puoi trovare una collezione di disegni di colombe, pronte da stampare.

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Esercizi con le Parole Dolci e Parole Dure per la Prima Elementare

Insegnare la differenza tra parole dolci e parole dure è un passaggio cruciale nello sviluppo delle competenze linguistiche dei bambini della prima elementare. Le parole dolci contengono suoni morbidi come “ci”, “ce”, “gi”, “ge”, mentre le parole dure hanno suoni più forti, come “ca”, “co”, “ga”, “go”. Questa distinzione è fondamentale per la corretta pronuncia e scrittura delle parole nella lingua italiana.I bambini spesso trovano difficile distinguere tra questi suoni all’inizio, poiché la differenza non è sempre intuitiva. Tuttavia, con esercizi mirati e attività divertenti, possono sviluppare la capacità di riconoscere queste variazioni fonetiche e usarle correttamente. Gli esercizi con le parole dolci e dure aiutano i piccoli studenti a interiorizzare queste regole, migliorando non solo la loro capacità di pronunciare correttamente le parole, ma anche di scriverle senza errori.In questo articolo, esamineremo una serie di esercizi pratici che insegnanti e genitori possono usare per facilitare l’apprendimento dei suoni dolci e duri nei bambini. A fine articolo potrete scaricare gratuitamente in formato PDF gli “Esercizi con le Parole Dolci e Parole Dure per la Prima Elementare, Italiano per la Scuola Primaria“.Indice
Perché è importante imparare a distinguere tra parole dolci e dure?1. Miglioramento della pronunciaImparare a distinguere tra parole dolci e dure è essenziale per la corretta pronuncia in italiano. Parole come “cane” e “cielo”, ad esempio, hanno suoni iniziali completamente diversi. Capire questa differenza aiuta i bambini a pronunciare le parole in modo chiaro e a evitare confusione quando leggono ad alta voce.2. Correzione della scritturaLa distinzione tra suoni dolci e duri è cruciale per evitare errori ortografici. Scrivere “cia” invece di “ca” può cambiare completamente il significato della parola. Gli esercizi che insegnano la differenza tra questi suoni aiutano i bambini a sviluppare una scrittura più precisa e corretta, riducendo gli errori comuni legati all’ortografia.3. Sviluppo della consapevolezza foneticaCapire come i suoni dolci e duri funzionano nella lingua italiana è una parte importante dello sviluppo della consapevolezza fonetica. Questo è un aspetto cruciale per imparare a leggere fluentemente, poiché aiuta i bambini a riconoscere i suoni all’interno delle parole e a capire come si combinano per formare significati.Esercizi con le parole dolci e dure per la prima elementare1. Gioco di abbinamento suono e parolaUn esercizio utile per insegnare la distinzione tra parole dolci e dure è il gioco di abbinamento tra suono e parola. In questo gioco, ai bambini vengono date carte con parole che contengono suoni dolci o duri. Devono quindi abbinarle ai suoni corretti, come “ce” o “che”, “ci” o “chi”.Esempio di esercizio:Prepara una serie di carte con parole come “cane”, “giraffa”, “cinema”, “gatto”, e una serie di carte con i suoni “ci”, “gi”, “ca”, “go”. Chiedi ai bambini di abbinare ogni parola al suono corretto.Questo esercizio aiuta i bambini a riconoscere visivamente i suoni dolci e duri e a collegarli a parole comuni.2. Completamento delle parole mancantiUn altro esercizio efficace è il completamento delle parole mancanti. Si presenta ai bambini una parola con lettere mancanti, come “_asa” o “_ento”, e devono completare la parola con il suono corretto, scegliendo tra dolce o duro.Esempio:Fornisci al bambino frasi o parole come “_asa” o “_ane” e chiedi di completare con “c” o “g” per formare parole come “casa” o “cane”.Questo tipo di esercizio rinforza la capacità del bambino di riconoscere quando utilizzare un suono dolce o duro e aiuta a migliorare la scrittura corretta delle parole.3. Distinguere suoni dolci e duri con immaginiUsare immagini per insegnare la differenza tra parole dolci e dure è un metodo visivo efficace, soprattutto per i bambini più piccoli. In questo esercizio, mostri un’immagine di un oggetto e chiedi ai bambini di identificare se la parola che lo descrive contiene un suono dolce o duro.Esempio di esercizio:Mostra immagini di un “gatto”, una “giraffa”, un “cinema” e un “cane”. Chiedi al bambino di dire la parola corrispondente e poi di identificare se contiene un suono dolce o duro.L’associazione visiva con le parole rafforza la comprensione della distinzione tra i suoni e rende l’esercizio più interattivo e coinvolgente.4. Scioglilingua con parole dolci e dureGli scioglilingua sono un modo divertente e creativo per migliorare la pronuncia dei suoni dolci e duri. Attraverso frasi complesse e veloci, i bambini possono esercitarsi a distinguere i suoni, migliorando allo stesso tempo la fluidità della lingua.Esempio di scioglilingua:“Chi cerca certo cerca chiaro, chiaro che cerca chi trova.”
