La sonda Peregrine rischia di perdere la Luna

Sembrava tutto perfetto. Il lancio con il nuovo razzo Vulcan dell’ULA, avvenuto ieri 8 gennaio 2024 da Cape Canaveral aveva portato la sonda Peregrine, della società privata statunitense Astrobotic esattamente sull’orbita attorno alla Terra dalla quale, successivamente, si sarebbe trasferito verso l’orbita lunare. Purtroppo – fa sapere Astrobotic – la situazione è drammaticamente precipitata qualche ora dopo il lancio. La sonda, infatti, ha iniziato a soffrire di una grave anomalia che le fa perdere propellente lungo il tragitto. Negli ultimi comunicati rilasciati da Astrobotic si legge che “sfortunatamente sembra che un guasto all’interno del sistema di propulsione stia causando la grave perdita”. 

Il gruppo di lavoro della storica missione (si tratta infatti della prima sonda partita dal suolo americano e diretta verso la Luna dopo più di 50 anni) sta cercando di stabilizzare questa perdita, ma, data la situazione, la società intende dare comunque la priorità alla massimizzazione dei contenuti scientifici e alla raccolta dei dati che si possono acquisire lungo il percorso alla Luna. Le batterie della sonda al momento si sono caricate (e questo in realtà è già una buona cosa) e si sta facendo di tutto per ottenere il massimo dalla situazione attuale.

Le prossime 36 ore. Se la situazione rimarrà tale, tuttavia, la sonda potrebbe continuare il suo volo verso la Luna per le prossime 36 ore dopodiché potrebbe non essere più in grado di mantenere la sua posizione corretta rispetto al Sole e dunque i pannelli solari non saranno più in grado di fornire energia e il destino sarà segnato. Nel frattempo il lander ha inviato a Terra la prima immagine in cui si vede in primo piano il multistrato che protegge la sonda dalle radiazioni (vedi sotto): non è una bella immagine da vedere, visto che il multistrato argentato in primo piano appare come colpito da un martello.

Secondo il programma originale Peregrine dovrebbe (o avrebbe dovuto…) appoggiarsi sulla superficie lunare il prossimo 23 febbraio. A bordo del lander si trovano numerosi carichi commerciali e scientifici. La NASA ha incaricato Astrobotic di trasportare cinque esperimenti scientifici progettati e supervisionati dall’agenzia; alcuni avrebbero dovuto studiare la superficie lunare, l’atmosfera e l’ambiente attorno al lander, mentre l’esperimento Laser Retroreflector Array era destinato a installare un sistema di specchi i quali avrebbero dovuto riflettere raggi laser inviati da Terra al fine di misurare con estrema precisione la distanza Terra-Luna.

A bordo vi sono anche cinque minuscoli robot autonomi provenienti dal Messico e un piccolo Lunar Rover costruito dagli studenti della Carnegie Mellon University. 

Vi è anche un campioncino di roccia proveniente dal Monte Everest e le società di memoriali spaziali Celestis ed Elysium Space hanno caricato DNA e ceneri di persone. A bordo sono presenti anche altri carichi commerciali, tra cui un Bitcoin lunare, un archivio di libri e testi miniaturizzati della Arch Mission Foundation e il “MoonBox” della compagnia di logistica e spedizioni DHL che contiene ricordi e messaggi di 100.000 persone in tutto il mondo. Tutti questi carichi ora sono in bilico, a meno che Astrobotic non riesca a porre rimedio all’anomalia che Peregrine sta attualmente sperimentando. Per ora non rimane che attendere i prossimi eventi.

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