Perché la pipì è gialla? Non è una domanda banale

La pipì può assumere diverse gradazioni di colore in base all’idratazione, ai farmaci e agli alimenti ingeriti, ma di norma è di un giallo inconfondibile. Da che cosa dipende questa sfumatura? Da 125 anni gli scienziati sanno che la flora intestinale riduce la bilirubina, una sostanza che deriva dalla distruzione dei globuli rossi, in urobilina, un pigmento responsabile del colore giallo delle urine. Ma il processo esatto alla base di questa trasformazione era ancora poco chiaro.

Merito di un enzima. Brantley Hall, Professore del Dipartimento di Biologia cellulare e Genetica molecolare dell’Università del Maryland, spiega così questo ritardo negli studi: «L’intestino è un ambiente povero di ossigeno, e molti dei batteri intestinali non sopravvivono se è presente troppo ossigeno, cosa che rende difficile coltivarli e usarli per esperimenti nei laboratori». Sfruttando i progressi nel sequenziamento genomico sui microrganismi intestinali Hall ha scoperto un enzima chiave nel processo che conferisce alla pipì il colore giallo.

L’enzima si chiama bilirubina reduttasi: «Il suo compito è convertire la bilirubina in un sottoprodotto privo di colore chiamato urobilinogeno» spiega Hall «l’urobilinogeno poi degrada spontaneamnte in una molecola chiamata urobilina, responsabile del colore giallo a tutti noi familiare».

Oltre al colore. Potrebbe sembrare una scoperta squisitamente “tecnica”, ma in realtà questo nuovo tassello potrebbe aiutare a comprendere meglio alcuni problemi di salute che hanno origine nell’intestino. La bilirubina è formata dal normale processo di distruzione dell’eme (un complesso chimico) nei globuli rossi al termine del loro ciclo vitale di 120 giorni. Livelli troppo alti di bilirubina possono danneggiare il cervello e creare condizioni molto pericolose per la salute. In questo senso, la scoperta dell’enzima che la demolisce è un passo importante ai fini terapeutici.

Ittero e calcoli. La bilirubina riduttasi è presente in quasi tutti gli adulti sani, ma in misura minore nei neonati e negli adulti che soffrono di malattie infiammatorie intestinali. Nei bambini appena nati, il malfunzionamento della distruzione della bilirubina è associato a una condizione chiamata ittero, la colorazione giallastra della cute e delle mucose. Negli adulti con malattie infiammatorie dell’intestino, lo stesso malfunzionamento è associato a calcoli biliari. L’ipotesi, che andrà testata in studi osservazionali sull’uomo, è che all’origine di questo meccanismo inceppato ci sia una bassa prevalenza di microrganismi intestinali capaci di demolire la bilirubina.

Continua la lettura su: https://www.focus.it/scienza/salute/perche-la-pipi-e-gialla-non-e-una-domanda-banale Autore del post: Focus Rivista Fonte: http://www.focus.it

Articoli Correlati

Cinema, scuola, legalità: “La mafia uccide solo d’estate”, con attività didattiche. Lo trovi qui