“C’era una volta un ghiro gentile che giocava gioiosamente con una giraffa gigante.”Chiedi ai bambini di ripetere gli scioglilingua più volte per esercitarsi e migliorare la pronuncia corretta dei suoni.5. Scrivere frasi con parole dolci e dureIncoraggiare i bambini a scrivere frasi utilizzando parole che contengono suoni dolci e duri è un ottimo esercizio per migliorare sia la scrittura che la consapevolezza fonetica. Puoi fornire una lista di parole e chiedere ai bambini di creare frasi che contengano una miscela di suoni dolci e duri.Esempio di esercizio:Dai al bambino parole come “gioco”, “carota”, “giraffa”, “cioccolato” e chiedi di scrivere una frase che includa tutte queste parole, come “La giraffa gioca con la carota mentre mangia cioccolato”.Questo esercizio stimola la creatività e rinforza l’apprendimento dei suoni dolci e duri in un contesto pratico.Suggerimenti finaliPer massimizzare i benefici degli esercizi con parole dolci e dure per la prima elementare, ecco alcuni suggerimenti utili:Integrare la tecnologia: Usa app educative che offrono giochi interattivi per distinguere tra suoni dolci e duri. Queste piattaforme possono rendere l’apprendimento più coinvolgente per i bambini.
Utilizzare esempi quotidiani: Fai attenzione alle parole dolci e dure nel linguaggio quotidiano e chiedi ai bambini di identificarle. Ad esempio, mentre prepari la colazione, chiedi: “La parola ‘cioccolato’ è dolce o dura?”
Leggere ad alta voce: La lettura ad alta voce è uno strumento potente per migliorare la consapevolezza fonetica. Scegli libri che contengono molte parole con suoni dolci e duri, e fai in modo che i bambini li ripetano dopo di te.Con questi esercizi, i bambini saranno in grado di distinguere con sicurezza tra parole dolci e dure, migliorando così la loroPotete scaricare e stampare gratuitamente in formato PDF gli “Esercizi con le Parole Dolci e Parole Dure per la Prima Elementare, Italiano per la Scuola Primaria“, basta cliccare sul pulsante ‘Download‘:Domande Frequenti su ‘Esercizi con le Parole Dolci e Parole Dure per la Prima Elementare, Italiano per la Scuola Primaria’Cosa sono le parole dolci e le parole dure?Le parole dolci sono quelle che contengono suoni più morbidi come “ci” e “ce”, mentre le parole dure contengono suoni più forti come “chi” e “che”. Questi suoni variano in base alle lettere che seguono “c” e “g”, creando differenti effetti fonetici.
Perché è importante imparare a distinguere tra parole dolci e dure in prima elementare?Distinguere tra parole dolci e dure aiuta i bambini a pronunciare e scrivere correttamente. Comprendere queste differenze fonetiche facilita l’apprendimento della lettura e della scrittura, permettendo loro di evitare errori comuni nella lingua italiana.
Quali esercizi posso fare per insegnare parole dolci e dure?Alcuni esercizi utili includono il gioco di abbinamento tra suoni e parole, esercizi di completamento con lettere mancanti, e giochi di pronuncia in cui i bambini devono distinguere tra parole dolci (es. “cia”) e dure (es. “ca”). Anche attività di scrittura creativa possono essere utilizzate per rinforzare la distinzione.
Quanto tempo dovrebbe essere dedicato agli esercizi con parole dolci e dure?È consigliabile dedicare 10-15 minuti al giorno a questi esercizi, mantenendo l’apprendimento regolare e divertente. La ripetizione costante aiuta i bambini a interiorizzare le differenze fonetiche in modo naturale.
Cosa fare se un bambino ha difficoltà a distinguere tra parole dolci e dure?Se un bambino ha difficoltà, è utile lavorare su esempi pratici e ripetere frequentemente i suoni. Utilizzare immagini e attività che associano le parole a oggetti visivi può facilitare la comprensione. In caso di difficoltà persistenti, si può consultare un insegnante per suggerimenti specifici.
Gli esercizi con parole dolci e dure migliorano la pronuncia?Sì, gli esercizi con parole dolci e dure aiutano i bambini a sviluppare una pronuncia più chiara e accurata, poiché imparano a riconoscere le differenze tra suoni simili e a usarli correttamente nella lingua parlata e scritta.Clicca per votare questo articolo!Maestra di Sostegno – Scuola Primaria

