Dormito male? 20 minuti di movimento e recuperi

Dormire male non è il massimo, si sa. Malgrado un buon sonno sia uno dei requisiti più importanti per mantenere uno stile di vita sano, molti studi indicano che il 40% della popolazione mondiale non dorme bene. Sicuramente è capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di passare una notte insonne o di riposare meno ore del dovuto, con conseguenze disastrose il giorno dopo. Tra queste, le più comuni sono scarsa concentrazione, stanchezza e irritabilità. Ma esiste un rimedio per recuperare a pieno il riposo perduto? Se state pensando al classico sonnellino pomeridiano o a bere litri di caffè, siete fuori strada…

Due gruppi. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Physiology & Behavior, per rimediare basterebbero appena 20 minuti di moderato esercizio fisico. La ricerca, guidata da un team di scienziati dell’università di Portsmouth (Gran Bretagna), ha analizzato due diversi esperimenti, ognuno dei quali con 12 volontari (in totale, 19 maschi e cinque femmine).

Il primo test ha analizzato gli effetti della privazione parziale del sonno sulle capacità cognitive dei partecipanti, mentre il secondo ha esaminato le conseguenze di una notte insonne, inclusi alcuni disturbi respiratori legati a un cattivo riposo (come la cosiddetta “ipossia notturna”, consistente in bassi livelli di ossigeno).

Pedalata salvifica. Per tre giorni, al primo gruppo di individui è stato concesso di dormire solo cinque ore a notte, mentre ogni mattina gli venivano assegnate sette mansioni da svolgere, da ripetere dopo aver effettuato venti minuti di cyclette. Infine, prima di completare i compiti, è stato chiesto ai volontari di fare una valutazione circa il proprio umore e la sonnolenza provata. Le successive analisi sui livelli cognitivi hanno rivelato che il poco sonno influiva in modo diverso su ciascuna delle persone, circostanza dovuta probabilmente alla diversa resistenza individuale alla stanchezza.

Nonostante queste differenze, però, dopo la pedalata si registrava un netto miglioramento nelle performance mentali di tutti i partecipanti, nonché del loro umore. Nel secondo esperimento, le persone sono rimaste sveglie un’intera notte per poi essere trasferite in un ambiente controllato con minori quantità ossigeno. Nonostante le difficili condizioni ambientali, anche in questo caso l’esercizio fisico ha continuato a migliorare le prestazioni cognitive.

Meccanismi da approfondire. Gli autori dello studio hanno ipotizzato i motivi che spiegano i benefici mentali dell’allenamento. La teoria legata all’aumento del flusso sanguigno cerebrale e all’incremento dell’ossigenazione durante l’esercizio non li ha però convinti a pieno, dato che i risultati intellettivi erano buoni anche nell’ambiente con poco ossigeno.

La ricerca sembra suggerire invece che i miglioramenti non dipendano esclusivamente dall’area della corteccia prefrontale del cervello (essenziale nell’esecuzione dei compiti), ma siano il prodotto di una serie di processi coordinati ampiamente distribuiti in diverse regioni cerebrali.

categorie a rischio. L’obbiettivo futuro è scoprire quali sono i meccanismi neurobiologici che si attivano in questi casi, aiutando tutti coloro che soffrono di interruzioni del sonno o di apnee notturne, ma anche genitori di bambini piccoli costretti a continui risvegli e lavoratori notturni.

Continua la lettura su: https://www.focus.it/scienza/salute/dormito-male-bastano-venti-minuti-di-esercizio-fisico-per-rimediare-al-sonno-perduto Autore del post: Focus Rivista Fonte: http://www.focus.it

Articoli Correlati

Concorso secondaria, abbinamento sedi/candidati 3^ calendario prove scritte (aggiornamento 9 maggio)

Concorso ordinario per la scuola secondaria, il Ministero dell’Istruzione ha provveduto a pubblicare il terzo calendario relativo alle prove scritte. La prima calendarizzazione si è conclusa lo scorso mercoledì 13 aprile: la seconda, invece, ha preso il via il 21 aprile e si è conclusa il 29 aprile. Il terzo calendario di prove scritte, invece, è partito lunedì 2 maggio per concludersi mercoledì 25 maggio.