La nostra rassegna di film utili al contesto scolastico continua (e trovate la raccolta A QUESTO LINK).In questo caso consiglio un film che ha qualche anno, ma che resta attuale, ben fatto e utilizzabile a scuola e in classe: “La mafia uccide solo d’estate”, di Pierfrancesco Diliberto (detto anche PIF).Il film è un approccio leggero, ma non banale, al fenomeno mafioso in Sicilia, che ripercorre stragi ed omicidi visti con gli occhi di Arturo, protagonista ingenuo e, nei confronti di Flora, di cui si innamora dalle elementari, impacciato. Il rapporto tra Arturo e Flora è l’altro filo conduttore della storia, parallelo alle stragi di mafia, che sul finale della storia si ricongiungeranno.LA TRAMA IN BREVE1992. Arturo – 20 anni – lavora come pianista in un’emittente locale. La vita di Arturo è da sempre segnata dagli omicidi di mafia ed in passato aveva una passione per Flora che era stata sua compagna di classe. Figlia di un noto avvocato legato alla politica più collusa Flora torna dalla Svizzera dopo dieci anni.Proposte di attività didattiche:Proposta 1Proposta 2Educare alla legalità e al contrasto alle mafieFilm: scheda verificheQui in basso puoi vedere il trailer. In fondo, invece, trovate la trama dettagliata per valutare l’adeguatezza o meno del film per la vostra classe:******************Cliccando qui sarai ricondotto/a alla nostra MEGA RACCOLTA di film gratuiti per la scuola******************La trama dettagliata (tratta da wikipedia):«- Ma la mafia può uccidere anche noi?- Arturo, tranquillo, ora siamo d’inverno… la mafia uccide solo d’estate.»(Il padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire)Palermo, 10 dicembre 1969. Lorenzo e Maria Pia Giammarresi entrano nel loro appartamento, al civico 108 di viale Lazio, durante la loro prima notte da sposati e, trasportati dalla passione, decidono di consumare un rapporto sessuale per concepire il loro primo figlio. Nel frattempo i membri di Cosa nostra Emanuele D’Agostino, Bernardo Provenzano, Damiano Caruso, Calogero Bagarella e Gaetano Grado si recano in auto, travestiti da poliziotti (tutti tranne Grado), in viale Lazio, proprio sotto l’appartamento dei Giammarresi, ed uccidono il boss Michele Cavataio, da loro ritenuto colpevole di aver scatenato la prima guerra di mafia. Ad aver organizzato la strage è Salvatore Riina, detto Totò, futuro capo della mafia siciliana. Gli spermatozoi di Lorenzo, spaventati dagli spari, si ritirano, e solo uno raggiunge l’ovulo di Maria Pia e lo feconda: da ciò nascerà Arturo Giammarresi.Ottobre 1970. Arturo viene battezzato da Fra Giacinto, sacerdote legato a vari mafiosi, che celebra il battesimo in fretta e furia in quanto deve presenziare anche alla proclamazione come sindaco di Palermo del mafioso Vito Ciancimino, eletto con il sostegno della Democrazia Cristiana. È proprio a causa di quelle amicizie poco raccomandabili che Fra Giacinto, dieci anni dopo, verrà ritrovato assassinato nel suo appartamento presso Santa Maria di Gesù, insieme ad una pistola carica, mazzette di milioni di lire e dei frustini.Un giorno, Fra Giacinto si trova a benedire la casa dei Giammarresi. Appena il prete esce di casa, il piccolo Arturo, che stava impiegando molto tempo ad iniziare a parlare, lo indica e pronuncia la sua prima parola: “mafia”.Dicembre 1974. Arturo è in ospedale con il padre in occasione della nascita del fratello minore Emanuele e prova uno strano senso di spavento vedendo un uomo all’apparenza assolutamente normale e di cui ignora totalmente l’identità: egli si scopre essere proprio Riina, che si trovava all’ospedale per la nascita della figlia Maria Concetta.Negli anni successivi diversi personaggi più o meno noti vengono assassinati, come il vicebrigadiere della Polizia Filadelfio Aparo ed il giornalista Mario Francese. Arturo sente dire a tutte le persone che incontra che gli omicidi di questi uomini non sarebbero legati alla mafia ma al fatto che essi avrebbero tentato relazioni con donne che avrebbero fatto meglio a lasciar perdere. Il protagonista quindi si promette che non avrà mai una relazione con una donna.Arturo va alle scuole elementari, dove nella sua classe arriva una nuova bambina, Flora Guarneri, figlia di un facoltoso banchiere datore di lavoro del padre di Arturo. Arturo si innamora di Flora a prima vista ma non riesce a dichiararsi in quanto, oltre ad essere timido, ha paura degli omicidi. Dopo aver chiesto consiglio a Fra Giacinto, che gli dice di stare tranquillo in quanto non si muore per colpa delle donne, va a spiare Flora di nascosto in casa sua, dove viene visto e rimproverato da Rocco Chinnici, un magistrato che abita nello stesso palazzo della ragazza, in via Giuseppe Pipitone Federico. Saputo che Arturo è innamorato di Flora, Chinnici promette di mantenere il segreto.Arturo chiede al padre come abbia chiesto alla madre di sposarlo e Lorenzo, non avendo voglia di parlarne, lo invita a guardare Bontà loro in televisione, dove Maurizio Costanzo sta intervistando il Presidente del Consiglio in carica, il