Giovanni Modugno: a master of the senses

GIOVANNI MODUGNO: UN “MAESTRO DEL SENSO” PER LA SCUOLA ITALIANA DI OGGI

di CARLO DE NITTI

Alle “voci archetipe” della mia remotissima adolescenza

per sempre nei miei spazitempi mnesici, con infinita gratitudine.

Nascoste ai molti, si palesano,

a chi le cerca con animo puro,

perle, veri tesori delle profondità,

che rivelano le nostre vite,

la nostra intima essenza

di cercatori tra le pagine …

1. PROLOGO

Non mi è possibile iniziare questo intervento senza ringraziare con sentimenti di sincera gratitudine il prof. Vincenzo Robles, illustre cittadino bitontino e studioso di preclara fama, per avermi invitato a partecipare – bontà sua – a questo evento sul pensiero di Giovanni Modugno, pedagogista del ‘900 pugliese, italiano, europeo.

Non è quella che segue una forma di excusatio non petita: non sono un esperto di Giovanni Modugno nel senso accademico della parola, ma ho avuto, da molti anni, con la sua storia di vita, di pensiero, politica, culturale e religiosa una frequentazione che mi affascina. Sì, perché una personalità come quella di Giovanni Modugno non può non sé-durre, a prescindere dalle idee di chi a lui si accosti, purché lo faccia con onestà intellettuale e disinteresse, anche venale. Caratteristiche che egli stesso possedette in modo assoluto e che costituirono la cifra peculiare della sua personalità di uomo, di docente e quindi, di pedagogista.

Tutti gli altri intervenuti a questo evento – certamente molto più competenti di me – hanno lumeggiato o lumeggeranno da par loro al meglio il pensiero del pedagogista: a me, che raccolgo “materiali per chi voglia scrivere di storia” (alla maniera dei Commentari cesariani) piace interrogare la figura di Giovanni Modugno per cogliere – provando a suggere l’essenza del suo pensiero – quanto egli possa dire (rectius: insegnare) a noi persone di scuola del XXI secolo, che operano nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (sebbene, ahimè, io mi trovi nel “pronaos” della quiescenza). Il ri-pensare Giovanni Modugno nella scuola di oggi non può, né deve, essere un mero esercizio di erudizione storiografica, ma un interesse squisitamente teoretico che interroghi il pedagogista, a partire dagli interrogativi del presente che scaturiscono, ovviamente, da bisogni didattici, educativi e pedagogici che urgono alle persone di scuola.