Concorso ordinario scuola secondaria, abbinamento sedi/candidati prove scritte relative al terzo calendario (aggiornamento 9 maggio)

Gli Uffici Scolastici Regionali stanno pubblicando gli avvisi riguardanti gli abbinamenti dei vari candidati alle sedi d’esame. Come è noto, l’elenco delle sedi deve essere comunicato dagli USR almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove.

Qui di seguito riportiamo gli avvisi sin qui pubblicati, aggiornati a lunedì 9 maggio: come per i due precedenti calendari, raccomandiamo i candidati di fare riferimento al sito ufficiale del proprio USR, in quanto gli avvisi (e soprattutto le possibili modifiche) potranno non essere aggiornati in tempo reale. 

Pagine regionali dedicate al concorso ordinario scuola secondaria

Basilicata – Liguria – Campania – Marche

Lunedì 2 maggio

AD25 – Emilia Romagna–Veneto–Lombardia– rett Lombardia – Lazio–Toscana–Piemonte–Friuli Venezia Giulia – rettifica LombardiaAD56 – Emilia Romagna–Lombardia–Sicilia–Lazio–Toscana–SardegnaAH56 – Lazio – PugliaAI56 – Veneto–Abruzzo–Lombardia–Calabria–Sicilia–Lazio–Toscana–Piemonte–Sardegna – Puglia

Martedì 3 maggio

A020 – Emilia Romagna–Campania –Veneto–Abruzzo–Calabria–Umbria–Sicilia–Basilicata–Toscana–Sardegna – variazioni Sicilia – Friuli Venezia Giulia – Lombardia – Liguria sezione – Molise – Lazio – Emilia Romagna – Marche – Piemonte – aule TAR Molise – Campania sezione – Friuli Venezia Giulia – Lombardia – Liguria sezione – Molise – Lazio – Emilia Romagna – Marche – Piemonte – aule TAR Molise – Campania sezione

A027 – Emilia Romagna–Campania–Abruzzo–Calabria–Umbria–Basilicata–Toscana–Sardegna – Friuli Venezia Giulia – Liguria sezione – Molise – Lazio – Emilia Romagna – Marche – Piemonte – aule TAR Molise – Campania sezione

A041 – Emilia Romagna –Campania–Veneto–Abruzzo–Lombardia-Basilicata–Toscana–Sardegna – Friuli Venezia Giulia – Liguria sezione – Molise – Lazio – Emilia Romagna – Marche – Piemonte – aule TAR Molise – Campania sezione

Mercoledì 4 maggio

A026 – Emilia Romagna –Campania–Veneto–Abruzzo–Lombardia–Calabria–Umbria–Sicilia–Basilicata–rettifica Lombardia–Sardegna–Toscana–variazione Piemonte–variazioni Sicilia – Friuli Venezia Giulia –Liguria sezione – Molise – Lazio – Emilia Romagna – Piemonte – Marche – Campania sezione

Giovedì 5 maggio

A028 (turno mattutino) – Campania–Abruzzo–Calabria–Umbria–Basilicata–Lombardia–rettifica Lombardia–Sardegna – rettifica Lombardia – Liguria sezione – Molise – Marche – Campania sezione

A028 (turno pomeridiano) – Campania–Abruzzo–Calabria–Umbria–Basilicata–Sardegna – rettifica Lombardia – Liguria sezione – Molise – Lombardia – Marche – Campania sezione

Venerdì 6 maggio

A001 – turno 1 Emilia Romagna–Veneto–Abruzzo–Calabria–Sicilia–Lazio–Piemonte–Sardegna–Friuli Venezia Giulia–Toscana – Puglia – rettifica Lombardia – rettifica SardegnaA001 – turno 2 Emilia Romagna–Campania USR–Liguria sezione–Veneto–Abruzzo–Calabria–Sicilia–Lazio–Piemonte–Sardegna–Friuli Venezia Giulia–Lombardia–Toscana – Puglia – rettifica Lombardia–rettifica Sardegna

Lunedì 9 maggio

A018 – turno 1 Abruzzo–Calabria–Lazio–Piemonte–Friuli Venezia Giulia–Lombardia–Umbria–Veneto–rettifiche Lombardia–Toscana–Sardegna–Sicilia–Emilia Romagna–Sicilia–Puglia–rett Lombardia