democristiano Giulio Andreotti, il quale racconta di aver chiesto di sposarlo a sua moglie in un cimitero. Arturo rimane profondamente affascinato da ciò, così comincia a documentarsi sul Presidente, di cui ritaglia le foto dai giornali ed appende un poster nella sua stanza, ritenendolo uno dei politici migliori al mondo ed un uomo che vuole solo il bene per i cittadini e pensa prima agli altri che a sé stesso.Per Carnevale, Fra Giacinto organizza una festa in maschera nell’oratorio della chiesa in cui verrà premiato il bambino con il costume migliore. Arturo si traveste come Andreotti: nessuno capisce con esattezza chi sta impersonando, ma il suo costume piace a tutti, così vince il premio. In quell’occasione, Arturo tenta di chiedere a Flora di andare con lui al cimitero per dichiararle il suo amore, ma Flora deve allontanarsi.Un giorno Arturo, prima di andare a scuola, va al bar Lux a fare colazione assieme al padre e al fratello. Lì il commissario di Polizia Boris Giuliano offre un’iris ad Arturo, che non l’aveva mai assaggiata. Arturo, da quel momento in poi, per diverse mattine, si sveglia prima e va a comprare un’iris che mette sul banco di Flora prima che lei arrivi. Una mattina, Flora trova l’iris mentre in classe ci sono solo lei, Arturo e Fofò Cassina, un ragazzo che va tutti i pomeriggi a studiare a casa di Flora. Flora chiede a Fofò se sia lui a metterle le iris sul banco e Fofò risponde di sì per fare colpo su di lei.Arturo, rattristato da questo evento, legge su un giornale una frase di Andreotti che incita a raccontare la verità. La mattina seguente Giuliano viene ucciso proprio nel bar Lux e alcuni proiettili rompono la vetrina delle iris. Andato a scuola, dice la verità a Flora, aggiungendo però che non potrà più portarle le iris perché dentro ad una di esse c’erano dei proiettili che hanno ucciso un uomo. Flora inizialmente ci crede, ma poi arriva Fofò con un’iris comprata in un altro bar; Flora si convince quindi che Arturo le abbia mentito.Iniziano delle tensioni fra le fazioni mafiose rivali, che portano all’assassinio del giudice Cesare Terranova, del politico democristiano e Presidente della Regione Siciliana in carica Piersanti Mattarella e del procuratore Gaetano Costa. I mafiosi palermitani iniziano ad avere paura di quelli corleonesi, guidati da Riina e comprendenti Bagarella e Provenzano.L’appartamento sotto a quello dei Giammarresi, un tempo di proprietà del defunto nonno di Arturo, viene occupato in affitto da qualcuno; Arturo, convinto che si tratti di un boss mafioso, lo racconta a Flora e la porta a casa sua, in modo da farla ricredere e dimostrarle che non è un bugiardo. In realtà non si tratta affatto di un criminale ma di Francesco, un cordiale giornalista; Arturo quindi fa un’altra figura pessima e Flora, indignata, se ne va.Arturo decide di dedicarsi alla sua passione, il giornalismo, e si fa aiutare da Francesco, il quale, leggendo un tema su Andreotti del protagonista, gli spiega che purtroppo i giornalisti spesso non possono scrivere quello che vogliono ma vengono costretti a scrivere qualcosa di ben preciso. Francesco infatti era impegnato nello scrivere articoli contro la mafia ma, per paura che ciò causasse problemi, il direttore del giornale per cui lavora lo ha obbligato a curare le rubriche sportive. Francesco spiega ad Arturo che i giornalisti devono essere pazienti, tenaci e convinti nel loro mestiere.Arturo partecipa quindi ad un concorso per giovani giornalisti, finanziato dal padre di Flora, il cui vincitore potrà scrivere per un mese sul giornale locale. Il 30 aprile 1982 si viene a sapere che Arturo ha vinto il concorso; proprio durante la premiazione avviene l’omicidio del deputato comunista Pio La Torre.Arturo, in qualità di vincitore del concorso, si reca ad intervistare il generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, da poco nominato prefetto di Palermo, e gli chiede come mai abbia preso servizio in Sicilia per combattere la mafia nonostante Andreotti abbia detto che l’emergenza criminalità è solamente in Campania e in Calabria. Il 3 settembre 1982 il generale dalla Chiesa viene ucciso in via Carini ed Arturo è stato l’ultimo ad intervistarlo. Francesco spiega ad Arturo che un giornalista deve stare molto attento alle proprie fonti, quindi in questo caso le dichiarazioni di Andreotti non sono state una buona fonte.Arturo va al funerale di dalla Chiesa, sperando di incontrare Andreotti per potergli chiedere come mai fosse sicuro che il problema della criminalità non riguardasse la Sicilia. Al funerale ci sono alcuni dei più importanti politici italiani del momento, cioè Sandro Pertini, Giorgio Almirante, Giovanni Spadolini e Bettino Craxi, ma non c’è Andreotti; quando alcuni giorni dopo, in un’intervista, al leader della DC viene chiesto come mai non sia andato al funerale del generale, egli dice di preferire i battesimi.Arturo invita nuovamente Flora ad andare al cimitero e questa volta lei accetta, ma Arturo non riesce comunque a confessarle