2. I “MAESTRI DEL SENSO”

E’ possibile connotare Giovanni Modugno come un “cercatore di Cristo”, un “apostolo dell’educazione”, un “pellegrino dell’Assoluto”: queste locuzioni possono legittimamente compendiarsi – per utilizzare il lessico della pedagogia di Papa Francesco – nell’espressione “maestro del senso”. Non trovo migliore sintetica definizione se non quella delle parole usate dal Pontefice recentemente a Lisbona, parlando ai giovani dal Pontefice per definirli: . 

E Giovanni Modugno lo è stato, di sicuro, ante litteram, … e lo è ancora oggi, a sessantacinque anni dalla sua scomparsa!

Leggere Giovanni Modugno oggi significa affrontare in modo efficace le urgenze educative del mondo contemporaneo: riformare la scuola, per Modugno, voleva dire formare le coscienze delle degli educandi. Al centro del processo educativo – come sostenevano in quegli anni i pedagogisti dell’attivismo pedagogico – non possono che esserci gli educandi con i loro vissuti, le loro storie interiori, i loro bisogni. Nel processo di educazione, non si può che “ascendere insieme”, per riprendere il titolo di un testo del 1943 dello stesso Modugno, per cambiare se stessi e contestualmente la società in cui si vive. L’unica vera riforma della scuola doveva essere, a parere di Giovanni Modugno, la “riforma interiore”, quella della formazione dei docenti.

La sua vita, la sua ricerca culturale, il suo insegnamentoincarnano l’anelito verso una società più giusta e più libera, nella quale ogni persona, consapevole della sua dignità, possa recuperare e vivere il significato dei valori fondamentali, in primis, la vita e la libertà, senza dei quali non è possibile praticare alcun altro valore. L’attualità del suo messaggio si focalizza prioritariamente intorno alla finalità dell’educazione, riprendendo le istanze più significative della tradizione pedagogica cristiana, arricchita dal dialogo fecondo con autori contemporanei. A partire dalla fine degli anni Venti, intensa fu la relazione di Giovanni Modugno con il gruppo di pedagogisti cattolici che si raccoglieva in quel di Brescia intorno alla casa editrice La Scuola, fondata nel 1904, ed alla rivista Scuola Italiana Moderna, nata nel 1893. Il medesimo milieu cattolico in cui, com’è noto, nacque (nel 1897) e si formò un giovane sacerdote (proclamato santo nel 2018), don Giovanni Battista Montini (il cui padre, l’avvocato Giorgio, era stato tra i fondatori della casa editrice), che alle posizioni di Giovanni Modugno fu certamente vicino, anche attraverso la filosofia della persona di Jacques Maritain (1882 – 1973).  

Nel gruppo di docenti e pedagogisti cattolici bresciani e nelle loro iniziative, di cui fu ispiratore e sodale anche attraverso il suo discepolo e figlioccio Matteo Perrini (1925 – 2007), Giovanni Modugno trovò quella consonanza intellettuale e religiosa che spesso gli mancò in Puglia, una sorta di accogliente “rifugio” ma anche la possibilità di incidere nella scuola militante: basti pensare alla comunanza di interessi e alla sua consonanza intellettuale con Laura Bianchini (1903 – 1983), docente di filosofia bresciana e madre Costituente.  

Anche dopo la seconda guerra mondiale, Giovanni Modugno continuò a collaborare con Scuola Italiana Moderna, la rivista scolastica più diffusa tra i docenti di scuola elementare, ed ispirò anche una filiazione diretta del gruppo bresciano: il “gruppo di maestri sperimentatori” di Pietralba (BZ),  dal nome dalla località dolomitica nella quale il gruppo si riunì per la prima volta nel 1948, cui partecipò anche un altro grande pedagogista pugliese, allora appena venticinquenne, suo allievo all’Istituto Magistrale di Bari: Gaetano Santomauro (1923 – 1976).  