Martedì 10 maggio

A018 – turno 2 Abruzzo–Calabria–Lazio–Piemonte–Friuli Venezia Giulia–Lombardia–Umbria–Veneto–rettifiche Lombardia–Toscana–Sardegna–Sicilia–Emilia Romagna–Sicilia–variazioni Sicilia–Puglia–rettifica Lombardia– rettifica Sicilia – variazioni Sicilia

Mercoledì 11 maggioA018 – turno 3 Abruzzo–Calabria–Lazio–Piemonte–Friuli Venezia Giulia–Lombardia–Umbria–Veneto–rettifiche Lombardia–Toscana–Sardegna–Sicilia–Emilia Romagna–Sicilia–Puglia–rett Lombardia

Giovedì 12 maggioA050 – turno 1  Abruzzo–Calabria–Lazio–Piemonte–Friuli Venezia Giulia–variazione Piemonte–Lombardia–Umbria–Veneto–rettifiche Lombardia–Sardegna–Sicilia–Toscana–Puglia–rettifica Lombardia–rettifica Lombardia–spostamento Sardegna – rettifica Lombardia – variazione CalabriaA050 – turno 2 Abruzzo–Calabria–Lazio–Piemonte–Friuli Venezia Giulia–variazione Piemonte–Lombardia–Umbria–rettifica Lazio–Veneto–rettifiche Lombardia–Sardegna–Sicilia–Toscana–Puglia–rettifica Lombardia–rettifica Lombardia–spostamento Sardegna

Venerdì 13 maggioA050 – turno 3 Abruzzo–Calabria–Lazio–Piemonte–Friuli Venezia Giulia–variazione Piemonte–Lombardia–Umbria–Veneto–rettifiche Lombardia–Sardegna–Sicilia–Toscana–Puglia–rettifica Lombardia–rettifica LombardiaLunedì 16 maggioA046 – turno 1 Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Umbria–Piemonte–Lazio–Lombardia–Sardegna–Puglia–Toscana–variazione Sicilia–variazione SiciliaMartedì 17 maggioA046 – turno 2 Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Umbria–Piemonte–Lazio–rett Lazio–Lombardia–Sardegna–Puglia–Toscana – rettifica LombardiaA046 – turno 3 Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Umbria–Piemonte–Lazio–Lazio rettifica–rett Lazio–Lombardia–Sardegna–Puglia–Toscana – rettifica LombardiaMercoledì 18 maggioA046 – turno 4 Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Umbria–Piemonte–Lazio–Lazio rettifica–Lombardia–Sardegna–Puglia–Toscana–variazione Sicilia

Giovedì 19 maggio

A046 – turno 5 Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Umbria–Piemonte–Lazio–Lazio rettifica–Lombardia–Sardegna–Puglia–Toscana–variazione Sicilia–variazione Sicilia – rettifica LombardiaA046 – turno 6 Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Umbria–Piemonte–Lazio–Lazio rettifica–rettifica Lazio–Lombardia–rettifica Sicilia–Toscana–Sardegna–Puglia–variazione Sicilia–variazione Sicilia–variazione Sicilia

Venerdì 20 maggio

A034 – Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Veneto–Piemonte–Lazio–Sardegna–Puglia– Sicilia – Toscana – variazioni Sicilia

A057 – Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Veneto–Piemonte–Lazio–Sardegna–Puglia– Sicilia – Toscana

A062 – Abruzzo–Calabria–Veneto–Variazione Piemonte–Piemonte–Lazio–Puglia – Toscana

A063 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata

Lunedì 23 maggio

AN55 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio – Sardegna – Sicilia

AS55 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio – Sicilia

B010 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio – Sardegna

B012 – Umbria–Abruzzo–Calabria–Friuli Venezia Giulia–Veneto–Piemonte–Lazio–rettifica Lazio–Sardegna–Puglia– Sicilia – rettifica Lombardia

Martedì 24 maggio

A065 – turno 1 Liguria – Basilicata – Umbria – Marche sezione dedicata–Lazio – rettifica Lombardia

A065 – turno 2 Liguria – Basilicata – Umbria – Marche sezione dedicata–Lazio

AA55 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio

AB55 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio – Sardegna

AE55 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio

Mercoledì 25 maggio

AA56 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio – Sardegna

AE56 – Liguria – Basilicata – Marche sezione dedicata – Lazio

AN56 – Abruzzo–Calabria–Veneto–Piemonte – Lazio – Sardegna–Puglia–Sicilia

Relax: 10 cose che (forse) non conosci

Sei capace di concederti un po’ di relax? Rilassarsi sembra semplice, ma farlo per davvero e senza sensi di colpa è un’arte, e tutt’altro che scontata. Eppure, imparare a ritagliarsi momenti di “sciopero” dal dover essere produttivi a tutti i costi può regalare benefici sorprendenti per la salute, la capacità decisionale, la creatività. E può rendere ancora più brillante il ritorno al lavoro. Lo dice la scienza, che ha soltanto da poco iniziato a considerare il riposo nelle ore di veglia un tema degno di interesse. Ecco 10 cose da sapere sul relax. 