il suo amore. Flora saluta Arturo per l’ultima volta perché si deve trasferire in Svizzera, visto che in Sicilia il padre ha difficoltà a gestire i suoi affari a causa della presenza dei magistrati antimafia.Arturo, quella notte, va sotto la casa di Flora e scrive per terra “Flora non partire, ti amo, Arturo”. Il giudice Chinnici vede la scritta e non dice nulla a Flora, mantenendo la promessa.La mattina seguente, il 29 luglio 1983, proprio mentre Chinnici esce dal palazzo, esplode un ordigno piazzato dai mafiosi, uccidendo il giudice e facendo saltare il marciapiede con sopra il messaggio. Chinnici è quindi l’ultimo ad aver letto il messaggio, mentre Flora non l’ha nemmeno visto.Francesco trasloca; Arturo giura di non dire mai più “ti amo” a una ragazza e perde tutta la stima che aveva nei confronti di Andreotti, avendo intuito i suoi rapporti con la mafia.In quegli anni i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, continuando il lavoro iniziato da Chinnici, istituiscono il maxiprocesso a Cosa nostra, riuscendo a far arrestare ed incarcerare centinaia di mafiosi, responsabili degli omicidi di Aparo, Francese, Giuliano, Terranova, Mattarella, Costa, La Torre, dalla Chiesa e Chinnici.Nel 1992, grazie alla mediazione di Francesco, Arturo viene assunto come pianista ed assistente presso TV Palermo, nella trasmissione Bonsuar: Lo show dei palermitani, condotta dal conosciuto personaggio televisivo Jean Pierre. Durante il primo giorno di lavoro di Arturo, come ospite della trasmissione c’è Salvo Lima, parlamentare siciliano della DC e membro della corrente andreottiana, la cui assistente è proprio Flora, tornata dalla Svizzera. Arturo, vedendo Flora, si distrae mentre suona al pianoforte la sigla della trasmissione e commette diversi errori nell’esecuzione, venendo allontanato dal programma.Flora parla con Lima esprimendo pareri positivi su Arturo, il quale viene quindi assunto come inviato speciale incaricato di realizzare servizi giornalistici sulla campagna elettorale della Democrazia Cristiana in Sicilia per le imminenti elezioni politiche. Arturo si reca nell’ufficio di Flora e vi incontra il vecchio compagno di scuola Fofò, che sta portando dei fiori a Flora. Arturo dice a Fofò che Flora è ritornata in Svizzera perché ha litigato con Lima e gli prende i fiori, con la scusa di metterli in un vaso per non farli appassire, per poi consegnarli a Flora fingendo di averli comprati lui, assieme a delle iris comprate effettivamente da lui, in memoria dei tempi della scuola.Il boss Totò Riina si lamenta del fatto che Lima, nonostante sia stato aiutato dal punto di vista politico dai voti dei mafiosi, non si è adoperato per non farli arrestare, quindi decide di far uccidere prima Lima, poi Falcone e infine Borsellino.Flora invita Arturo a casa sua per farsi aiutare a scrivere un discorso che Lima dovrà leggere. Non trovando un punto d’accordo i due litigano, con Flora che accusa Arturo di credersi meglio di lei e lo caccia via. Jean Pierre va a prendere Arturo in auto e gli comunica di avergli concesso un’ultima possibilità come pianista a Bonsuar: Lo show dei palermitani, avvertendolo che se farà altri errori lo licenzierà definitivamente. In quel momento Jean Pierre viene salutato con cordialità da due ragazzi in scooter, che un attimo dopo si dirigono verso l’auto con a bordo Lima e lo uccidono. Arturo viene nuovamente licenziato e si mette alla ricerca di un nuovo lavoro.23 maggio 1992. Fofò sta guidando in autostrada nei pressi di Capaci quando all’improvviso sente una fortissima esplosione e la sua auto viene coperta da detriti di cemento e da un mucchio di polvere: i mafiosi hanno ucciso Falcone e la sua scorta, nascondendo una grande quantità di esplosivo sotto l’autostrada e facendolo detonare mentre transitava l’auto del giudice.19 luglio 1992. Jean Pierre, mentre rientra nella sua abitazione in via D’Amelio a Palermo, sente una forte esplosione: i mafiosi hanno ucciso Borsellino, facendo esplodere un ordigno all’interno di un’auto parcheggiata sotto il palazzo nel quale il magistrato stava entrando per andare a trovare la madre.Dopo tutti questi attentati i palermitani smettono di essere vittima di quel misto di omertà ed ignoranza che li caratterizzava in origine, acquistano consapevolezza di ciò che sta accadendo e dei problemi che la mafia da sempre crea e, durante il funerale di Borsellino e della sua scorta, scendono in strada a protestare, urlando di non volere più legami tra mafia e Stato. Alla protesta partecipano anche Arturo e Flora, che si riconciliano e si baciano.Arturo e Flora, superati tutti i rancori, si sposano, e dalla loro unione nasce un bambino, che Arturo educa a riconoscere il male e a combatterlo ed a cui mostra i monumenti alle vittime della mafia, uomini coraggiosi caduti mentre facevano il loro dovere, molti dei quali incontrati di persona da Arturo nel corso della sua vita.Il film finisce con un insieme di immagini di giornali con le foto e i nomi delle più famose vittime di mafia.