Giovanni Modugno riconosce che la pedagogia è la “scienza della vita”: si preoccupa di affinare una riflessione rigorosa ma anche che manifesti un’efficacia pratica, fondata su principi e valori saldi, applicabili sia alla prassi quotidiana, scolastica e non. Per Modugno, la scienza della vita costituisce la risposta più significativa all’esigenza di riaffermare il primato della moralità, della razionalità e della spiritualità, come qualità peculiari di ogni persona che impara a riconoscerle come espressioni ineludibili della propria dignità e della propria coscienza morale.

Giovanni Modugno ricerca sempre il “perfezionamento interiore” anche nei momenti più drammatici della sua vita personale, come nel 1934, con la precoce morte dell’unica figlia Pina. Evento – collegato con altri lutti familiari (i genitori) – che interroga la coscienza del pedagogista. Quando la figlia si ammala, il progetto del Modugno è di lavorare per ‘cristianizzare la vita’, in lui e attorno a lui. E’ convinto che le disuguaglianze sociali e le miserie non si eliminano soltanto con le leggi e le riforme, ma con l’amore. La vera riforma interiore consiste nel disporsi a comprendere i bisogni di ciascuna persona in difficoltà e nel sentirsi responsabili se manca il necessario per vivere.

I motivi fondamentali che accompagnano la vita di Modugno sono quelli di ‘ascendere insieme’, ‘salire alla sublime vetta’,‘aiutare gli altri a salire’: l’insegnamento gli consente di adempiere a questa sua idea. Nella prospettiva del suo pensiero, la religione costituisce il principale centro d’interesse dell’intero curricolo scolastico, oltre che il contenuto più significativo della scienza della vita. Essa è la guida per cogliere nella vita concreta le relazioni tra le singole azioni ed i principi della ragione e della morale. Con la didattica della ‘provocazione riflessiva’, stimolata dal docente, la pratica del riflettere durante le lezioni li sollecitanella chiarificazione dei criteri direttivi e li pome nelle condizioni di osservare, giungendo a scoprire le istanze più profonde della vita.

3. GIOVANNI MODUGNO VIVANT

Riflettere oggi, nel terzo decennio del XXI secolo, sulla figura, sul pensiero e sulla storia di Giovanni Modugno, “cercatore di Cristo” ed “apostolo dell’educazione” è un atto “rivoluzionario” nella sua essenza, che modifica radicalmente i paradigmi del pensiero corrente, spesso incentrato sui tecnicismi della pedagogia– declinati in tutte le sue branche – e della scuola, piuttosto che sulla persona, quale punto di imputazione ultimo di ogni azione educativa.

Questo è il continuum che attraversa la vita di Giovanni Modugno, anche prima di insegnare, quando, da giovanissimo, iniziò ad impegnarsi nelle vicende della politica della sua città, in solido con lo storico molfettese Gaetano Salvemini (1873 – 1957), cui lo unì un lunghissimo sodalizio intellettuale e politico, nonostante le diverse posizioni, che ha attraversato la storia italiana dai primi anni del XX secolo agli anni ’50 del medesimo.Pressocché coetanei, furono entrambi “figli”, molto diversi tra loro, della medesima temperie culturale, quella positivistica, da cui furono entrambi però sempre alieni, giungendo a posizioni politiche diverse che avevano in comune l’impegno infaticabile e diuturno per il riscatto dei contadini meridionali rispetto ai soprusi dei latifondisti assenteisti, attraverso la conquista del primo e più fondamentale dei diritti, quello all’istruzione.   

