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Il vasetto dei ricordi belli

I ricordi delle vacanze estive possono ancora essere l’occasione per proporre attività stimolanti ed inclusive. I ricordi belli diventano così immagini e parole.

Nella vita di ciascuno di noi si accumulano ricordi di ogni tipo e le vacanze sono un’enorme fucina di eventi che molti bambini sono desiderosi di raccontare. Tuttavia ci sono anche bambine e bambini più riservati, o magari timorosi che le loro vacanze estive non abbiano avuto nulla di così divertente o interessante per i compagni.

Come ormai saprai, ogni volta che l’opportunità si presenta, noi cerchiamo di proporre attività che possano essere stimolanti ma rispettose delle esigenze dei più fragili.

Le vacanze estive e i ricordi belli

Durante i primi giorni di scuola, abbiamo dovuto superare un momento iniziale un pochino “caotico” in cui tutti gli alunni cercavano di raccontarci i loro ricordi. La “cosa” sarebbe andata per le lunghe, così ci è venuta un’idea: abbiamo proposto loro di scegliere tre ricordi delle vacanze e di metterli in un barattolo.

Li abbiamo fatti ridere e incuriosire. Per noi è stato un modo per non dare seguito a quella lunga conversazione evitando di mostrare disinteresse per chi non aveva ancora potuto parlare. Al tempo stesso ci ha permesso di coinvolgere tutta la classe in una nuova attività: quella di raccontare le avventure estive.

Abbiamo consegnato quindi una scheda da ritagliare e su cui disegnare tre immagini che rimandassero ad altrettanti ricordi delle vacanze.

Terminato questo lavoro, abbiamo chiesto agli allievi di trasformare i disegni in brevi testi. Per maggiore chiarezza, abbiamo letto una nostra versione avente per tema “tre ricordi delle mie vacanze”.

La tabella delle ipotesi

Nei giorni successivi, per tenere alta l’attenzione della platea durante l’ascolto delle letture dei ricordi altrui, abbiamo creato una tabella nella quale i bambini hanno annotato, accanto al nome di ogni compagno/a, alcune ipotesi sui luoghi rappresentati dai disegni nel vasetto (uno per volta, hanno girato tra i banchi a mostrare i loro “disegni in vasetto”).

Successivamente, a turno hanno letto il loro testo ad alta voce davanti ai compagni (nessuno si è rifiutato: l’allenamento a casa aveva dato coraggio anche ai più timidi).

Ascoltando attentamente le letture, hanno registrato i luoghi descritti e, alla fine, abbiamo fatto il conteggio delle ipotesi confermate.

Ovviamente non ci sono stati vincitori e abbiamo concluso l’attività con un quesito “filosofico”: «Se non avete indovinato è perché il disegno era poco chiaro o perché voi non avete prestato sufficientemente attenzione a tutti i particolari e non avete fatto le giuste considerazioni?».

Note didattico-educative

Dal punto di vista didattico, questa è un’attività che ne comprende molte altre e diventa quasi un compito di realtà.

La sola consegna data alla classe è stata la seguente:

«Disegna tre immagini che rappresentino ciascuna un tuo ricordo; successivamente trasforma ogni disegno in un breve testo che DOMANI leggerai tu stesso/a ai tuoi compagni».

Nella prima parte dell’attività i bambini sono stati implicitamente invitati a:

ritagliare, piegare e incollare;

riflettere su un tema, scegliere tre argomenti;

rappresentare il racconto con un disegno gestendo lo spazio disponibile (comunicare attraverso le immagini);

tradurre le immagini in brevi testi (testo narrativo);

rileggere attentamente per fare l’autocorrezione (i compagni devono capire, non solo la maestra); 

utilizzare una grafia leggibile (dovranno leggere loro stessi ai compagni il testo che hanno scritto).

Chiedere agli alunni di svolgere il lavoro a casa, sapendo che ci sarà un seguito, magari suggerendo velatamente di allenarsi nella lettura come fanno gli artisti della TV, significa assegnare loro un compito che raramente viene disatteso. Nel momento in cui i bambini rileggono il testo, poi necessariamente si auto-correggono, e non è escluso che anche i genitori si facciano coinvolgere in modo divertente e partecipino alla rappresentazione.

Spesso a scuola il tempo deve necessariamente essere lo stesso per tutti, ma a casa i bambini (sia i più fragili sia i più perfezionisti) possono gestire il tempo con la serenità di cui hanno bisogno.

Nella seconda parte dell’attività ci serviva catturare e mantenere l’attenzione del “pubblico”, quindi abbiamo fatto leva su:

la curiosità dei bambini di vedere che cosa avevano disegnato i compagni;

il loro bisogno fisico di muoversi dal banco.

Contemporaneamente abbiamo raggiunto il nostro obiettivo principale, cioè quello di portarli a leggere immagini e formulare ipotesi.

L’ascolto, in questo modo, diventa necessariamente attivo: alla curiosità si aggiunge il bisogno di verificare l’esattezza delle ipotesi e di trovarne o meno conferma. In un certo senso, per gli alunni è una sfida con loro stessi.

Conclusioni

L’idea è veramente molto semplice e può essere adattata a qualunque argomento: il vasetto delle mie paure, il vasetto dei miei hobby preferiti, il vasetto delle materie preferite, il vasetto dei cibi che preferisco/detesto e così via.

Discipline coinvolte

Italiano (scritto e orale).

Arte (ritaglia, disegna, colora e incolla; racconta con le immagini e leggi le immagini; lettura espressiva: come un artista della tv).

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