Che cos’è il trapianto fecale?

Prendereste una pillola di cacca? Non storcete il naso: in un prossimo futuro potrebbe essere una cura per le malattie croniche intestinali, la sclerosi multipla, l’autismo, perfino i tumori. Per quanto possa sembrare strano, la cacca può essere un’ottima medicina grazie ai batteri che contiene, se a farla è stata una persona in ottima salute: permette di concimare – letteralmente – con microbi buoni l’intestino di chi ha una malattia in cui invece batteri cattivi hanno preso il sopravvento. Sarà sempre più spesso una terapia risolutiva. E, mentre i ricercatori studiano come mettere la cacca in una capsula da inghiottire, già oggi il trapianto fecale guarisce molte persone.

Tutto dipende dal fatto che abbiamo un mondo intero nella pancia: il microbiota, ovvero la massa di microbi che popolano l’intestino, è composto da centinaia di specie batteriche per miliardi di microrganismi che tutti assieme rendono conto di circa uno-due chili del nostro peso. Nei nostri circa sette metri di intestino, però, possiamo avere giardini rigogliosi di batteri buoni, che producono molecole benefiche mantenendo in salute corpo e mente (gran parte della serotonina, la molecola della felicità, viene sintetizzata proprio qui), o campi di sterpaglie se a prendere il sopravvento sono germi cattivi che aumentano l’infiammazione e producono sostanze dannose.