Il fulcro dell’attività di Giovanni Modugno – che volle essere sempre “maestro di maestri” – fu sempre l’educazione dei giovani al pensiero critico, lontano da ogni possibile strumentalizzazione da qualunque “luogo” essa provenisse. Egli non fu mai uomo “di parte”, rifiutò sempre per se stesso incarichi, cariche ed onori di ogni tipo, proprio per conservare la sua libertà di pensiero: com’è noto, rifiutò la carica di Provveditore agli studi di Bari, sia nel 1923, quando gli fu proposta da Giuseppe Lombardo-Radice (1879 – 1938) perché temeva che avrebbe dovuto venire a compromessi con il fascismo, sia dopo la seconda guerra mondiale, quando fu invitato a ricoprire la medesima carica da Tommaso Fiore (1884 – 1973), a nome del Comitato di Liberazione Nazionale. Parimenti, non a caso, nel 1929, fu assordante il suo silenzio – in un’Italia osannante – di fronte alla firma dei Patti Lateranensi, che, com’è noto, ponevano fine alla sessantennale “questione romana”.

Questa missione – cui adempì senza deroga alcuna – non gli impedì di mantenere relazioni intellettuali con i più sensibili ed insigni pedagogisti del suo tempo, a cominciare dalla “scoperta” di Friedrich Wilhelm Foerster (1869 – 1966) e Josiah Royce (1855 – 1916). Con ed attraverso di loro, Giovanni Modugno difese la persona umana, la sua dignità e la sua libertà interiore, trovando nel cristianesimo, inteso come “fede nella Resurrezione”, il miglior fondamento per conseguire questo obiettivo. In quest’opera educativa, massima era la sintonia del pedagogista con l’allora Arcivescovo di Bari, Mons. Marcello Mimmi (1882 – 1961), di cui condivideva in toto il metodo pastorale.

La cifra di tutta l’esistenza del pedagogista che si può compendiare nel titolo del volume – pubblicato dieci anni dopo la sua scomparsa, a cura dell’amatissima moglie, Maria Spinelli Modugno – Giovanni Modugno. Io cerco l’Eterno: mediante un’ascesa interiore, mai disgiunta dall’adempimento del dovere della missione educativa, indirizzata alla conquista, da rinnovare continuamente, della libertà, della coscienza critica e della dignità della persona umana. Un’eredità pedagogica e morale da raccogliere e praticare con rinnovata lena anche, se non soprattutto, nelle scuole di ogni ordine e grado. 

Quella ‘coscienza critica’ di cui oggi – dopo oltre sessanta anni dalla sua morte – si avverte uno smisurato bisogno: VINCENZO ROBLES, da storico, con i suoi volumi, ne rende seriamente consapevoli noi tutt*, uomini del XXI secolo, persone di scuola e non.

4. EPILOGO “APERTO”

Più che un epilogo – per quanto aperto – mi piace avanzare una proposta concreta per continuare a riscoprire e valorizzare il pensiero di Giovanni Modugno nel XXI secolo. Mi piace avanzarla qui in un luogo simbolo della sua città natale, alla presenza delle autorità civili e religiose e di tanti illustri esperti.

Come si è diffuso nella scuola barese, pugliese ed italiana, forse melgré lui, il pensiero di Giovanni Modugno? A questa domanda,penso, si possa dare una risposta certa: attraverso i suoi studenti cui è toccato in sorte di averlo avuto come docente, prima a Corato, per sette anni, poi. dal 1920 al collocamento in quiescenza. presso l’Istituto Magistrale “Giordano Bianchi-Dottula” di Bari.

Essi hanno “abitato” ed “innervato” la scuola – segnatamente e prioritariamente quella elementare – barese, pugliese e non solo portando nella loro attività didattica e professionale gli insegnamenti ricevuti. Sarebbe molto interessante – non certo per mera erudizione storiografica – ricercare i loro nomi, la loro provenienza geografica attraverso i registri del prof. Giovanni Modugno, raccolti nell’archivio storico dell’istituto scolastico frequentato.