1. Relax: no ai pregiudizi radicati. «Uno dei motivi per cui è difficile rilassarsi è che la nostra cultura non valorizza il riposo, spesso ritenuto una perdita di tempo o un segno di pigrizia», spiega Claudia Hammond, psicologa e autrice di L’arte di riposare (Saggiatore, 2020). «La maggior parte delle società occidentali è costruita attorno a una forte etica del lavoro, in cui la fatica è più considerata rispetto al tempo libero nel definirci esseri umani di successo. Ciò si estende anche ai ricchi e famosi di oggi, che amano presentarsi come sempre indaffarati anziché come i “ricchi fannulloni” dei secoli precedenti. Essere sempre impegnati è quasi un distintivo d’onore. In effetti, studi psicologici hanno dimostrato che consideriamo le persone più occupate come individui più realizzati e più degni di rispetto».

Questo tipo di aspettative sociali ci pungola anche al di fuori dell’orario di lavoro. «Siamo sottoposti a pressioni non solo per sforzarci di migliorare nella nostra vita professionale, ma anche in quella personale», precisa Hammond. «Quindi, oltre ad avere un lavoro impegnativo, siamo incoraggiati a riempire il nostro “tempo libero” andando in palestra, cucinando piatti fantastici o imparando una lingua». E magari a condividere ogni progresso sui social.

2. il Riposo e il sonno. Già, ma che cos’è, esattamente, il riposo? «Non è la stessa cosa del sonno. Certo, dobbiamo dare valore anche al sonno e assicurarci di averne in abbondanza. Ma dormire bene non basta. Abbiamo anche bisogno di riposarci e rilassarci durante le ore di veglia. Ciò non significa per forza sdraiarsi sul divano o essere sedentari (anche se possiamo farlo, se è questo che ci rilassa). Piuttosto, dovremmo tutti scegliere un’attività che ci permetta di calmare i pensieri molesti, di trovare un po’ di pace mentale e di sentirci rigenerati, fosse anche solo per un breve periodo», fa notare la psicologa.

Il riposo è quindi un concetto più ampio del sonno, perché coinvolge aspetti fisici, psicologici e spirituali, ma è anche più difficile da studiare visto che ha una forte componente soggettiva. Hammond fa parte del team interdisciplinare coordinato dall’Università di Durham (Regno Unito) che ha ideato The Rest Test, il più grande studio al mondo sul riposo. La ricerca, che è stata lanciata con l’aiuto di un programma radiofonico della Bbc, ha coinvolto 18.000 persone di 135 Paesi che si sono prestate a descrivere le loro abitudini di relax.

3. le attività più rilassanti. Sorprendentemente, tra i partecipanti alla ricerca, anche gli individui dalla personalità più estroversa hanno trovato più riposanti i passatempi solitari: al primo posto c’è la lettura (58%), seguita dal trovarsi in un ambiente naturale (53,1%) e addirittura stare per conto proprio (52,1%). «A quanto sembra, quando ci riposiamo, molto spesso vogliamo fuggire dagli altri», commenta Hammond, notando che attività come passare del tempo con gli amici e in famiglia non sono entrate nella top ten (sono rimaste al numero 12). «Ma bisogna tenere presente che la nostra ricerca non riguardava le attività che le persone trovano più piacevoli, quelle che le rendono più felici, ma proprio quelle che trovano più riposanti». E c’è chi si rilassa compiendo uno sforzo fisico faticoso. «Il 15% degli intervistati ci ha detto che l’esercizio fisico era la cosa che trovavano più riposante; e l’8% ha scelto come attività rilassante “correre”». Forse, ipotizza Hammond, perché nella corsa si può raggiungere un’assenza di pensieri intrusivi simile a quella perseguita nella meditazione. Un’altra possibilità è che il senso di riposo derivi dal benessere che si prova dopo, e non durante, uno sforzo fisico intenso.