Flora batterica nell’intestino. La cacca di chi è sano contiene “microrganismi-semi” che possono prendere il sopravvento sulle erbacce. La flora batterica “ricresce” e l’intestino torna un giardino in salute, condizionando in positivo lo stato di tutto l’organismo. Perché il microbiota è l’ago della bilancia del nostro benessere: durante il convegno dell’International Society of Microbiota è stato sottolineato che la flora batterica intestinale è decisiva nel funzionamento di cervello, polmoni, reni, fegato, cuore e che una disbiosi, ovvero un’alterazione delle specie presenti nel nostro giardino intestinale, è connessa allo sviluppo di innumerevoli malattie.

Secondo il rapporto emerso dal convegno, il microbiota sarà la prossima rivoluzione della medicina. Come conferma Giovanni Barbara, docente di medicina interna del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, «la flora batterica intestinale non è decisiva solo per la probabilità di malattie del tratto gastrointestinale, ma sappiamo che incide sul rischio cardiovascolare, di tumori, di disturbi dell’umore, di malattie neurologiche. Modificare il microbiota, quindi, sarà sempre più un obiettivo nella cura di tante condizioni».

Il procedimento del trapianto di microbiota. Da qui l’idea del trapianto fecale, anche se sarebbe meglio chiamarlo trapianto di microbiota.

Che è emerso anni fa come cura dell’infezione da Clostridioides difficile (prima chiamato Clostridium difficile), un batterio che può prendere il sopravvento quando la flora intestinale è indebolita, per esempio da antibiotici. Può dare infezioni ricorrenti, con complicazioni anche mortali, che resistono alle cure antibiotiche. Il procedimento? Da un donatore sano si prende il “materiale di scarto”, lo si analizza, lo si tratta (centrifugandolo e filtrandolo) e poi si trasferisce nel ricevente con un colonscopio o come clistere.

Ma in un prossimo futuro basterà inghiottire una pillola. Per cani e gatti esiste già ed è stata messa a punto in Italia. Per l’uomo poco tempo fa BiomeBank, una biotech australiana, ha ottenuto la prima approvazione per un farmaco basato sul microbiota per combattere C. difficile: oggi è in siringhe e somministrato nell’intestino, ma prossimamente si potrà assumere in capsule. Già sperimentate in diversi studi: alla University of Minnesota hanno usato capsule liofilizzate o trasferimento nel colon in 269 pazienti, verificando che l’efficacia è uguale. screening dei donatori di cacca. «Il trasferimento di materiale fecale dal donatore al ricevente non è complesso, ma ha costi non irrilevanti dovuti all’organizzazione necessaria e soprattutto allo screening dei donatori», sottolinea Antonio Gasbarrini, direttore dell’Area Medicina Interna, Gastroenterologia e Oncologia medica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. «L’unico rischio del trapianto è la possibilità di trasferire germi patogeni o profili microbici sfavorevoli nel lungo periodo. Perciò il processo di selezione del donatore è molto rigoroso, tanto che meno del 3-5 per cento dei potenziali candidati diventano donatori».

Donare la cacca è insomma un gesto semplice, basta non tirare l’acqua del water. È tutta l’analisi prima e dopo che complica le cose. «Abbiamo tante richieste per donare, ma la procedura è lunga», precisa Barbara. «Sottoponiamo i volontari a vari passaggi con questionari per capire la loro storia clinica e le loro abitudini: devono esser persone giovani, sane, con un’alimentazione corretta e senza disturbi come ansia o depressione, devono essere nati da parto naturale e allattati al seno. Poi sulle feci raccolte eseguiamo analisi per capire i ceppi batterici presenti ed escludere chi è portatore di germi patogeni: il ministero della Salute ha stilato una lista di microrganismi che rendono inutilizzabile il materiale, continuamente aggiornata in caso emergano nuove conoscenze. Oggi per esempio facciamo lo screening anche per SARS-CoV-2». E si cercano come l’oro i “superdonatori” che danno risultati particolarmente buoni.