Consultando quell’archivio, tanto si potrebbe scoprire su Giovanni Modugno e sulla storia della scuola pugliese: potrebbe essere un ottimo argomento per un’efficace e non convenzionale attività di Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (vulgo PCTO, come negli acronimi di cui è saturo lo ‘scolastichese’, nota neolingua iniziatica), ovvero, anche per tesi di laurea (triennali, magistrali e di PhD) sicuramente molto interessanti e nietzscheanamente “inattuali”.

Del resto, l’influenza del pensiero di Giovanni Modugno,attraverso i suoi studenti del “Bianchi–Dottula”, ha anche travalicato anche i confini della scuola e della pedagogia: basti ricordare anche soltanto il nome di uno di loro, divenuto un Maestro del Diritto dell’Università degli studi di Bari (e tantissimo altro…), il prof. Renato Dell’Andro (1922 – 1990).

Ma questa sarebbe un’altra storia, che mi ricondurrebbe alla mia ormai remotissima adolescenza… 

5. BIBLIOGRAFIA

• AA.VV., Maestri del senso: competenze e passione per una scuola migliore, a cura di DE NITTI, CARLO e LAVERMICOCCA, CARLO, Bari 2023, Ecumenica editrice, di prossima pubblicazione;

• CAPORALE, VITTORIANO, Educazione e politica in Giovanni Modugno, Bari 1988, Cacucci; 

• CAPORALE, VITTORIANO, Giovanni Modugno. Un pedagogista del Sud, Bari 1995, Cacucci; 

• CAPORALE, VITTORIANO, Giovanni Modugno. Pedagogia Scienza della Vita, Bari, 1997, Cacucci; 

• CAPORALE, VITTORIANO, La proposta pedagogica di Giovanni Modugno, Bari, 2004, Cacucci;                                                                                                              

• CAPORALE, VITTORIANO, Pedagogia e vita di Giovanni Modugno, Bari 2006, Cacucci;

• CAPURSO, GIOVANNI, Due Maestri per il Sud: Gaetano Salvemini e Giovanni Modugno, Corato, 2022, SECOP;

• MICUNCO, GIUSEPPE, La buona battaglia. Santità e laicità in Giovanni Modugno, Bari, 2013, Stilo editrice;

• ROBLES, VINCENZO, Giovanni Modugno. Il volto umano del Vangelo, Bari, 2020, Edizioni Dal Sud;

• ROBLES, VINCENZO, Giovanni Modugno e il suo “rifugio”bresciano, Bari, 2022, Edizioni Dal Sud;

• ROBLES, VINCENZO – AUFIERO, ARMANDO, Giovanni Modugno: il volto umano del Vangelo in AA.VV., Op. cit.;

• SANTOMAURO, GAETANO, Giovanni Modugno attraverso gli inediti, «La Rassegna pugliese», 1969, 4-5, pp. 3 – 22;

• SARACINO, DOMENICO, Giovanni Modugno. Politica, cultura e spiritualità in un cercatore di Cristo, Bari 2006, Stilo editrice; 

• SPINELLI MODUGNO, MARIA, Giovanni Modugno. Io cerco l’Eterno, Bari 1967, Editoriale Universitaria.

Et si parva licet …

• DE NITTI, CARLO, La missione educativa di Giovanni Modugno e la sua attualità nel XXI secolo. Nota a margine di una recente biografia del pedagogista bitontino, ”Educazione & Scuola”, XXVI, marzo 2021, 1123;

• DE NITTI, CARLO, In difesa del Sud: storia dell’amicizia di due Maestri tra Molfetta e Bitonto, ”Educazione & Scuola”, XXVII, settembre 2022, 1141; 

• DE NITTI, CARLO, Giovanni Modugno: un “cercatore di Cristo”, apostolo dell’educazione, in VINCENZO ROBLES, Giovanni Modugno e il suo “rifugio” bresciano, Bari 2023, Edizioni Dal Sud, pp. 9 – 12.

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