4. il relax dà salute. Due terzi degli intervistati hanno comunque affermato di non riposare abbastanza, e coloro che sentivano di aver bisogno di più riposo avevano punteggi più bassi in benessere individuale. In effetti, imparare a riposare e in generale ad avere un migliore equilibrio vita-lavoro avrebbe ricadute positive sulla salute fisica e mentale. Uno studio dell’Università California, a Irvine, ha trovato che le persone che si concedono più tempo trascorso in attività piacevoli hanno meno problemi di ipertensione, livelli più bassi di ormoni dello stress in circolazione, un girovita più sottile e un indice di massa corporea più basso, oltre a percepire una migliore funzionalità fisica (significa che ritengono il proprio corpo efficiente e non soffrono granché di piccoli disturbi).

Durante il riposo, inoltre, possiamo ricaricare il nostro sistema immunitario: la necessità di pianificare momenti di pausa tra le normali attività quotidiane è tornata alla ribalta durante la pandemia, suggerita dai medici per riprendersi del tutto dalla covid. Riposare, in particolare, è necessario per affrontare alcuni sintomi del long covid, come la fatigue, ossia il senso di spossatezza estrema, e il cosiddetto malessere post-sforzo che è un peggioramento della sindrome da stanchezza cronica.

5. Un aiuto per la memoria. Da tempo sappiamo che il sonno è fondamentale per il consolidamento di nuovi ricordi, ma alcuni studi suggeriscono che anche il riposo vigile aiuti a rafforzare la memoria di quel che si è da poco imparato. Nel 2021, una ricerca del National Institutes of Health statunitense ha trovato che nei momenti di riposo vigile il cervello comprime e consolida i ricordi delle abilità appena apprese, riproponendo come in un nastro riavvolto una versione accelerata dell’attività neurale prodotta nel compito imparato. Maggiore è il numero di “replay” che scorrono durante il riposo, più quel ricordo risulterà “solido”.

Erin J. Wamsley, neuroscienziata cognitiva della Furman University (Carolina del Sud, Usa), ha osservato che un quarto d’ora di riposo vigile a occhi chiusi potenzia la codifica di nuovi ricordi in vari tipi di memoria, incluse quella procedurale e verbale, rispetto a trascorrere 15 minuti impegnati in un altro compito. L’effetto persiste per una settimana o più dopo il riposo. Secondo Wamsley, il consolidamento avviene mentre il cervello è nella cosiddetta “modalità di base”, uno schema di attività cerebrale che si verifica anche (ma non solo) quando non siamo impegnati in attività che richiedono grande concentrazione o quando appunto riposiamo. Questo stato sembrerebbe contribuire, inoltre, al pensiero creativo e alla generazione di nuove idee.

6. Più ti riposi, più sei deciso. Imparare a riposare sembra anche migliorare le capacità decisionali. Prendere decisioni razionali richiede una buona dose di controllo cognitivo, ossia l’abilità di dirigere in modo flessibile pensieri e azioni orientandoli verso uno scopo, ma quando siamo affaticati anche decisioni semplici come che cosa mettere in tavola a cena possono sembrare inaffrontabili. Perché? Gli studi in neuroimaging mostrano che il ridotto controllo cognitivo è legato a una diminuzione dell’attività della corteccia prefrontale laterale: si pensava che dipendesse da una progressiva riduzione di una qualche riserva energetica del cervello, ma Antonius Wiehler, neuroscienziato cognitivo dell’Institut du Cerveau et de la Moelle épinière, a Parigi, ha un’ipotesi alternativa.

7. il ruolo del glutammato. La colpa potrebbe essere, piuttosto, di un accumulo di glutammato, un amminoacido che svolge il ruolo di neurotrasmettitore eccitatorio. Spiega il neuroscienziato. «Esercitare controllo cognitivo per un periodo di tempo prolungato porta a un accumulo di glutammato nella corteccia prefrontale laterale. Alte concentrazioni di glutammato sono potenzialmente tossiche, così l’attività della corteccia prefrontale laterale risulta ridotta», spiega Wiehler, che ha rilevato questo aumento in chi è reduce da compiti impegnativi dal punto di vista mentale, come restare per sei ore e mezza davanti al pc per un test di attenzione. Anche se i suoi studi non lo provano direttamente, il glutammato potrebbe accumularsi all’esterno dei neuroni e disturbare la loro normale funzionalità. In effetti, i soggetti cui era stato assegnato il compito più difficile si mostravano con il passare delle ore in difficoltà nel prendere decisioni razionali. Se l’ipotesi di Wiehler è esatta, è probabile che durante il riposo il glutammato venga eliminato.