Il trapianto fecale in Italia. Il trapianto è stato regolamentato ed esiste un Programma Nazionale sul Trapianto di Microbiota Fecale Umano, gestito dal Centro Nazionale Trapianti, che, oltre a indicare le procedure, identifica le strutture dove farlo e i candidati alla terapia. L’Italia è stata fra i primi Paesi al mondo a eseguire il trapianto fecale, al Policlinico Gemelli nel 2013, e da allora si sono aggiunti alcuni centri autorizzati fra cui Bologna, Pisa, Firenze. «A oggi l’unica indicazione approvata in clinica è l’infezione recidivante da C. difficile, tra le prime cause di mortalità durante il ricovero negli anziani», spiega Gasbarrini. «Al Gemelli abbiamo eseguito più di 600 trapianti con la guarigione dell’infezione nella maggioranza dei casi, dati confermati da studi su popolazioni ampie che mostrano come il trapianto fecale sia la migliore opzione terapeutica in chi non risponde a una prima linea di antibiotici».

In questi casi bastano una o due infusioni di materiale fecale per arrivare a percentuali di successo del 90%, contro un massimo del 30% con gli antibiotici di seconda linea: una ricerca del Policlinico Gemelli ha mostrato che la sopravvivenza aumenta di oltre un terzo e i giorni di degenza si dimezzano. Uno studio condotto all’Università di Aarhus in Danimarca è stato interrotto perché i risultati nei pazienti con C. difficile che avevano ricevuto il trapianto erano troppo superiori rispetto a quelli di chi era stato trattato con cure standard, perciò «sarebbe stato poco etico non offrire il trapianto a tutti», ha spiegato l’autore, Simon Mark Dahl Baunwall.

Il microbiota che fa bene. E le indicazioni per il trapianto fecale sono destinate ad aumentare, vista la mole di ricerche che dimostrano quanto modificare in senso “buono” il microbiota faccia bene alla salute e in quante situazioni ci sia una disbiosi (troppe specie con effetti negativi, insufficiente diversità microbica, pochi batteri di specie benefiche). In molti casi si sta indagando l’efficacia del trapianto. Che, per esempio, di recente ha dimostrato di poter aiutare persone con allergie gravi alle arachidi, che reagiscono anche a tracce di esse nei cibi: Rima Rachid del Food Allergy Program Boston Children’s Hospital (Usa) ha usato materiale congelato, in capsule da ingerire. Risultato: pazienti che non tolleravano neppure mezza arachide potevano mangiarne un paio senza problemi.

Le sperimentazioni sono in corso per malattie come l’artrite reumatoide, la sclerosi laterale amiotrofica, la sclerosi multipla e l’autismo, oltre che per patologie intestinali come la sindrome dell’intestino irritabile, il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

«I dati raccolti sulle malattie infiammatorie intestinali sono promettenti, se si selezionano bene riceventi e donatori», dice Barbara. «I risultati che si stanno ottenendo sono così buoni che il percorso per arrivare alla clinica sarà verosimilmente rapido per tante applicazioni. Ci sono prove, per esempio, che il trapianto fecale possa essere utile in pazienti con tumori come il melanoma che non rispondono all’immunoterapia, perché il microbiota sembra fondamentale nelle risposte ad alcuni trattamenti antitumorali. A Bologna stiamo iniziando uno studio per valutare se possa ridurre il rischio di complicanze infettive nei trapianti di fegato. I campi di applicazione sono tanti, anche perché ormai non si può più prescindere, in nessuna malattia, dalla valutazione del ruolo del microbiota».

Pillole di cacca. Al punto che forse useremo il metodo anche come elisir di giovinezza: al Quadram Institute dell’East Anglia University (Uk) hanno dimostrato che il trapianto di microbiota da un giovane a un anziano può far regredire vari segni dell’invecchiamento in organi come intestino, occhi, cervello. È successo nei topi, ma chissà che in futuro non troveremo in farmacia pillole di cacca per ringiovanire.

VAI ALLA GALLERY

Fotogallery
10 cose che (forse) non sai sulla cacca

Vuoi rimanere aggiornato sulle nuove tecnologie per la Didattica e ricevere suggerimenti per attività da fare in classe?

Sei un docente?

soloscuola.it la prima piattaforma
No Profit gestita dai

Volontari Per la Didattica
per il mondo della Scuola. 

 

Tutti i servizi sono gratuiti. 

Associazione di Volontariato Koinokalo Aps

Ente del Terzo Settore iscritta dal 2014
Tutte le attività sono finanziate con il 5X1000