I tre progetti finalisti per il “buggy” lunare

Le missioni Artemis della Nasa riporteranno l’uomo sulla Luna più di cinquanta anni di distanza dall’ultimo allunaggio, avvenuto nel 1972. L’obiettivo primario sarà quello di esplorarne il Polo Sud in cerca di acqua, e per farlo serviranno dei “fuoristrada” ben più moderni, sicuri e attrezzati rispetto a quelli utilizzati in passato. Per questo motivo, lo scorso anno l’Agenzia spaziale americana ha indetto un concorso di idee per il prossimo Lunar Terrain Vehicle (LTV), e i nomi dei tre progetti finalisti sono stati annunciati a inizio aprile 2024.

I candidati. I concept presentati da Intuitive Machines, Lunar Outpost e Venturi Astrolab dovranno ora venire completamente sviluppati entro i prossimi 12 mesi. Non c’è un vero e proprio favorito in questa gara, sebbene la prima delle tre aziende menzionate sia l’unica a essere già stata sulla luna con un rover di propria produzione. Lo scorso febbraio, infatti, Odysseus è atterrato sul nostro satellite (sebbene non tutto sia andato per il “verso giusto“). Le altre due aziende, in ogni caso, hanno entrambe in programma missioni senza equipaggio che si svolgeranno entro i prossimi due anni per incamerare esperienza e testare il proprio mezzo spaziale.

Guida da remoto. Rispetto al buggy che sfrecciò per l’ultima volta sulla luna nel 1971, il nuovo LTV sarà ben diverso e sfrutterà le conoscenze acquisite negli anni grazie allo sviluppo dei moderni rover marziani Curiosity e Perseverance. Come questi ultimi, infatti, il veicolo potrà essere comandato a distanza, ma sarà comunque manovrabile da uno dei due astronauti a bordo. In comune con il vecchio e glorioso mezzo, invece, resterà la cabina di guida non pressurizzata, e perciò esposta al duro ambiente lunare. 

Requisiti per la missione. Vanessa Wyche, direttrice del Johnson Space Center di Houston, ha spiegato che l’LTV scelto aumenterà notevolmente la capacità degli astronauti di condurre le loro esplorazioni, fungendo anche da piattaforma scientifica per le missioni con equipaggio. Disporrà dunque di una strumentazione molto complessa, senza considerare gli elevati standard di sicurezza richiesti, visto il terreno impervio e le condizioni di scarsa gravità nelle quali opererà. Proprio per questo motivo, una volta stabilito il progetto vincitore, la Nasa darà nuove disposizioni all’azienda incaricata, che dovrà pianificare ed eseguire un’ultima missione lunare indipendente al fine di testare il funzionamento del buggy e di convalidarne le prestazioni e l’affidabilità.

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