8. stacca ALmeno Tre ore al giorno. Quanto riposo sia necessario per ripristinare gli equilibri chimici ottimali e farci tornare… lucidi è tutto da scoprire. Uno studio del 2021 dell’Università della Pennsylvania e dell’Università della California di Los Angeles ha trovato che, se è vero che poco tempo libero è legato a un minore benessere soggettivo, averne troppo non si traduce automaticamente in un maggiore benessere percepito perché interviene un senso di scarsa produttività. L’equilibrio ideale immaginato dai partecipanti, che avevano riportato in che modo trascorressero le 24 ore di una loro giornata tipo, è avere a disposizione una quantità moderata (3 ore e mezza) di ore libere dal lavoro da trascorrere in attività non produttive, oppure un’elevata quantità di ore libere (7 ore) da impiegare però in attività produttive e non solitarie, in relazione con gli altri. Anche i risultati del Rest Test confermano che il riposo è maggiormente apprezzato se alternato comunque a qualche ora di lavoro. Se è forzato, perché legato a fattori che lo impongono come una malattia, o alla disoccupazione, non è sempre visto come un’attività piacevole.

9. dai Valore al riposo. La ricetta del riposo perfetto. Come essere sicuri, quindi, di riposare come si deve? «Comincerei col dire che ognuno di noi dovrebbe trovare quella cosa che per me equivale al giardinaggio: quella che mette fine alle chiacchiere incessanti nella testa, che allontana dalle pressioni e dalle preoccupazioni della vita e che ci rende calmi e centrati.

Bisogna individuare quell’attività (o più di una) e poi “auto-prescriversi” spazi orari nell’arco della giornata in cui dedicarle del tempo», dice Hammond. Avete presente tutte le volte che invece di concedersi una pausa si continua a lavorare per non “perdere tempo”? Ecco, si può cominciare da qui. «Non bisogna commettere l’errore di saltare l’attività riposante quando le vicende della vita si fanno impegnative. Va considerata una priorità come qualsiasi altra cosa». Occorre insomma imparare a dire dei no decisi per non ipotecare il tempo libero futuro. E quando finalmente si dedica un po’ di spazio al relax bisogna notarlo: secondo Hammond, gli studi sul tempo dimostrano che riposiamo più spesso di quanto non si creda e che per apprezzare realmente una pausa, bisogna valorizzarla come tale.

10. Sfrutta i tempi morti per rilassarti. «Suggerisco la “riformulazione” di cose come aspettare i treni o essere in coda all’ufficio postale come opportunità inaspettate ma gradite di riposare, anziché come fastidi o frustrazioni», continua Hammond. Potrebbe anche aiutare accettare il fatto che la lista delle cose che abbiamo da fare non si esaurirà mai, e che per quanto possiamo pensare di essere ben organizzati, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. E dunque possiamo lasciarli da parte e permetterci di segnare in agenda anche voci come “riposo” o “pausa”. «Dovremmo fare di più di ciò che ci è sempre stato detto di non fare quando eravamo bambini a scuola, vale a dire isolarci, spegnere il cervello e guardare fuori dalla finestra», conclude Hammond. Ma senza prenderci troppo sul serio: per non cadere nella trappola di trasformare anche il riposo in una delle tante cose da spuntare dalla lista.

VAI ALLA GALLERY

Fotogallery
15 modi per ritrovare la concentrazione

Vuoi rimanere aggiornato sulle nuove tecnologie per la Didattica e ricevere suggerimenti per attività da fare in classe?

Sei un docente?

soloscuola.it la prima piattaforma
No Profit gestita dai

Volontari Per la Didattica
per il mondo della Scuola. 

 

Tutti i servizi sono gratuiti. 

Associazione di Volontariato Koinokalo Aps

Ente del Terzo Settore iscritta dal 2014
Tutte le attività sono finanziate con il 5X1000